16.3225 · Mozione · 2016-03-18
Dipartimento dell'interno
Liquidato
Wortlaut
Il Consiglio federale è incaricato di prevedere una disposizione legale che introduca un'età di riferimento AVS agganciata alla speranza di vita media.
Begründung
Quando fu introdotta l'AVS, la speranza di vita media a 65 anni era di 12,4 anni per gli uomini e di 14 anni per le donne. Da allora, grazie ai progressi della medicina e a uno stile di vita più sano, è notevolmente aumentata sia per le donne che per gli uomini: oggi gli uomini percepiscono la rendita AVS ordinaria per quasi venti anni, le donne per quasi 23 anni. Secondo le previsioni, inoltre, la speranza di vita continuerà ad aumentare, a un ritmo di oltre cinquanta giorni all'anno. Ne consegue che la piramide delle età si capovolgerà sempre più e la quota delle persone in età di pensionamento sul totale della popolazione aumenterà di anno in anno. Secondo i dati dell'Ufficio federale di statistica, entro il 2060 la quota delle persone in età lavorativa (dai 20 ai 64 anni) scenderà al 53 per cento. Anche la quota dei bambini e degli adolescenti è in calo.
Per questi motivi si è scatenato un acceso dibattito sul giusto limite di età AVS. Per depoliticizzare la questione, invece di fissare un'età di pensionamento ordinaria si dovrebbe definire un'età di riferimento che si situi per esempio 16 anni al di sotto della speranza di vita media della popolazione complessiva (uomini e donne). In futuro l'età di riferimento risulterebbe così automaticamente da questo calcolo. Per evitare forti sbalzi in seguito all'introduzione di questo automatismo, inizialmente andrebbe prevista una regolamentazione transitoria.
Antrag des Bundesrates
Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.
Stellungnahme des Bundesrates
Nel quadro dei lavori preparatori della riforma sulla previdenza per la vecchiaia 2020 il Consiglio federale, dopo aver analizzato approfonditamente la questione dell'età di pensionamento nel primo e nel secondo pilastro, ha deciso di fissare a 65 anni l'età di riferimento di entrambi i pilastri sia per gli uomini che per le donne.
Come spiegato nel messaggio del 19 novembre 2014 sulla riforma della previdenza per la vecchiaia 2020 (FF 2015 1), la proposta di introdurre un'età di riferimento uniforme è giustificata dal divario ancora notevole tra l'età prevista dalla legge e il momento in cui gli assicurati interrompono effettivamente l'attività lavorativa (64,1 anni per gli uomini e 62,6 anni per le donne). Se nelle discussioni relative all'età di riferimento occorre tenere conto dell'evoluzione demografica, non si possono tuttavia tralasciare gli aspetti inerenti alla politica sociale e al mercato del lavoro.
In confronto all'estero, in Svizzera la partecipazione degli anziani al mercato del lavoro è molto elevata. Negli ultimi due decenni, infatti, il tasso di attività dei lavoratori di età compresa tra i 55 e i 64 anni è considerevolmente aumentato, registrando una crescita superiore a quella di tutte le altre fasce di età. Rispetto alla media, inoltre, i lavoratori anziani continuano ad essere meno esposti al rischio di perdere il lavoro, benché lo scorso anno il loro tasso di disoccupazione sia aumentato a causa della situazione congiunturale. In generale, il principale problema dei lavoratori anziani è il reinserimento professionale in caso di perdita del lavoro. La Confederazione, i cantoni e le parti sociali hanno adottato diverse misure per migliorare ulteriormente la situazione occupazionale dei lavoratori anziani, i quali diventeranno sempre più importanti a causa dell'evoluzione demografica.
Tuttavia, come spiegato nel suo parere in risposta alla mozione del gruppo BD 12.4131, "Adeguare automaticamente l'età di pensionamento alla speranza di vita", il Consiglio federale ritiene che l'adeguamento automatico dell'età di riferimento alla speranza di vita non sarebbe una soluzione adeguata, in quanto non terrebbe conto di aspetti essenziali quali la situazione effettiva dei lavoratori anziani sul mercato del lavoro o la capacità del mercato del lavoro di assorbirli. Inoltre, da uno studio è emerso che la speranza di vita varia secondo la categoria socioprofessionale e che lo scarto tra le persone senza formazione, che spesso conseguono redditi bassi, e quelle con una formazione terziaria è di 2 anni per le donne e di 2,7 anni per gli uomini (P. Wanner e M. Lerch, "Mortalité différentielle en Suisse 1990-2005", in "Aspects de la sécurité sociale", rapporto di ricerca n. 10/12, Berna 2012). Nel suo progetto di riforma, il Consiglio federale propone pertanto alcune misure per flessibilizzare maggiormente il pensionamento e incentivare il proseguimento dell'attività lucrativa fino all'età di 65 anni e anche oltre, al fine di avvicinare il più possibile l'età media effettiva dell'uscita dal mercato del lavoro all'età di riferimento. Propone inoltre un modello di pensionamento flessibile favorevole alle persone con redditi modesti per tenere conto delle disparità nella speranza di vita.
Il Consiglio degli Stati ha già accolto le proposte di cui sopra del Consiglio federale nel settembre del 2015. La riforma sulla previdenza per la vecchiaia 2020 è attualmente dibattuta dalla seconda Camera. Infine, una mozione del gruppo BD con un contenuto simile a quello della presente mozione è stata recentemente respinta dal Consiglio degli Stati (mozione 12.4131, Adeguare automaticamente l'età di pensionamento alla speranza di vita). In questo momento, il Consiglio federale non vede dunque il motivo di valutare parallelamente un nuovo modello di età di riferimento.
Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.