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16.3309 · Mozione · 2016-04-27

Dipartimento dell'interno

Liquidato

Wortlaut

Il Consiglio federale è incaricato di presentare al Parlamento le basi legali necessarie al fine di sostituire il termine "invalido" (e tutte le parole con la stessa radice) nella legislazione svizzera.

Begründung

La lingua è insidiosa: il termine "invalido" è discriminatorio e testimonia come il principio dell'uguaglianza non sia rispettato quando si tratta di persone con disabilità. Dal punto di vista etimologico la parola è composta dalla radice latina "valere" (essere forte, sano; valere, potere) e dal prefisso "in" (p. es. in..., non, senza). La traduzione ha una connotazione molto negativa (invalidus: privo di valore, senza forza, debole, senza importanza) e non è più al passo coi tempi. Nella storia sono state coniate numerose definizioni per le persone con disabilità, alcune delle quali discriminatorie o fuorvianti, come mongoloide, storpio, demente, idiota, ritardato o arteriosclerotico. Contrariamente al termine "invalido", oggi questi modi di dire non vengono quasi più utilizzati automaticamente e senza riflettere e sono scomparsi dalla legislazione nazionale.

Con l'impiego ancora corrente del termine a connotazione negativa "invalido", i portatori di handicap sono ridotti alla loro disabilità e marchiati come membri della società di valore inferiore. Già nel quadro della 5a revisione della LAI era stato formulato l'obiettivo "Priorità dell'integrazione sulla rendita", che presuppone il rispetto delle persone con disabilità quali membri "di valore" della nostra società, con gli stessi diritti e doveri dei normodotati.

Da anni la parola "invalidità" è percepita come discriminatoria dalle persone con disabilità, dai loro familiari e da altri ambienti. Le strategie cantonali a favore dei disabili utilizzano l'espressione "persone con disabilità" e la legge sui disabili non parla mai di invalidi. È ora che anche la Confederazione elimini questo termine.

Antrag des Bundesrates

Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.

Stellungnahme des Bundesrates

Il Consiglio federale si era già occupato della questione sia nel quadro della 5a revisione AI che nel parere in risposta alla mozione Streiff 10.3699, "Invalido, un termine anacronistico" del 28 settembre 2010. Considerato che il nuovo termine non dovrebbe modificare il campo d'applicazione della legge federale sull'assicurazione per l'invalidità (LAI; RS 831.20), né avere una connotazione negativa e che dovrebbe essere traducibile nelle tre lingue ufficiali e compatibile con le norme internazionali, il Consiglio federale è sempre giunto alla conclusione che nessun termine permetterebbe di ottenere il miglioramento auspicato.

A ciò si aggiunge l'altro argomento già esposto, secondo cui l'enorme onere amministrativo che ne risulterebbe sarebbe sproporzionato rispetto ai benefici apportati dall'introduzione della nuova espressione: quest'ultima renderebbe infatti necessari una modifica della Costituzione federale (il che richiederebbe obbligatoriamente una votazione popolare) e di numerose leggi federali, nonché l'adeguamento e la rinegoziazione di diverse convenzioni internazionali di sicurezza sociale.

Va inoltre fatto notare che l'espressione "persona con disabilità" proposta dall'autrice della mozione produce notevole confusione, che va assolutamente evitata. Una persona può infatti presentare una disabilità - nel senso di un danno alla salute giusta l'articolo 2 della legge sui disabili (LDis; RS 151.3) - senza però essere invalida, nel senso di un'incapacità al guadagno giusta l'articolo 8 della legge federale sulla parte generale del diritto delle assicurazioni sociali (LPGA; RS 830.1). Questa proposta avrebbe dunque conseguenze sul diritto alle prestazioni previste da queste due leggi, il che non potrebbe essere sostenuto.

Pertanto, pur comprendendo le preoccupazioni dell'autrice della mozione, il Consiglio federale ritiene necessario mantenere l'attuale terminologia.

Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.