Contratti di sponsorizzazione nelle università svizzere. Necessarie regole chiare da parte della Conferenza svizzera delle scuole universitarie
16.3270 · Interpellanza · 2016-04-25
Dipartimento dell'economia, della formazione e della ricerca
Liquidato
Wortlaut
La maggior parte dei fondi delle scuole universitarie svizzere proviene dalla Confederazione e dai cantoni. I politecnici federali, le università cantonali e le scuole universitarie professionali si impegnano sempre di più per ottenere, oltre ai contributi pubblici, fondi di terzi. In questo contesto i finanziamenti provenienti dalle sponsorizzazioni private assumono un'importanza crescente. Oggi in Svizzera esistono diverse centinaia di contratti di sponsorizzazione sottoscritti tra scuole universitarie ed enti privati.
In teoria, il fatto che le scuole universitarie svizzere collaborino a stretto contatto con il mondo economico e che le imprese si fidino dei nostri istituti di insegnamento e di ricerca è senz'altro positivo.
Tuttavia, diversi esempi mostrano che le sponsorizzazioni possono generare rapporti di dipendenza che mettono in dubbio, se non in pericolo, la libertà della ricerca e dell'insegnamento. Le università e i privati, infatti, perseguono interessi diversi. Inoltre, la scarsa trasparenza delle forme di finanziamento aumenta l'incertezza.
Attualmente in Svizzera non esistono regole uniformi che indichino alle scuole universitarie come procedere quando stipulano contratti con sponsor privati. Tuttavia, vista l'importanza crescente dei fondi privati, è più che mai necessario stabilire delle linee guida sotto forma di buone pratiche. Per garantire la libertà dell'insegnamento e della ricerca nelle scuole universitarie e la trasparenza nei confronti dei contribuenti sarebbe auspicabile che gli enti responsabili degli istituti definissero regole chiare insieme agli organi direttivi.
In questo contesto invito il Consiglio federale a rispondere alle seguenti domande:
1. Come valuta la crescente dipendenza finanziaria delle nostre scuole universitarie dagli sponsor privati, in particolare in vista della diminuzione dei tassi di crescita annunciata nel messaggio ERI 2017-2020?
2. Ritiene che la libertà della ricerca e dell'insegnamento meriti di essere protetta?
3. È d'accordo con la proposta, volta a favorire la trasparenza, di istituire un registro pubblico di tutti i contratti di sponsorizzazione?
4. È disposto a impegnarsi insieme ai cantoni nell'ambito della Conferenza svizzera delle scuole universitarie per stabilire regole chiare in proposito?
Stellungnahme des Bundesrates
1. La collaborazione tra scuole universitarie e privati rafforza il legame tra economia, scienza e società e genera impulsi per il settore svizzero della ricerca e dell'innovazione. Inoltre, è volontà esplicita del legislatore che le scuole universitarie si adoperino per ottenere fondi da parte di finanziatori privati. Ad esempio nella legge sulla promozione e sul coordinamento del settore universitario svizzero (LPSU; RS 414.20) l'acquisizione di fondi di terzi rappresenta un criterio di prestazione importante per il finanziamento. Oggi, a livello nazionale, i fondi privati rappresentano meno del 10 per cento del totale delle entrate delle scuole universitarie, percentuale che si è mantenuta stabile negli ultimi anni. I fondi pubblici restano la principale fonte di finanziamento delle scuole universitarie.
2. Il rispetto dei valori universitari fondamentali quali la libertà dell'insegnamento e della ricerca è sancito dalla Costituzione federale (RS 101), dalla legge sui PF (RS 414.110) e dalle leggi cantonali sulle scuole universitarie. Il Consiglio federale considera di fondamentale importanza garantire questi valori.
3. In linea di massima, la trasparenza auspicata dall'autrice dell'interpellanza è già garantita dalla legge del 17 dicembre 2004 sulla trasparenza (LTras, RS 152.3) e da leggi cantonali analoghe. In alcuni casi specifici il Consiglio federale approva anche forme di collaborazione trasparente tra privati e università che esula dalle disposizioni della LTras. Analizzando alcuni casi controversi è emerso che un'attività di informazione proattiva e l'applicazione tempestiva di regole chiare avrebbe permesso di evitare fraintendimenti. Tuttavia, il Consiglio federale preferisce lasciare la valutazione dei singoli casi e dei legittimi interessi delle parti in causa ai servizi competenti delle scuole universitarie e alle rispettive autorità di vigilanza. Esistono infatti strumenti di vigilanza e di controllo adeguati ed è chiaramente definito chi deve garantire l'applicazione. Inoltre, non bisogna sottovalutare il rischio che i potenziali partner svizzeri o stranieri delle nostre scuole universitarie rinuncino a cooperare con loro perché temono di subire svantaggi concorrenziali dovuti alla pubblicazione del contenuto degli accordi. Infine, occorre distinguere tra mandati di ricerca di privati, finanziamento di cattedre e donazioni. Per questi motivi il Consiglio federale non ritiene opportuno istituire un registro pubblico di tutti i contratti di sponsorizzazione.
4. Sulla base delle disposizioni legali pertinenti la competenza di sottoscrivere contratti con partner pubblici e privati spetta alle singole scuole universitarie o ai loro enti responsabili. La LPSU non prevede di delegare agli organi comuni di Confederazione e cantoni il compito di definire disposizioni vincolanti circa il contenuto dei contratti di sponsorizzazione. Secondo quanto riportato da Swissuniversities tutte le scuole universitarie sono sensibilizzate in merito agli aspetti di cui tenere conto nelle cooperazioni tra l'economia e la società e dispongono di apposite regolamentazioni. I rettori si occuperanno di questa tematica il prima possibile. Swissuniversities comunicherà l'esito delle discussioni alla Conferenza svizzera delle scuole universitarie, la quale deciderà se è necessario potenziare l'attività di informazione svolta da Swissuniversities e/o dal Consiglio delle scuole universitarie.
Risposta del Consiglio federale.