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16.3430 · Interpellanza · 2016-06-14

Dipartimento degli affari esteri

Liquidato

Wortlaut

I rapporti che il Consiglio dei diritti umani delle Nazioni Unite pubblica da qualche anno delineano un quadro allarmante della situazione in Eritrea.

Presentano uno Stato gestito con il pugno di ferro dove regna un sistema repressivo nel quale qualunque persona può essere arrestata senza un valido motivo, imprigionata, torturata, assassinata o semplicemente può sparire da un giorno all'altro.

I responsabili delle inchieste dell'ONU accusano il governo di Asmara di perpetrare violazioni dei diritti umani, sistematiche e su larga scala, che spingono ogni anno decine di migliaia di persone a fuggire dal Paese.

Secondo l'ultimo rapporto della Commissione d'inchiesta sulla situazione dei diritti umani in Eritrea, pubblicato all'inizio di giugno del 2016, negli ultimi 25 anni l'Eritrea è stata teatro di crimini contro l'umanità generalizzati commessi in centri di detenzione, campi di addestramento militare e altri luoghi sparsi per tutto il Paese.

Crimini come la riduzione in schiavitù, l'imprigionamento, la sparizione forzata, la tortura, la persecuzione, lo stupro, l'omicidio o altri atti inumani sono stati inoltre commessi nell'ambito di una campagna generalizzata e sistematica mirante a instillare la paura.

Stato autoritario, l'Eritrea è priva di un sistema giudiziario indipendente, di un'assemblea nazionale e di altre istituzioni democratiche.

Nonostante le richieste indirizzate al governo eritreo, la Commissione non ha potuto visitare il Paese.

Le osservazioni raccolte da altre organizzazioni, come Amnesty International e Human Rights Watch, corroborano le conclusioni del rapporto dell'ONU.

Alla luce di quanto esposto, chiedo al Consiglio federale di rispondere alla seguente domanda:

Il governo svizzero è pronto a sostenere una proposta di risoluzione che l'Assemblea generale delle Nazioni Unite potrebbe adottare nell'autunno del 2016? La risoluzione darebbe voce all'inquietudine della comunità internazionale di fronte alla situazione dei diritti umani in Eritrea, chiederebbe al segretario generale di avviare rapidamente un dialogo su questo tema con il governo di Asmara e offrirebbe ai responsabili delle inchieste dell'ONU l'assistenza necessaria affinché possano portare a termine il loro mandato in modo efficace e coordinato.

Stellungnahme des Bundesrates

Il Consiglio federale sostiene con fermezza il rispetto dei diritti umani in Eritrea. Per migliorare la situazione in questo Paese, la Svizzera opera soprattutto in seno al Consiglio dei diritti umani delle Nazioni Unite (CDU) a Ginevra, che è direttamente subordinato all'Assemblea generale ed è l'organo più importante dell'ONU per i diritti umani. Il CDU persegue l'obiettivo di rafforzare la protezione dei diritti umani nel mondo. Esamina, in particolare, i casi di violazione dei diritti umani e di offesa al diritto internazionale umanitario in alcuni Paesi e formula raccomandazioni volte a risolvere o, almeno, ad attenuare le situazioni difficili e a proteggere le vittime.

IL CDU segue la situazione in Eritrea dal 2010. Nel 2012 ha creato un mandato di relatore speciale sulla situazione dei diritti umani in Eritrea, e in seguito, nel 2014, una commissione d'inchiesta indipendente. La Svizzera, che ha sempre sostenuto e cofirmato le risoluzioni per Paese adottate dal CDU, ha approvato queste misure. Il nostro Paese segue con attenzione i lavori del relatore speciale e della commissione d'inchiesta e attribuisce grande importanza alle loro raccomandazioni. Nel giugno 2016 ha sostenuto una risoluzione riguardante la situazione dei diritti umani in Eritrea, risoluzione che si basa in particolare sulle raccomandazioni della commissione d'inchiesta e che rafforza quelle dell'Esame periodico universale (EPU).

Il Consiglio federale considera il CDU non solo come l'organo dell'ONU in grado di trattare nel miglior modo possibile le questioni relative ai diritti umani, tra cui anche la situazione dei vari Paesi in questo campo, ma anche come fattore di promozione della Ginevra internazionale, che rafforza la sua posizione di "capitale mondiale dei diritti umani".

Allo stato attuale non reputa necessario di trattare la situazione dei diritti umani in Eritrea anche nell'ambito dell'Assemblea generale dell'ONU a New York. La risoluzione ipotizzata con il presente intervento rischierebbe di minare gli sforzi intrapresi a Ginevra. Nel 2016 l'ONU e questo Paese hanno firmato un accordo di programma che prevede che il governo eritreo venga assistito nell'attuazione delle raccomandazioni dell'EPU da lui accettate. La Svizzera continuerà a seguire con la massima attenzione e a sostenere i lavori del CDU riguardanti l'Eritrea. La Direzione politica del Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE) sta attualmente stimando, in collaborazione con l'ONU, l'ammontare dei mezzi necessari agli esperti svizzeri per promuovere questo programma sul campo.

Risposta del Consiglio federale.