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Inquinamento delle acque sotterranee nella regione di Visp dovuto ai lavori della correzione del Rodano R3. Le responsabilità sono state accertate?

16.3156 · Interpellanza · 2016-03-17

Dipartimento dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni

Liquidato

Wortlaut

In un rapporto pubblicato nel 2008, l'EAWAG, un istituto di ricerca del settore dei politeonici federale (PF), si è chiesto cosa succede se le acque arginate in passato vengono avvicinate mediante misure di allargamento alle captazioni delle acque sotterranee, riducendo quindi i tempi di scorrimento delle acque nell'acquifero. Nel rapporto si fa notare che, al fine di escludere rischi per la sicurezza, le misure di rivitalizzazione di un corso d'acqua all'interno di una zona di protezione delle captazioni d'acqua potabile sono state vietate a partire dal 2004.

L'EAWAG richiama inoltre l'attenzione sul fatto che le raccomandazioni per la pratica sono molto chiare: secondo il principio di precauzione, in siti con tempi di scorrimento attorno ai dieci giorni non dovrebbero essere effettuati allargamenti sul lato del fiume dove sono situati impianti di pompaggio.

A causa della conformazione della pianura del Rodano, il tempo di scorrimento è di gran lunga inferiore ai dieci giorni. Inoltre, in prossimità del Rodano si trovano numerose captazioni per l'acqua potabile.

Lungo il Rodano, e in particolare anche nel settore di Visp, si trovano diverse discariche e siti contaminati. Nel caso di allargamento del letto del fiume, l'impermeabilità verrebbe compromessa. L'ampliamento del letto del fiume costituisce un grande pericolo di inquinamento per le acque sotterranee in quanto, a causa dell'erosione dovuta a sottoescavazione, parte dell'acqua del Rodano finisce nelle acque sotterranee. Le acque sotterranee nei pressi di Visp presentano un inquinamento elevato da diossano a causa della contaminazione.

Per questo motivo, nel quadro della terza correzione del Rodano (R3) si è dovuto rinunciare ad allargamenti all'interno e all'esterno della diga. Questi allargamenti non sono conformi al principio di precauzione, all'ordinanza sui siti contaminati e, in particolare, nemmeno alle raccomandazioni dell'EAWAG.

Le autorità competenti della Confederazione e del cantone del Vallese hanno tuttavia approvato il progetto R3, che prevede l'allargamento.

Si pongono ora le seguenti domande:

1. Quali sono le responsabilità dei responsabili del progetto relativo alla terza correzione del Rodano, delle autorità federali e cantonali competenti nel settore ambientale e dei governi?

2. Il Consiglio federale è disposto a provvedere affinché le prescrizioni in questione siano rispettate e a rinunciare a un allargamento del Rodano al fine di fermare la diffusione dell'inquinamento già presente?

3. Al fine di prevenire un aumento dell'inquinamento, i lavori vengono controllati?

4. Quali misure immediate adotteranno i responsabili della Confederazione, del cantone e del progetto per eliminare l'inquinamento delle acque sotterranee?

Stellungnahme des Bundesrates

1. La realizzazione del progetto R3 è di competenza del cantone del Vallese (congiuntamente al cantone di Vaud per quanto riguarda il tratto tra Saint-Maurice e la foce del lago). Secondo l'articolo 45 dell'ordinanza del 28 ottobre 1998 sulla protezione delle acque (OPAc; RS 814.201) nell'ambito dell'attuazione di tale progetto compete ai cantoni applicare anche le disposizioni rilevanti in materia di protezione delle acque. Secondo l'articolo 21 dell'ordinanza sul risanamento dei siti inquinati (OSiti; RS 814.680) l'esecuzione di tale ordinanza compete ai cantoni, i quali sono quindi responsabili anche degli aspetti giuridici attinenti al progetto P3 che interessano i siti contaminati.

Nella sua presa di posizione del 23 novembre 2007 relativa alle misure prioritarie concernenti Visp, la Confederazione aveva chiesto che l'allargamento dell'alveo del fiume non sconfinasse nelle zone di protezione delle acque sotterranee S1 e S2 di possibili future captazioni di acque sotterranee e che non vi fossero interventi inammissibili nelle zone di protezione delle acque sotterranee S3 ancora da delimitare.

Allo stato attuale delle conoscenze alla Confederazione non risulta che nell'ambito delle misure di protezione prioritarie contro le piene concernenti Visp siano stati eseguiti lavori in una zona di protezione delle acque sotterranee di una captazione d'acqua utilizzata per l'approvvigionamento di acqua potabile (secondo la carta di protezione delle acque del cantone del Vallese nel fondovalle tra Visp e Leuk esiste una sola captazione d'acqua sotterranea di interesse pubblico, a est di Raron, e una sola area di protezione delle acque per future captazioni, presso Baltschieder).

I lavori sono stati eseguiti in un settore di protezione delle acque Au, ovvero in una falda freatica idonea per quantità e qualità alla produzione di acqua potabile. Simili progetti possono essere autorizzati dall'autorità competente, in questo caso il cantone, se sono rispettate le relative prescrizioni di protezione delle acque sotterranee.

2. Nella sua funzione di autorità di vigilanza, la Confederazione è pronta ad adottare le misure necessarie quando dispone di informazioni concrete su una violazione del diritto ambientale. L'allargamento previsto nel progetto R3 generale avrà addirittura un effetto positivo poiché ridurrà il rischio di inquinamento delle acque sotterranee. In concomitanza con l'allargamento è previsto il risanamento sia delle discariche interessate che dei siti inquinati. Per le discariche e i siti inquinati che potrebbero avere un impatto negativo sulle acque sotterranee nonostante siano ubicati al di fuori del perimetro del progetto, saranno allestiti dei dispositivi di controllo che consentiranno di adottare contromisure (cfr. risposta alla domanda 3).

3. Nella sua presa di posizione del 23 novembre 2007 relativa alle misure prioritarie concernenti Visp, la Confederazione ha chiesto l'elaborazione di un piano di sorveglianza idrogeologica della quantità e della qualità delle acque sotterranee. Il piano elenca gli interventi da effettuare contro eventuali ripercussioni sulla qualità o la quantità delle acque sotterranee. Al cantone compete l'elaborazione e l'attuazione di tale piano e delle relative misure. I risultati saranno comunicati periodicamente alla Confederazione (cfr. risposta alla domanda 4).

I valori misurati sinora non danno alcun motivo per temere che l'allargamento si ripercuota sulla quantità e la qualità delle acque sotterranee.

In concomitanza con progetti di costruzione presso siti inquinati, il cantone garantisce che le misure di costruzione non si ripercuotano sulle acque sotterranee e superficiali. Soprattutto non possono esservi nelle captazioni d'acqua immissioni di inquinanti provenienti dal sito (art. 3 OSiti). Il committente esaminerà questo aspetto in dettaglio nell'ambito della pianificazione. Se necessario dovranno essere adottate le opportune misure di prevenzione. Il cantone accompagna le relative misure e controlla che tali prescrizioni siano rispettate. Inoltre esige, in particolare, che eventuali nuovi inquinamenti vengano esaminati secondo l'OSiti. Il cantone esamina infine le misure necessarie per evitare ripercussioni sui beni tutelati acque sotterranee, acque superficiali, suolo o aria.

4. Nell'eventualità di una contaminazione, l'autorità, in questo caso il cantone, deve fare il necessario secondo l'articolo 47 OPAc affinché vengano adottate le necessarie misure sancite dalle relative prescrizioni elencate nel piano sopra menzionato.

Nell'ambito di incontri e rendicontazioni periodici i responsabili del progetto R3 informano l'autorità di vigilanza competente della Confederazione (Ufficio federale dell'ambiente) sui risultati delle rilevazioni e sulle misure da adottare o già adottate. Al momento attuale non sussiste alcuna indicazione in merito a un inquinamento delle acque quale conseguenza dei lavori nell'ambito del terzo progetto di correzione del Rodano (cfr. risposta alla domanda 2).

Risposta del Consiglio federale.