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16.3203 · Mozione · 2016-03-18

Dipartimento dell'economia, della formazione e della ricerca

Liquidato

Wortlaut

Il Consiglio federale è incaricato di elaborare un'ordinanza che vieti l'esportazione di materiale bellico nei Paesi coinvolti nella guerra in Yemen e renda più difficile esportare beni militari speciali e beni a duplice impiego.

Begründung

Dal 27 marzo 2015 la SECO tiene in sospeso le domande di esportazione di materiale bellico verso gli Stati coinvolti nella guerra in Yemen (attualmente Yemen, Arabia saudita, Egitto, Bahrein, Qatar, Kuwait, Emirati Arabi Uniti, Giordania, Marocco, Sudan, Senegal e Iran). Per quanto riguarda la guerra in Yemen, tuttavia, non è stata ancora creata una base giuridica che riguardi anche i beni militari speciali e i beni a duplice impiego, il che, nel 2015, ha consentito di esportare in Arabia saudita beni militari speciali per 553 milioni di franchi (velivoli militari da addestramento, simulatori di volo e tecnologia per criptare le comunicazioni). I beni di questo genere sono utilizzati a fini militari.

A fronte della situazione sempre più tesa tra l'Arabia saudita e l'Iran dall'inizio del 2016, bisogna evitare di esportare beni di armamento per non far degenerare il conflitto. Un'escalation militare tra le due grandi potenze regionali avrebbe conseguenze imprevedibili anche per la Svizzera sul piano delle relazioni economiche, della situazione dei profughi e della sicurezza mondiale.

Antrag des Bundesrates

Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.

Stellungnahme des Bundesrates

La legge sugli embarghi (LEmb; RS 946.231) consente di pronunciare divieti di esportazione generali nei confronti di singoli Paesi o di intere regioni soltanto per applicare sanzioni decise dall'Organizzazione delle Nazioni Unite, dall'Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa o dai principali partner commerciali della Svizzera e volte a far rispettare il diritto internazionale, in particolare i diritti umani.

Poiché tali organizzazioni o Paesi attualmente non hanno pronunciato alcuna sanzione di questo genere nei confronti dei Paesi che intervengono militarmente nello Yemen, non è possibile emanare nei confronti di questi Paesi alcun divieto di esportazione generale per beni di armamento sulla base della LEmb. Non vi sarebbero nemmeno i presupposti per emanare un'ordinanza basata direttamente sulla Costituzione.

Gli aerei militari da addestramento non armati esportati verso l'Arabia saudita citati dall'autore della mozione riguardano una transazione per la quale è stata concessa un'autorizzazione per la prima volta nel 2012. L'autorizzazione è stata in seguito prorogata o rinnovata a più riprese. Gli aerei da addestramento rientrano nella categoria dei beni militari speciali e non sottostanno quindi alla legge sul materiale bellico, bensì alla legge sul controllo dei beni a duplice impiego e ai suoi criteri di autorizzazione. Nel frattempo tutti gli aerei da addestramento la cui esportazione è stata autorizzata sono stati esportati verso l'Arabia saudita.

Sia la legge federale sul materiale bellico (LMB; RS 514.51) sia la legge sul controllo dei beni a duplice impiego (LBDI; RS 946.202) prevedono in genere un esame caso per caso delle domande di esportazione di materiale bellico, di beni militari speciali e di beni a duplice impiego. Entrambe le leggi contengono un ampio elenco di criteri che regolano l'esame ed eventualmente il rifiuto di autorizzazioni all'esportazione. Questo meccanismo consente al Consiglio federale e alle autorità preposte all'autorizzazione di prendere decisioni adeguate al singolo caso in merito alle richieste di esportazione verso Stati che intervengono militarmente nello Yemen. Sulla procedura decide la Segreteria di Stato dell'economia (SECO) d'intesa con i servizi competenti del Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE). Le domande che pongono una questione di principio o di portata politica vengono sottoposte alla decisione del Consiglio federale.

Il Consiglio federale è preoccupato per la situazione umanitaria nello Yemen. Secondo le indicazioni dell'Ufficio di coordinamento delle Nazioni Unite per gli affari umanitari, dall'inasprimento del conflitto, all'inizio del 2015, nello Yemen 21,2 su 26 milioni di persone necessitano di aiuti umanitari. 14,4 milioni di persone hanno bisogno di aiuto medico e il Paese si trova ad affrontate una grave penuria di acqua. Più del 10 per cento della popolazione (2,76 milioni) ha dovuto abbandonare la propria casa. Finora il conflitto ha provocato 30 500 feriti e 6400 morti. Dall'intervento militare della coalizione guidata dall'Arabia saudita (di cui fanno parte anche Bahrein, Emirati Arabi Uniti, Qatar, Kuwait, Giordania, Egitto, Marocco, Senegal e Sudan), la situazione militare è stata caratterizzata da continui conflitti armati di varia intensità. Per questo motivo, il 27 marzo 2015 il Consiglio federale ha deciso di tenere in sospeso le domande di esportazione di materiale bellico verso gli Stati coinvolti nel conflitto per poter analizzare in maniera approfondita gli sviluppi in corso. Il 20 aprile 2016 ha infine deciso di autorizzare l'esportazione di materiale bellico per il quale ritiene basso il rischio di impiego nel conflitto nello Yemen (ad es. pezzi di ricambio per sistemi di difesa antiaerea), mentre le domande di esportazione riguardanti materiale bellico di cui si poteva supporre un possibile impiego in questo conflitto sono state respinte. Il Consiglio federale segue con attenzione la situazione nello Yemen, in particolare per quanto concerne la stabilità regionale, la situazione umanitaria, il rispetto del diritto internazionale umanitario e dei diritti umani, il rischio di terrorismo e la proliferazione di armi. Segue inoltre l'andamento dell'armistizio iniziato il 10 aprile 2016 e dei colloqui avviati il 19 aprile sotto l'egida dell'ONU.

Il Consiglio federale continuerà pertanto a esaminare le domande di esportazione caso per caso e alla luce degli sviluppi della situazione basandosi sulle disposizioni della legislazione sul materiale bellico e sul controllo dei beni a duplice impiego.

Esso non ritiene necessario creare nuove basi legali in questo ambito.

Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.