16.3344 · Interpellanza · 2016-04-27
Dipartimento dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni
Liquidato
Wortlaut
Il Consiglio federale è invitato a rispondere alle seguenti domande:
1. È vero che nel capitolato progetto Pont Rouge era esplicitamente previsto l'utilizzo di gneis di Cresciano per l'arredo esterno?
2. È vero che la committenza, avendo sbagliato l'allestimento del budget in parti d'opera non inerenti la pietra, avrebbe allora deciso di ripiegare su un granito estero per ragioni di risparmio?
3. Quale materiale sostitutivo è stato scelto e a quanto ammonta il risparmio a fronte di un investimento di 725 milioni di franchi?
4. Nella decisione, che nemmeno rispetta il progetto architettonico, sono state considerate le qualità dello gneis ticinese, le cui caratteristiche tecniche conferiscono alla pietra grande resistenza anche nel corso del tempo, come pure le condizioni sociali di lavoro?
5. Non ritiene, anche alla luce dell'impiego del travertino romano alla stazione di Bellinzona, che le FFS Immobili dovrebbero confermare il progetto iniziale e optare per il materiale originariamente previsto?
Begründung
Il Pont Rouge, progetto immobiliare a Ginevra, prevede la creazione di un nuovo polo urbano tra i più grandi cantieri della regione con un budget di circa 725 milioni di franchi. Committente sono le FFS Immobili, azienda parastatale che più di altre dovrebbe avere sensibilità sociale. Il progetto prevede la creazione di un percorso di arredo urbano in pietra che qualifica la parte esterna di questo importante progetto. In ragione della sua valenza il capitolato aveva prescritto l'impiego di gneis Cresciano con certificato d'origine. Una ditta ticinese ha presentato un'offerta per la fornitura di tale gneis per un preventivo di massima di 2,7 milioni di franchi, ridotti poi a 1,95 milioni.
Il 20 aprile 2016 FFS Immobili comunica di voler rinunciare allo gneis per un materiale estero meno costoso. Da informazioni assunte, a determinare questa decisione è un errore nell'allestimento del budget per una parte d'opera che non riguarda l'esterno in pietra. A farne le spese è però ancora una volta il settore del granito ticinese, già confrontato con le difficoltà di un mercato sempre più difficile a causa della concorrenza estera che non rispetta le condizioni sociali e di lavoro in Svizzera. Ancora una volta FFS Immobili, come nel caso della stazione di Bellinzona, pratica una politica che danneggia gravemente un settore importante dell'economia ticinese invocando argomenti discutibili e comunque poco convincenti.
Stellungnahme des Bundesrates
Il Consiglio federale rileva di non avere alcuna responsabilità specifica per quanto concerne la scelta e l'impiego di pietre naturali nelle stazioni delle FFS. La scelta di impiegare per i propri immobili materiali svizzeri o esteri rientra nelle competenze decisionali delle FFS.
1. Le FFS sono responsabili dei bandi di concorso per i progetti di costruzione. Per i bandi di concorso come quello relativo al progetto Pont Rouge, le FFS adottano la pratica di indicare cosiddetti "prodotti di riferimento", che descrivono la qualità desiderata dal committente, al fine di rendere possibile un confronto tra le offerte. Anche nel caso della pietra naturale è stato indicato un prodotto di riferimento, il summenzionato gneis di Cresciano. In presenza di alternative equivalenti è possibile impiegare un prodotto diverso da quello di riferimento.
2. Nell'ambito delle trattative riguardanti l'assegnazione, le FFS hanno stabilito di effettuare alcuni risparmi, tra l'altro anche grazie alla scelta della pietra naturale. Non si tratta quindi di un errore nell'allestimento del budget, ma di un'ottimizzazione del progetto sotto il profilo economico.
3. Il prodotto scelto è un tipo di granito. I risparmi ottenuti in questo ambito si attestano su un importo elevato a sei cifre.
4. Le FFS scelgono i materiali basandosi su fattori architettonici, funzionali ed economici. Con i suoi acquisti l'azienda crea concorrenza e tiene in considerazione l'offerta economicamente più conveniente. La qualità del prodotto scelto (granito) equivale a quella dello gneis ticinese, ma a un prezzo più conveniente. Dal momento che è stata scelta una pietra europea, la legislazione applicata in materia di lavoro è quella vigente nell'UE.
5. Le FFS, in quanto committenti, sono libere di scegliere quali prodotti impiegare. Il fatto che un prodotto sia indicato come "prodotto di riferimento" nel bando di concorso non obbliga le FFS a utilizzarlo. Dalla prima scelta durante la fase di pianificazione, fino alla definizione delle specifiche nel corso del progetto e al momento precedente alla realizzazione dei lavori, i materiali possono essere sostituiti da prodotti equivalenti. Le FFS possono così garantire la massima economicità nella realizzazione dei progetti.
Risposta del Consiglio federale.