16.3232 · Interpellanza · 2016-03-18
Dipartimento degli affari esteri
Liquidato
Wortlaut
1. Secondo il Consiglio federale, quali sono le possibilità che ha a disposizione per impegnarsi attivamente a livello internazionale a favore del rispetto della Convenzione di Ginevra sui rifugiati?
2. Può il Consiglio federale promuovere una risoluzione in questo senso in seno al comitato esecutivo dell'ACNUR?
3. Può far sì che la prossima risoluzione ACNUR dell'Assemblea generale delle Nazioni Unite riaffermi la validità della Convenzione sui rifugiati e che tale conferma sia riconosciuta a livello internazionale?
4. Secondo il Consiglio federale, quali sono le sue possibilità di intervento nel quadro del Consiglio d'Europa affinché, nel contesto della crisi dei profughi, la tutela dei diritti umani sia oggetto di una relativa dichiarazione del comitato dei ministri?
Begründung
Nell'attuale contesto della crisi dei profughi, è senz'altro apprezzabile che la Svizzera contribuisca attivamente al rispetto della Convenzione di Ginevra relativa allo statuto dei rifugiati e che, nel quadro dei principi di tale convenzione, si impegni a trovare soluzioni comuni a livello europeo.
Tuttavia, a causa dell'attuale chiusura di fatto della rotta balcanica, la convenzione viene sempre più svuotata del suo significato, se non addirittura violata. Vi è ad esempio una violazione quando profughi bisognosi di protezione vengono privati della possibilità di presentare una domanda d'asilo o vengono rinviati in massa in Stati terzi, come la Turchia, senza una valutazione individuale dei motivi di fuga.
Poiché è prevedibile che, in Europa come nel mondo, la crisi dei profughi continuerà ad aggravarsi, vi è un rischio concreto che la convenzione, quale fondamento per la tutela degli interessi dei profughi, perda completamente di significato. In tal senso è pertanto necessario che la Svizzera rafforzi il proprio impegno, anche nel contesto multilaterale, per il rispetto della convenzione e dei diritti umani.
Stellungnahme des Bundesrates
1. La Convenzione di Ginevra sullo statuto dei rifugiati è il principale strumento giuridico per la protezione dei rifugiati. Nello spirito della sua tradizione umanitaria la Svizzera è fermamente impegnata nel rispetto e nella diffusione della convenzione e del Protocollo sullo statuto dei rifugiati. Le sfide maggiori consistono oggi nell'attuare in modo efficace e completo le norme in vigore in questo settore e nel contrastare una loro eventuale erosione. Per questo motivo la Svizzera si impegna a favore del rispetto del diritto in materia di rifugiati e, più nello specifico, per l'attuazione e la promozione della Convenzione sullo statuto dei rifugiati. La Svizzera esorta tutti gli Stati che non abbiano ancora aderito alla convenzione a ratificarla. In caso di gravi e sistematiche violazioni del diritto dei rifugiati la Svizzera dispone di diversi strumenti diplomatici, tra cui iniziative bilaterali e congiunte.
La Svizzera, inoltre, collabora con organizzazioni e istituzioni che si fanno garanti del rispetto, dell'attuazione, della concretizzazione e, laddove necessario, del chiarimento del quadro giuridico esistente; in tal senso lavora per esempio con il Refugee Studies Centre dell'Università di Oxford e con l'Organizzazione svizzera di aiuto ai rifugiati (OSAR) e porta avanti un dialogo strategico con l'ACNUR.
A livello europeo, nel quadro della cooperazione con l'UE e in particolar modo nell'ambito della sua associazione alla normativa di Schengen e Dublino, la Svizzera partecipa alla formulazione di una soluzione alla crisi dei rifugiati comune, coordinata e all'insegna della solidarietà, nel rispetto della Convenzione di Ginevra. L'importanza del rispetto pieno e incondizionato della convenzione, specialmente del divieto di respingimento, viene sempre ribadita in occasione degli incontri con i vari Stati membri dell'UE.
2. Il comitato esecutivo dell'Alto commissariato dell'ONU per i rifugiati (ACNUR) si riunisce a Ginevra una volta all'anno per verificare e approvare i programmi e il budget dell'ACNUR, esporre la propria visione nelle questioni di protezione internazionale e discutere di numerosi temi con l'Alto commissariato e con tutta una serie di partner costituiti da organizzazioni governative e non governative.
Ciononostante il comitato esecutivo non presenta risoluzioni, ma emana decisioni tecniche, dette "conclusioni sulla protezione internazionale dei rifugiati". Se dalle discussioni del comitato esecutivo emerge un consenso, questo è espresso sotto forma di conclusioni sulla protezione internazionale dei rifugiati. Pur non essendo ufficialmente vincolanti, tali conclusioni sono un esempio di come viene interpretato il regime internazionale di protezione dei rifugiati ed esprimono la posizione della comunità internazionale. A causa delle forti tensioni politiche sull'accoglienza dei rifugiati, i negoziati che stanno alla base della redazione di questi testi sono divenuti più difficili. Negli ultimi anni non è stato più possibile raggiungere un consenso su questo tipo di conclusioni.
La Svizzera è rappresentata nel comitato esecutivo sia come Paese membro che come Paese ospite ed è un importante donatore per i programmi dell'ACNUR. In veste di Paese donatore, la Svizzera partecipa alle discussioni in seno a questo organismo internazionale e si adopera affinché siano promosse e rispettate le più esigenti norme internazionali in materia di protezione dei rifugiati.
3. La risoluzione dell'Assemblea generale delle Nazioni Unite sull'ACNUR, detta "risoluzione omnibus", viene presentata ogni anno a Ginevra dai membri del comitato esecutivo e adottata poi a New York in occasione dell'Assemblea generale dell'ONU. La risoluzione mira a riaffermare in particolare l'importanza della Convenzione del 1951 sullo statuto dei rifugiati e della Convenzione del 1954 sullo statuto degli apolidi.
La Svizzera partecipa attivamente ai negoziati e sostiene sul piano politico la risoluzione annuale (cosiddetto "co-sponsoring"), adempiendo così la richiesta formulata nella domanda 3.
4. Dall'inizio della crisi migratoria il Consiglio d'Europa si è espresso più volte su questo tema, in particolare con la pubblicazione, a settembre 2015, di una serie di principi fondamentali rivolti ai suoi 47 Stati membri.
Finora il comitato dei ministri ha adottato un approccio pragmatico sostenendo le diverse misure che riassume in un documento intitolato "Migration challenges for Europe: need for collective actions". Si tratta di misure volte a garantire che tutti gli Stati membri rispettino gli standard del Consiglio d'Europa sulla gestione della crisi dei rifugiati. La Svizzera sostiene questo approccio. La crisi dei rifugiati dovrebbe figurare anche fra i temi della Conferenza ministeriale del Consiglio d'Europa in programma il 18 maggio 2016 a Sofia. In tale occasione, i ministri presenteranno senz'altro una dichiarazione congiunta che recherà anche la firma della Svizzera.
Risposta del Consiglio federale.