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16.3196 · Interpellanza · 2016-03-18

Dipartimento dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni

Liquidato

Wortlaut

Recentemente il fornitore di energia Alpiq ha annunciato perdite ingenti. Ora il gruppo ha intenzione di vendere la metà del proprio portfolio idroelettrico. Da un documento proveniente da ambienti lobbistici è emerso che da sempre si prevede il raggruppamento in una società di salvaguardia e la statalizzazione delle centrali nucleari rivelatesi sin dall'inizio non redditizie.

Secondo il gruppo verde liberale, un aumento delle sovvenzioni e la statalizzazione non sono la risposta giusta per risolvere l'attuale crisi. Sono necessari piuttosto strumenti di stampo liberale che consentono finalmente di far funzionare il mercato e di ripristinare la verità dei costi.

Già nel 2015 il gruppo verde liberale ha inoltrato l'iniziativa parlamentare 15.465, che propone una tassa differenziata sull'elettricità grigia per rafforzare la verità dei costi e, di conseguenza, il settore idroelettrico in Svizzera. Tale sistema permetterebbe di raffigurare un po' meglio i costi effettivi dell'energia elettrica prodotta a partire da fonti non rinnovabili, rendendo così l'energia rinnovabile, in particolare l'energia idroelettrica più competitiva.

Nel frattempo, fino all'introduzione di una tassa sull'elettricità grigia, il settore idroelettrico svizzero dovrebbe essere esonerato interamente dal pagamento dei canoni per i diritti d'acqua oppure sostenuto con una strategia alternativa. In questo contesto va esaminato come indennizzare i cantoni e i comuni interessati per le perdite che subiranno, non da ultimo perché da diversi decenni assicurano un approvvigionamento elettrico sicuro e a basso costo in Svizzera.

In questo contesto si invita il Consiglio federale a rispondere alle seguenti domande:

1. È anch'esso del parere che il settore idroelettrico svizzero possa essere rafforzato sul mercato introducendo una tassa differenziata sull'elettricità grigia?

2. Come valuta il progetto concreto per l'introduzione di una tassa sull'elettricità grigia secondo l'iniziativa parlamentare 15.465? Cosa ne pensa di un eventuale modello che si basa solo su energia a emissioni elevate di CO2 oppure anche su energia nucleare, a tasso ridotto?

3. È dell'avviso che i canoni per i diritti d'acqua di fatto rendano più costosa l'energia idroelettrica svizzera e indeboliscano la posizione del settore sul mercato rispetto all'elettricità proveniente da fonti non rinnovabili o importata?

4. Il collegio vede la possibilità di sostituire i canoni per i diritti d'acqua con un altro strumento che possa continuare a indennizzare i cantoni e i comuni interessati, senza tuttavia indebolire la posizione del settore idroelettrico sul mercato? È ipotizzabile una soluzione transitoria, almeno fino all'introduzione di una tassa differenziata sull'elettricità grigia?

Stellungnahme des Bundesrates

1./2. Nel rapporto del 19 maggio 2015 "Centrali idroelettriche esistenti: varianti di sostegno e relativo grado di efficacia" (disponibile solo in lingua tedesca e francese sul sito www.strategiaenergetica2050.ch), all'attenzione della Commissione dell'ambiente, della pianificazione del territorio e dell'energia del Consiglio degli Stati (CAPTE-S), l'Ufficio federale dell'energia (UFE) ha esaminato anche la possibilità di introdurre una cosiddetta tassa sull'energia sporca. Nel rapporto si giunge alla conclusione che l'attuazione di una tassa sull'energia elettrica applicata solo alla produzione con determinate tecnologie (ad es. carbone, gas, nucleare) si presenta molto difficile. La produzione di energia elettrica a partire da fonti rinnovabili viene attestata con garanzie di origine, vale a dire mediante certificati ambientali. È incerto se con una tassa sull'energia differenziata possa essere rafforzata la posizione della forza idrica svizzera, visto che attualmente sono in commercio garanzie di origine per energia elettrica prodotta da fonti rinnovabili europee a prezzi molto convenienti. Il rapporto illustra inoltre che un rincaro unilaterale e artificiale di tutta l'energia elettrica importata (gas, carbone, nucleare, rinnovabile) non sarebbe compatibile con gli impegni commerciali vincolanti della Svizzera (OMC, Accordo di libero scambio Svizzera-UE e Svizzera-Stati terzi), dal momento che si creerebbe una disparità di trattamento tra i produttori di energia elettrica svizzeri e quelli esteri. Anche una differenziazione della tassa sull'energia elettrica importata in base al Paese di origine è contestata dal punto di vista del diritto commerciale.

Infine, sarebbe probabilmente più semplice rafforzare il settore idroelettrico se in seno all'UE aumentasse il prezzo del CO2 o se venisse ridotta la quota di energia elettrica prodotta a partire dal carbone. Come annunciato nel messaggio concernente l'articolo costituzionale su un sistema d'incentivazione nel settore del clima e dell'energia del 28 ottobre 2015 (FF 2015 6395), entro la fine del 2016 il Dipartimento federale dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni, ovvero l'UFE, elaborerà un rapporto che esaminerà la possibilità di introdurre una tassa differenziata sull'elettricità. Il rapporto illustrerà le varie opzioni, la compatibilità con la normativa europea, con il diritto bilaterale (Svizzera-UE) e con le disposizioni dell'OMC nonché le ripercussioni delle diverse quote di tassazione per i singoli vettori energetici. Inoltre, valuterà l'effetto incentivante sulle energie rinnovabili indigene come anche il grado di efficienza economica di una tassa sull'energia differenziata. In questo modo è soddisfatta la richiesta espressa nell'iniziativa parlamentare 15.465, "Tassa sull'energia grigia per proteggere l'energia idroelettrica".

3. Secondo l'articolo 76 capoverso 4 della Costituzione federale (RS 101), i cantoni dispongono delle risorse idriche. Per l'utilizzazione delle forze idriche possono riscuotere un canone entro i limiti sanciti dalla legislazione federale. Il canone idrico è una tassa intesa quale controprestazione per il conferimento del diritto esclusivo di utilizzazione delle acque in una determinata ubicazione, corrisposta dal titolare della concessione all'autorità concedente. Il canone idrico, che ammonta a circa 15 franchi per megawattora, incide in modo non indifferente sui costi di produzione delle centrali idroelettriche e grava anche sui costi del settore idroelettrico. D'altro canto il canone idrico, che in Svizzera ammonta annualmente a circa 550 milioni di franchi, rappresenta un'importante fonte di introiti per i cantoni e i comuni interessati (a un tasso pari a 110 franchi per chilowattora lordo).

4. La competenza della Confederazione si limita alla determinazione dell'aliquota massima del canone annuo, sancita all'articolo 49 della legge federale sull'utilizzazione delle forze idriche (RS 721.80). In passato il legislatore ha adeguato più volte tale aliquota alle nuove condizioni. L'aliquota attuale è in vigore fino alla fine del 2019. Per questo motivo, e in considerazione del mandato scaturito dalla mozione 14.3668 della commissione, accolta, attualmente il Consiglio federale sta elaborando diverse opzioni di regolamentazione del canone idrico a partire dal 2020. Al momento non è pertanto possibile anticipare i risultati dei lavori in corso. Tuttavia, già oggi è possibile ridurre o limitare l'aliquota massima del canone idrico annuo a livello cantonale.

Risposta del Consiglio federale.