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16.3293 · Mozione · 2016-04-26

Dipartimento delle Finanze

Liquidato

Wortlaut

Il Consiglio federale è incaricato di proporre un modello per l'armonizzazione delle prassi fiscali cantonali relativo al metodo di valutazione delle start up. La Svizzera deve impiegare un metodo di calcolo oggettivo, senza variazioni da un cantone all'altro e da un'azienda all'altra, nell'ottica di favorire l'imprenditorialità. Si potrebbe elaborare una regola basata sulla media delle ultime fasi di finanziamento oppure un calcolo che si fonda sul valore intrinseco combinato con un valore venale ridotto.

Obiettivo: assicurare la stabilità fiscale ed evitare che le start up abbandonino la Svizzera a causa di una politica fiscale aleatoria.

Begründung

I piani di incentivazione per i collaboratori sono importanti per le start up, in particolare per remunerare i collaboratori. Tuttavia, questo strumento diventa sempre meno attrattivo via via che aumenta la tendenza delle autorità fiscali cantonali a determinare il "valore venale" della società sulla base del prezzo pagato nel corso dell'ultima fase di finanziamento. Queste valutazioni si fondano però su proiezioni finanziarie ottimistiche che solitamente non tengono conto dell'elevato rischio di fallimento delle start up. L'imposizione a cui sono soggetti i collaboratori non è quindi calcolata sulla base del "valore di mercato", che non esiste, bensì su un valore che presuppone la completa realizzazione del business plan, fatto quest'ultimo assai incerto.

Il cantone di Zurigo ha da poco annunciato che il calcolo relativo al valore fiscale di riferimento si fonderà sul prezzo dell'azione al momento dell'ultima fase di finanziamento. In seguito alla forte reazione degli imprenditori e investitori, l'amministrazione fiscale ha pubblicato una nuova decisione nella quale si propone una tassazione sul valore intrinseco per i primi tre anni, una fase transitoria di due anni con una formula in cui si combina il valore intrinseco e il valore di mercato e il valore di mercato come metro di misura dopo i cinque anni. Questa proroga non fa altro che rimandare il problema: le start up dovranno in ogni modo rinunciare al finanziamento oppure spostare la sede dell'azienda a partire dal terzo anno, in caso di finanziamento.

In conclusione, i molteplici metodi di valutazione che variano da un cantone all'altro e da un giorno all'altro, senza criteri prestabiliti e obiettivi creano un clima di instabilità che penalizza. Questa fiscalità aleatoria rappresenta un handicap per la Svizzera.

Antrag des Bundesrates

Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.

Stellungnahme des Bundesrates

Il Consiglio federale condivide la richiesta dell'autore della mozione di promuovere le start up e creare un ambiente favorevole all'innovazione per queste imprese. Riconosce inoltre che un diverso disciplinamento nei cantoni pregiudica la trasparenza e la certezza del diritto e che l'imposta sulla sostanza può comportare oneri fiscali elevati e problemi di liquidità per gli imprenditori.

L'ampia richiesta dell'autore della mozione di prescindere da variazioni da un cantone all'altro e da un'azienda all'altra nonché da variazioni temporali non tiene tuttavia sufficientemente conto delle sfide insite nella valutazione delle start up. Se per le imprese quotate in borsa è relativamente facile stabilire i prezzi di mercato, per le imprese non quotate in borsa spesso non sono disponibili i prezzi di transazione. È evidente che in particolare per le start up non esistono dati riferiti al passato e che i flussi di cassa sono negativi, malgrado tassi di crescita del fatturato talvolta elevati. A causa dell'introduzione di nuovi prodotti o processi esistono forti incertezze riguardo al successo di tali imprese a lungo termine. Ne consegue che una valutazione basata sui redditi attesi nel futuro dipende in ampia misura dalle ipotesi effettuate. Inoltre, bisogna tener conto del fatto che i rischi aziendali differiscono fortemente a seconda della gestione, del mercato, della tecnologia del prodotto e del tipo di finanziamento.

Secondo l'articolo 129 della Costituzione federale la Confederazione è competente per l'armonizzazione delle imposte sulla sostanza e questa competenza si estende anche all'oggetto dell'imposta, che comprende criteri di calcolo materiali. In virtù di questo fondamento costituzionale, la legge federale sull'armonizzazione delle imposte dirette dei cantoni e dei comuni contiene nell'articolo 14 la base per la stima della sostanza. Ne consegue che la sostanza deve essere stimata al suo valore venale e che il valore reddituale può essere preso in considerazione in modo appropriato. Alla luce degli sforzi di armonizzazione dei cantoni (tra l'altro mediante la circolare n. 28 della CSI) e della competenza originaria dei cantoni di prelevare l'imposta sulla sostanza (art. 3 della Costituzione), i cantoni godono però di un ampio margine di manovra nella valutazione. Il testo della mozione contiene già prescrizioni chiare che limitano il margine di attuazione. La richiesta dell'autore della mozione di un modello oggettivo ai fini della valutazione delle start up non può essere soddisfatta facilmente, da un lato, a causa delle diverse strutture societarie e della necessità di valutare le singole imprese dal punto di vista economico-aziendale e, dall'altro, a causa delle differenti prassi di valutazione delle start up utilizzate nei cantoni come base per la riscossione dell'imposta cantonale sulla sostanza.

Il Consiglio federale riconosce tuttavia la necessità di intervenire e ha quindi incaricato il Dipartimento federale delle finanze di cercare, d'intesa con i cantoni, possibilità di ottimizzazione al fine di migliorare l'attrattiva della piazza economica per le start-up in Svizzera. Al riguardo occorre rispettare il margine di manovra dei cantoni previsto dal sistema federalista.

Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.