Lexipedia

16.3209 · Interpellanza · 2016-03-18

Dipartimento dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni

Liquidato

Wortlaut

Fondata negli Stati Uniti come piattaforma d'intermediazione on line di servizi di trasporto professionali e privati, Uber propone diversi modelli di attività: nell'ambito dell'offerta "Uber Pop", ad esempio, i conducenti utilizzano la propria auto e devono sborsare di tasca propria il denaro necessario per il carburante, la manutenzione e le assicurazioni sociali. Ciononostante, Uber incassa una commissione d'intermediazione pari al 20 per cento (o più) delle entrate. Il reddito dei conducenti è quindi ancora più basso di quello dei taxisti "normali", un elemento che è fonte di pressione. Per i proprietari dell'azienda, invece, l'attività è estremamente redditizia: il valore in borsa di Uber si aggira sui 50 miliardi di dollari.

Nelle città svizzere il modello commerciale di Uber è in contrasto con i regolamenti locali per i taxi. Per questo motivo, il cantone di Ginevra ha negato alla ditta l'autorizzazione; una decisione, questa, confermata anche dal Tribunale federale. I servizi di Uber sono in conflitto anche con l'ordinanza sulla durata del lavoro e del riposo dei conducenti professionali di veicoli leggeri per il trasporto di persone e di automobili pesanti (OLR 2).

Secondo l'articolo 3 OLR2 "sono considerate professionali le corse effettuate ... almeno due volte a intervalli di tempo inferiori ai 16 giorni. Il profitto economico è dato qualora sia richiesto un prezzo del trasporto che superi le spese del veicolo nonché il rimborso delle spese del conducente. Sono equiparati ai trasporti professionali di persone i trasporti di persone con veicoli noleggiati con autista."

Si pongono le seguenti domande:

1. Le offerte di Uber rientrano nel campo di applicazione dell'OLR 2 e devono quindi rispettare le disposizioni relative all'uso dell'odocronografo e la durata del tempo di lavoro, di guida e di riposo stabilita dalla legge?

2. Come è definita e controllata tale durata per gli autisti (pseudo)autonomi di Uber?

3. Il Consiglio federale ritiene che tutti i servizi di trasporto commerciali debbano competere ad armi pari e rispettare le stesse norme di qualità vincolanti per la sicurezza dei clienti?

4. Come intende prevenire la diffusione di condizioni di lavoro precarie tra i taxisti?

5. È necessaria a tal fine una "lex Uber"?

Stellungnahme des Bundesrates

1. Sì, se tali offerte sono considerate professionali in base all'articolo 3 capoverso 1bis dell'ordinanza del 6 maggio 1981 sulla durata del lavoro e del riposo dei conducenti professionali di veicoli leggeri per il trasporto di persone e di automobili pesanti (OLR 2; RS 822.222).

2. Per la subordinazione alle prescrizioni relative al trasporto professionale di persone, il cui rispetto è controllato dalla polizia, il fatto che l'autista sia lavoratore autonomo o dipendente non è rilevante, tranne che per la durata massima dell'orario di lavoro. Questa infatti non si applica ai liberi professionisti (tenuti invece a osservare i tempi di guida), che sono soggetti inoltre a prescrizioni commerciali cantonali controllate dai rispettivi dipartimenti dell'economia.

3. Sì, purché si tratti di offerte paragonabili.

4. Il Consiglio federale non può intervenire sulle condizioni di lavoro dei taxisti poiché di competenza di cantoni e comuni, i quali possono tenere debitamente conto delle diverse condizioni locali.

I lavoratori e i datori di lavoro del settore possono negoziare contratti collettivi di lavoro.

5. Nell'ambito delle mozioni Nantermod 16.3066, "Taxi, noleggio con conducente e Uber. Per una concorrenza più leale", e Derder 16.3068, "Adeguare la legge sulla circolazione stradale alle nuove offerte", il Consiglio federale si è dichiarato disposto ad adeguare le prescrizioni riguardanti il trasporto di terzi alla luce delle nuove offerte (professionali e non) presenti sul mercato. In adempimento del postulato Derder 14.4296, "Promuovere l'economia partecipativa, inquadrarla e anticipare le sfide future", sta inoltre elaborando un rapporto sulle principali condizioni quadro per l'economia digitale, nel quale saranno trattate anche questioni relative alla cosiddetta sharing economy, e quindi anche nuove realtà come Uber, identificando l'eventuale necessità di intervento della Confederazione.

Risposta del Consiglio federale.