16.3157 · Mozione · 2016-03-17
Dipartimento dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni
Liquidato
Wortlaut
Il Consiglio federale è incaricato di abrogare la legge federale sull'organizzazione dell'azienda delle telecomunicazioni della Confederazione o di modificarla in modo tale che la Confederazione non sia più obbligata a detenere la maggioranza del capitale e dei voti di Swisscom.
Begründung
Per l'ultima volta nel rapporto sulle telecomunicazioni 2014, il Consiglio federale ha esaminato i vantaggi e gli svantaggi della partecipazione maggioritaria della Confederazione nell'impresa Swisscom. Stando a tale rapporto, tra gli aspetti problematici vi sono i conflitti connessi alla doppia veste della Confederazione che è regolatore del mercato delle telecomunicazioni e azionista di maggioranza di Swisscom. I motivi a favore del mantenimento della partecipazione maggioritaria sono, a giudizio del Consiglio federale, l'orizzonte d'investimento a lungo termine della Confederazione, il controllo di un'infrastruttura nazionale critica nonché aspetti politico-finanziari.
Ciononostante, nell'attuale e futuro contesto di mercato gli svantaggi di una partecipazione maggioritaria della Confederazione prevalgono nettamente. In piena fase di mutamento, Swisscom evolve sempre più da fornitore di infrastrutture a fornitore di servizi e, di conseguenza, la sua presenza sul mercato è sempre più forte. Da un lato, in futuro l'impresa dovrà essere in grado di reagire con maggiore prontezza rispetto a oggi. Dall'altro, i concorrenti non dovranno più essere ostacolati dagli interventi statali. Per realizzare ciò, è necessaria una separazione dei diversi ruoli della Confederazione, che è nel contempo legislatore, proprietario, regolatore e grande cliente.
Infine, la Confederazione può continuare a difendere gli interessi del Paese in veste di azionista di minoranza di Swisscom.
Antrag des Bundesrates
Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.
Stellungnahme des Bundesrates
Secondo il Consiglio federale è tuttora valido quanto affermato nel rapporto sulle telecomunicazioni 2014 sulla partecipazione maggioritaria della Confederazione nell'impresa Swisscom è tuttora valido. Dall'approvazione del rapporto, avvenuta il 19 novembre 2014, la situazione è rimasta perlopiù invariata; in particolare per quanto riguarda la valutazione della rete TIC (tecnologie dell'informazione e delle comunicazioni) di Swisscom, un'infrastruttura di importanza nazionale fondamentale per la politica della sicurezza, e delle condizioni quadro politico-finanziarie.
A parere del Consiglio federale, le due motivazioni addotte nella mozione a favore di una riduzione della partecipazione della Confederazione nell'impresa Swisscom, non sono sufficienti per giustificare una modifica di legge.
In primo luogo, la partecipazione maggioritaria della Confederazione non limita in modo determinante le possibilità di sviluppo di Swisscom. Altrimenti l'impresa non potrebbe affermarsi con tanto successo in una situazione di mercato assai dinamica. Il Consiglio federale non riscontra elementi che lascino supporre che la partecipazione maggioritaria della Confederazione si ripercuota in modo negativo sulla disponibilità agli investimenti e sulla capacità d'innovazione di Swisscom. Al contrario, è dell'avviso che la prospettiva d'investimento a lungo termine della Confederazione, quale azionista di riferimento, favorisca l'allestimento molto costoso di un'infrastruttura TIC di nuova generazione in tutta la Svizzera.
In secondo luogo, la presenza di Swisscom sui nuovi mercati non va equiparata a un intervento statale volto a ostacolare la concorrenza. Indubbiamente la presenza di Swisscom sui nuovi mercati comporta un rimescolamento delle carte in tavola a cui tutti i concorrenti devono adeguarsi. L'economia tuttavia auspica in generale una maggiore concorrenza. Il fatto che la Confederazione sia azionista maggioritario di Swisscom non significa che il governo debba interferire sull'andamento del mercato. La Confederazione, nel suo ruolo di azionista maggioritario, si limita a fissare obiettivi strategici trasparenti e sul lungo periodo per Swisscom. La gestione dell'impresa, invece, spetta esclusivamente agli organi preposti, ovvero al consiglio di amministrazione e alla direzione del gruppo. Solo questi ultimi possono decidere verso quali mercati orientare l'impresa. Il Consiglio federale è legittimato a intervenire, vale a dire a influenzare le decisioni, solo se queste ultime fossero in contraddizione con gli obiettivi strategici o con lo scopo dell'impresa sancito dalla legge (art. 3 cpv. 1 della legge sull'azienda delle telecomunicazioni; RS 784.11).
In linea di massima non spetta all'azionista maggioritario controllare che la presenza di Swisscom sui nuovi mercati non limiti in modo inammissibile la concorrenza, ad esempio per abuso di posizione dominante. Tale compito è delle autorità preposte alla sorveglianza del mercato, COMCO e Comcom, entrambe indipendenti sia dal governo che dall'amministrazione. Questa ripartizione illustra bene la separazione istituzionale tra i diversi ruoli della Confederazione in relazione a Swisscom. Se anche la Confederazione rinunciasse alla sua partecipazione maggioritaria, ciò non inciderebbe infatti sulla posizione di Swisscom sul mercato.
Ricapitolando, il Consiglio federale ribadisce la valutazione espressa nel rapporto sulle telecomunicazioni 2014, secondo cui al momento appare opportuno mantenere una partecipazione maggioritaria in Swisscom. È tuttavia consapevole che nel tempo può cambiare la ponderazione di benefici e rischi di tale partecipazione, visti gli sviluppi assai dinamici e poco prevedibili nel settore TIC. Se in futuro il Consiglio federale dovesse constatare che i rischi di una partecipazione maggioritaria nell'impresa Swisscom prevalgono sui benefici, inoltrerà all'Assemblea generale un disegno di legge per ridimensionare il ruolo della Confederazione.
Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.