16.3360 · Mozione · 2016-05-31
Dipartimento dell'economia, della formazione e della ricerca
Liquidato
Wortlaut
Occorre elaborare le basi legali necessarie affinché modifiche di leggi, nuove leggi e regolamentazioni in generale che generano maggiori costi normativi per più di 10 000 imprese o che in termini di costi superano una soglia ancora da definire debbano ottenere una maggioranza qualificata nelle votazioni sul complesso di entrambe le Camere (p. es. la maggioranza dei membri di ciascuna Camera, analogamente a quanto previsto per il freno alle spese).
Begründung
Nel rapporto sui costi della regolamentazione, del dicembre 2013, il Consiglio federale aveva calcolato i costi della regolamentazione a livello federale in dodici ambiti, stimandoli a 10 miliardi di franchi. Secondo uno studio condotto dall'Università di San Gallo, già nel 2010 questi costi erano pari a 50 miliardi di franchi. Si può presumere che costituiscano oggi circa il 10 per cento del PIL.
Costi normativi inutili rallentano la produttività e la competitività delle imprese, il che si ripercuote negativamente sull'innovazione e sui posti di lavoro.
Introducendo un freno alla regolamentazione - per analogia con il freno all'indebitamento - si arginerebbero la proliferazione normativa e gli inutili costi che questa comporta.
A tal fine si propone di adottare un meccanismo automatico: se le conseguenze di un dato progetto riguardano più di 10 000 imprese, il progetto deve ottenere la maggioranza assoluta nelle votazioni finali in Parlamento. Il numero di 10 000 imprese risulta dal "Test PMI" previsto dall'analisi d'impatto della regolamentazione svolta dalla SECO.
Allo stesso modo, devono ottenere la maggioranza assoluta anche i progetti normativi che implicano costi superiori a una soglia ancora da definire. Tale soglia dovrà essere proposta dal Consiglio federale e potrà essere sia un numero assoluto in franchi svizzeri sia un rapporto tra due grandezze. La cosa importante è che, una volta fissata, rimanga stabile.
Questo freno alla regolamentazione, costruito sul modello ormai collaudato del freno all'indebitamento, fornirà al Parlamento uno strumento per arginare l'aumento dei costi normativi.
Antrag des Bundesrates
Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.
Stellungnahme des Bundesrates
Il Consiglio federale condivide l'opinione degli autori della mozione secondo cui l'intensificarsi dell'attività normativa può rappresentare un onere per le imprese e comprometterne la competitività.
Sul lungo periodo l'eccessiva regolamentazione si ripercuote negativamente sull'innovazione, sulla produttività e, di conseguenza, sulla creazione di posti di lavoro. Il Consiglio federale ritiene fondamentale definire condizioni quadro favorevoli per l'economia e si dichiara quindi disposto - anche tenuto conto di altri interventi parlamentari depositati (15.3421, 16.3543 e 16.3388 e le mozioni 15.3400 e 15.3445 già accolte) - a vagliare strumenti per arginare i costi normativi, analizzando in particolare per i vari modelli intesi a contenere la densità normativa il rapporto costi-benefici, i vantaggi e gli svantaggi e il grado di efficacia.
Il freno istituzionale alla regolamentazione proposto (che richiederebbe il quorum) risulta tuttavia poco indicato a fronte delle seguenti considerazioni:
Come nel caso del freno all'indebitamento, il quorum si applicherebbe solo ai progetti di legge e richiederebbe una modifica della Costituzione. Nel caso del freno all'indebitamento (art. 159 cpv. 3 lett. b Cost.), la soglia massima si riferisce alla spesa globale ("le disposizioni in materia di sussidi contenute in leggi e decreti federali di obbligatorietà generale nonché i crediti d'impegno e le dotazioni finanziarie implicanti nuove spese uniche di oltre 20 milioni di franchi o nuove spese ricorrenti di oltre 2 milioni di franchi") ed è relativamente facile verificare se queste condizioni sono soddisfatte. Nel caso di un freno istituzionale alla regolamentazione la situazione sarebbe diversa. Spesso i costi che una nuova legge o una modifica di legge comportano per le imprese dipendono dalle disposizioni d'esecuzione ma anche dai cambiamenti, più o meno profondi, che l'impresa deve affrontare per adeguarsi alle nuove regole e che possono differire molto da un'impresa all'altra. Sarebbe quindi difficile stabilire se una nuova disposizione (di legge) implica effettivamente costi maggiori per più di 10 000 imprese. Istituire un servizio indipendente, come chiedono le mozioni 15.3400 e 15.3445, incaricato di esaminare sistematicamente l'impatto della regolamentazione potrebbe contribuire a stemperare simili discussioni. Ciò nonostante potrebbero nascere regolarmente controversie in Parlamento con la conseguente presentazione di mozioni d'ordine divergenti che richiederebbero una delibera a maggioranza semplice, il che indebolirebbe l'efficacia di un simile strumento.
In merito ai criteri proposti nella mozione va inoltre ricordato che la soglia di 10 000 imprese o la soglia dei costi potrebbe essere troppo alta o troppo bassa, a seconda della struttura del settore interessato.
Per esempio un progetto di legge con forti ripercussioni su un piccolo settore non rientrerebbe nel meccanismo. In più, un meccanismo rigido, incentrato esclusivamente sui costi normativi previsti, senza alcun legame con gli altri costi (perdita di utili, rischi di responsabilità ecc.) né con lo scopo primario di una regolamentazione, cioè di essere utile, non necessariamente sfocia in una regolamentazione efficace.
Va infine precisato che l'ostacolo costituito dalla necessità di un'approvazione potrebbe frenare modifiche di legge favorevoli all'economia. Nel quadro degli accordi bilaterali con l'UE vi è il pericolo che la Svizzera non riesca a far fronte ai propri impegni internazionali, se non con ritardo.
Ciò avrebbe ripercussioni sulla certezza del diritto nei rapporti delle imprese con importanti partner commerciali e conseguenti effetti sul piano della politica esterna e dell'economia. Potrebbe, per esempio, complicare (requisiti tecnici diversi per i prodotti) o rendere incerto l'accesso ai mercati esteri da parte delle imprese svizzere.
Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.