Gli imam moderati sono persone chiave contro la radicalizzazione di giovani musulmani
16.3314 · Postulato · 2016-04-27
Dipartimento di giustizia e polizia
Liquidato
Wortlaut
Il Consiglio federale è incaricato di illustrare in un rapporto le misure volte a disciplinare la formazione degli imam che permettano di prevenire il proselitismo fondamentalista e mettere a frutto il potenziale integrativo che queste persone possono esercitare nel contatto con i giovani della loro comunità musulmana.
Begründung
Quasi mezzo milione di musulmani vive in Svizzera. Essi sono e rimarranno parte della società. Predicatori ultraconservatori, per lo più finanziati dai loro Paesi di provenienza, diffondono nelle moschee svizzere una versione dell'Islam difficilmente compatibile con i nostri valori. Sovente gli imam d'importazione non conoscono né le consuetudini locali né le esigenze di una comunità. Occorrono pertanto corsi formativi teorici e pratici per i ministri di culto islamici, da cui dipende in gran parte una convivenza riuscita tra le religioni. Ogni mediatore scolastico incaricato di risolvere i conflitti legati all'uso dello spazio pubblico sa che gli imam sono autorità che possono contribuire ampiamente alla coesistenza pacifica o promuovere società parallele e addirittura fare opera di proselitismo jihadista. Come mostrato per esempio dal rifiuto di due scolari di Basilea di stringere la mano alla loro insegnante, sono gli assistenti spirituali che possono frenare o promuovere un'eventuale radicalizzazione.
Per quanto riguarda la formazione degli imam, la Svizzera è terreno incolto. Mentre gli immigrati diplomati sovente non trovano lavoro e devono soddisfare numerosi requisiti, proprio i ministri di culto islamici sono esentati da tali esigenze. È vero che la Segreteria di Stato della migrazione conosce il numero di imam che intendono entrare in Svizzera da Paesi extraeuropei per esercitare un'attività lucrativa. Queste cifre, tuttavia, forniscono un'immagine lacunosa, poiché la maggior parte degli imam entra in Svizzera non per esercitarvi un'attività lucrativa, ma nel quadro della libera circolazione delle persone, dell'asilo o del ricongiungimento famigliare. Non vi è trasparenza neanche per quanto concerne i finanziamenti. Mentre l'Austria non consente più di utilizzare fonti straniere per finanziare le moschee e gli imam, in Svizzera sarebbe molto difficile controllare in maniera esauriente i flussi di finanziamento delle moschee, per lo più organizzate in forma di associazioni. Una soluzione va pertanto cercata nell'ambito delle disposizioni sulla formazione.
Antrag des Bundesrates
Il Consiglio federale propone di accogliere il postulato.
Stellungnahme des Bundesrates
L'articolo 72 capoverso 1 della Costituzione federale stabilisce che il disciplinamento dei rapporti tra Chiesa e Stato compete ai cantoni. La formazione compete alla Confederazione e ai cantoni (art. 61a e 63a della Costituzione). In base a tali disposizioni, la Confederazione non ha la competenza primaria nell'ambito della formazione e della formazione continua dei consulenti religiosi; ma in vari settori svolge un ruolo di mediatore e promuove il dialogo, che può fornire un contributo costruttivo alla comprensione e alla convivenza sociale. Un dialogo di questo tipo tra rappresentanti delle scuole universitarie, dei musulmani e delle autorità federali nel quadro di un gruppo di lavoro istituito dalla Segreteria di Stato per la formazione, la ricerca e l'innovazione ha contribuito alla decisione dell'Università di Friburgo di creare il Centro svizzero islam e società.
Anche il Consiglio federale reputa necessario fare chiarezza nell'ambito dei consulenti religiosi. Vista la ripartizione delle competenze, ritiene necessario elaborare un rapporto in stretta collaborazione con i cantoni, con cui cercherà un dialogo in tal senso.
Il Consiglio federale propone di accogliere il postulato.