16.3499 · Mozione · 2016-06-16
Dipartimento dell'economia, della formazione e della ricerca
Liquidato
Wortlaut
Il Consiglio federale è invitato a istituire un gruppo di lavoro per il libero scambio digitale allo scopo di abolire o limitare rapidamente quelle pratiche che, come il geoblocco, costituiscono un ostacolo per il commercio.
Begründung
Quando si vuole effettuare un acquisto su un sito straniero, si è spesso tenuti a selezionare il proprio Paese, il che comporta, il più delle volte, un prezzo più elevato per l'utente svizzero. Ci sono poi siti che informano sin da subito dell'impossibilità di procedere con l'acquisto dal posto in cui ci si trova o che, in un secondo momento, non riconoscono come valido l'indirizzo straniero e/o i dati della carta di credito. Abolendo questa barriera commerciale denominata geoblocco si porrebbe fine anche a una pratica abusiva a danno degli utenti svizzeri, che interviene in particolare quando si vogliono acquistare prodotti commerciabili a livello internazionale e disponibili in Svizzera grazie alla fornitura delle imprese produttrici straniere. Anche l'UE si trova (ancora) ad affrontare lo stesso problema e la Commissione europea è infatti alla ricerca di soluzioni volte ad abolire quelle pratiche che, come il geoblocco e il roaming, costituiscono un ostacolo per il mercato interno.
Il rischio è che la Svizzera resti indietro e che sia il consumatore svizzero a farne nuovamente le spese. Urge pertanto istituire un gruppo di lavoro che porti avanti, anche nell'interesse del consumatore finale, una riflessione sul libero scambio digitale in vista di una sua concretizzazione.
Antrag des Bundesrates
Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.
Stellungnahme des Bundesrates
In tutto il mondo il commercio elettronico transfrontaliero è legato a problematiche giuridiche. In particolare, trattandosi solitamente di fattispecie che coinvolgono più Stati, misure unilaterali non coordinate potrebbero risultare inefficaci. Inoltre, l'attuazione del diritto svizzero all'estero comporta notevoli difficoltà di tipo giuridico e politico. Prima di intraprendere misure unilaterali in Svizzera si dovrebbero attendere i risultati dei lavori legislativi dei principali partner commerciali, in particolare dell'UE.
Le iniziative dell'UE per agevolare il commercio on line transfrontaliero nel proprio mercato interno si trovano ancora allo stadio iniziale. Nel maggio del 2016 la Commissione europea ha sottoposto al Parlamento europeo e agli Stati membri dell'UE le prime proposte di attuazione, in particolare in merito a un regolamento sulle misure contro il geoblocco.
Secondo la Commissione europea i commercianti on line hanno tuttora delle argomentazioni per giustificare la loro scelta di non consentire la vendita internazionale (p. es. diversità nelle norme di tutela dei consumatori, imposta sul valore aggiunto, difficoltà con i canali di consegna transfrontalieri, ecc.).
Il regolamento proposto dall'UE non prevede inoltre alcun obbligo di consegna per i prodotti fisici. L'efficacia della misura prevista, ammesso che venga approvata, è tuttavia controversa.
Alla luce dei lavori in corso nell'UE, il Consiglio federale ritiene prematuro e inadeguato avviare già in Svizzera misure in questo ambito. Il Consiglio federale segue con grande attenzione i lavori dell'UE sul mercato interno digitale. Ai regolari colloqui bilaterali si aggiunge l'attività di un gruppo di lavoro interdipartimentale costituito da collaboratori della Missione svizzera presso l'Unione europea a Bruxelles e dei servizi competenti dell'a mministrazione federale (DATEC, DEFR e DFAE), che osserva e analizza in modo costante gli sviluppi nell'UE e le conseguenze per la Svizzera. Nell'ambito della strategia "Svizzera digitale" del Consiglio federale è inoltre sancita in modo formale la necessità di continuare questa attività di monitoraggio. Infine, il 6 giugno il Consiglio degli Stati ha adottato il postulato 16.3080 "Mercato interno digitale dell'UE. Ripercussioni sulla Svizzera", che incarica il Consiglio federale di analizzare in un rapporto le ripercussioni della creazione di un mercato interno digitale nell'UE sull'economia svizzera.
Il Consiglio federale ritiene che le analisi riguardanti gli ostacoli al commercio elettronico e il relativo processo di regolamentazione all'interno dell'UE siano già trattate in modo efficiente e mirato nell'ambito delle misure esistenti. Di conseguenza non reputa necessario creare altre strutture.
Infine, la Commissione della concorrenza e la sua segreteria intervengono già oggi, in virtù della legge sui cartelli, contro gli ostacoli alle importazioni dirette e parallele di prodotti fisici o digitali nei casi in cui si basano su accordi illeciti fra imprese economicamente indipendenti le une dalle altre o su pratiche illecite di imprese che dominano il mercato.
Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.