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Preservare la "sfera privata" delle nostre multinazionali. La Svizzera deve impegnarsi a non pubblicare i dati raccolti nel quadro del BEPS

16.3468 · Mozione · 2016-06-15

Dipartimento delle Finanze

Liquidato

Wortlaut

La mozione chiede al Consiglio federale di impegnarsi a non fornire al pubblico le informazioni raccolte nel quadro del "Base Erosion and Profit Shifting" (BEPS). Si tratta di informazioni strategiche la cui diffusione penalizzerebbe le imprese svizzere e le multinazionali straniere presenti nel nostro Paese.

Avviato su iniziativa del G-20 e dell'OCSE, il progetto "Base Erosion and Profit Shifting" mira a impedire alle multinazionali di trasferire i loro utili da un Paese all'altro con lo scopo di ridurre l'onere fiscale (ottimizzazione fiscale). Per questo motivo vuole conoscere il livello di attività delle multinazionali per singolo Paese per poi compararlo con le imposte che vi sono pagate.

Attualmente il Consiglio federale si limita al minimo richiesto dall'OCSE ma diverse ONG e la Commissione europea vorrebbero andare oltre.

Pubblicare questi dati sarebbe problematico per diverse ragioni. Innanzitutto alcune informazioni sono strategiche: conoscere gli utili di una società realizzati in un Paese può rappresentare un'informazione preziosa per la concorrenza. In secondo luogo le società non quotate in borsa hanno diritto alla confidenzialità che, in caso di pubblicazione dei dati, non sarebbe più garantita. In terzo luogo le informazioni richieste nel quadro del BEPS non corrispondono a quelle richieste dagli investitori, portando così a una distorsione dell'informazione nei loro confronti.

Al fine di conservare una sana competitività e buone condizioni quadro per la nostra economia, bisogna preservare la "sfera privata" delle imprese.

Inoltre, trasparenza fiscale non significa mettersi a nudo completamente; sarebbe il segnale di una perdita di fiducia nei nostri eletti e nella nostra amministrazione.

Begründung

Il progetto BEPS concerne le multinazionali con un fatturato annuo di oltre 900 milioni di franchi. Ognuna di loro dovrà dichiarare, Paese per Paese, i dati seguenti: fatturato, imposte pagate e dovute, risultati d'esercizio, utili non distribuiti, numero di salariati e di immobilizzazioni materiali. In Svizzera la prima dichiarazione è prevista nel 2018; la prima trasmissione dei dati alle amministrazioni fiscali straniere avverrà nel 2019.

Questa situazione concerne circa 200 imprese svizzere nonché tutte le multinazionali straniere sul nostro territorio.

Antrag des Bundesrates

Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.

Stellungnahme des Bundesrates

La maggiore trasparenza in materia fiscale delle imprese multinazionali costituisce uno degli obiettivi del progetto contro l'erosione della base imponibile e il trasferimento degli utili ("Base Erosion and Profit Shifting", BEPS). L'attuazione dell'azione 13 del progetto BEPS obbliga le imprese multinazionali interessate ad allestire una rendicontazione Paese per Paese. Con lo scambio di questa rendicontazione le amministrazioni fiscali riceveranno informazioni che consentiranno di stimare i rischi principali in materia di prezzi di trasferimento nonché i rischi legati all'erosione della base imponibile e il trasferimento degli utili. Si tratta di uno standard minimo che tutti gli Stati membri dell'OCSE e del G-20 si sono politicamente impegnati ad applicare.

La questione della confidenzialità dei dati della rendicontazione Paese per Paese è stata di centrale importanza nell'elaborazione dello standard. La Svizzera e diversi altri Stati si sono fermamente impegnati durante i negoziati affinché venisse preservata la confidenzialità. L'Accordo multilaterale tra autorità competenti concernente lo scambio di rendicontazioni Paese per Paese prevede espressamente che la confidenzialità dei dati sia mantenuta e che questi ultimi restino presso le autorità fiscali. Qualsiasi pubblicazione dei dati delle rendicontazioni Paese per Paese ricevute sulla base dell'Accordo multilaterale tra autorità competenti concernente lo scambio di rendicontazioni Paese per Paese costituirebbe una violazione di tale Accordo e potrebbe condurre alla sua sospensione o addirittura alla sua denuncia.

Il 27 gennaio 2016 la Svizzera ha firmato l'Accordo multilaterale tra autorità competenti concernente lo scambio di rendicontazioni Paese per Paese. La procedura di ratifica è in corso. L'Accordo e il disegno di legge di attuazione (legge federale sullo scambio automatico internazionale delle rendicontazioni Paese per Paese di gruppi di imprese multinazionali) dovranno essere sottoposti all'approvazione dell'Assemblea federale.

Nella sua proposta di direttiva del 12 aprile 2016 la Commissione europea mira a che le imprese multinazionali pubblichino esse stesse determinati dati che le concernono. Molte di queste informazioni destinate alla pubblicazione sono identiche a quelle figuranti nella rendicontazione Paese per Paese. Anche i dati relativi alle succursali di Paesi terzi di imprese domiciliate nell'Unione europea dovrebbero essere pubblicati in questo modo, ma in forma succinta. Questa proposta di pubblicazione comporta dei problemi. In questo contesto la Svizzera ha comunicato ai servizi della Commissione europea la sua posizione secondo cui la pubblicazione delle rendicontazioni Paese per Paese si scosterà dallo standard minimo dell'OCSE e del G-20.

Nel quadro della procedura di consultazione, per quanto concerne le imprese residenti in Svizzera che devono allestire una rendicontazione Paese per Paese, il Consiglio federale ha proposto di attuare lo standard dell'OCSE senza la pubblicazione dei dati. Questa posizione è stata accolta positivamente dalla maggior parte dei partecipanti alla consultazione, conclusasi il 13 luglio 2016. Il Consiglio federale non vede dunque alcuna ragione per rivedere la sua proposta nel suo messaggio.

Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.