Lexipedia

Riduzione dell'impatto ecologico della Svizzera. Cosa ha previsto il Consiglio federale?

16.3537 · Interpellanza · 2016-06-16

Dipartimento dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni

Liquidato

Wortlaut

Numerosi Paesi e l'Unione europea si sono prefissi l'obiettivo di ridurre progressivamente il proprio impatto ecologico fino a un livello sostenibile per il pianeta. Inoltre, il World Business Council for Sustainable Development, un raggruppamento di grandi imprese internazionali, nel suo documento Vision 2050 illustra come è possibile ridurre a medio termine l'impatto ecologico mondiale sfruttando essenzialmente il potenziale d'innovazione disponibile. Il Consiglio federale ha assunto impegni anche in tal senso. Nel Masterplan Cleantech, afferma che l'impronta ecologica della Svizzera è attualmente troppo elevata e che mira alla prospettiva globale di ridurre il consumo di risorse in Svizzera a un livello ecosostenibile (impronta ecologica "uno"). Sottoscrivendo gli obiettivi definiti nel quadro della Conferenza COP 21 in materia di politica climatica, il Consiglio federale ha peraltro fatto un grande passo avanti, visto che le emissioni di CO2 rappresentano il 65 per cento dell'impronta ecologica della Svizzera.

Chiedo pertanto al Consiglio federale di rispondere alle seguenti domande:

1. In che misura i provvedimenti attuali, in particolare quelli del Masterplan Cleantech e del piano d'azione economia verde, nonché i progressi della politica di gestione dei rifiuti verso un modello di economia circolare, contribuiscono alla realizzazione della prospettiva perseguita?

2. Nell'ipotesi in cui le misure già previste dal Consiglio federale non dovessero permettere di realizzare la prospettiva definita dal Masterplan Cleantech, a medio termine, il Consiglio federale in quali ambiti vede il maggiore potenziale, ma anche il più semplice da realizzare, in materia di riduzione dell'impatto ambientale della Svizzera?

3. Quali sono le misure supplementari più efficaci e più facili da realizzare, che il Consiglio federale potrebbe prendere in considerazione a medio termine in questi ambiti, fermo restando il rispetto dei principi di sussidiarietà, di proporzionalità e di libertà di commercio e d'industria sanciti dalla Costituzione? In particolare, che ruolo potrebbero svolgere le politiche volte a promuovere l'innovazione, specialmente in materia di uso efficiente delle risorse? Quali modifiche a livello legislativo dovrebbero essere avviate in questo contesto?

Stellungnahme des Bundesrates

Il 27 gennaio 2016 il Consiglio federale ha adottato la quinta strategia per uno sviluppo sostenibile. Per quanto riguarda il campo d'azione consumo e produzione viene formulata, tra l'altro, la seguente visione a lungo termine: "Lungo l'intera catena di produzione del valore si limita l'inquinamento ambientale e si utilizzano in modo oculato le risorse naturali." Il Masterplan Cleantech, di cui il Consiglio federale ha preso atto nel 2011, indica, come prospettiva globale: "La Svizzera riduce il consumo di risorse a un livello ecosostenibile (impronta ecologica "uno")." L'impronta ecologica "uno" è un'immagine che rappresenta la capacità di rigenerazione delle risorse consumate.

L'impronta ecologica secondo il Global Footprint Network (GFN) è uno dei diversi approcci utilizzati per rappresentare il consumo di risorse naturali e consiste nel sommare le superfici necessarie per produrre cibo, fibre e legname, per costruire città e strade e per assorbire le emissioni di CO2 prodotte dai vettori energetici fossili. Oltre agli aspetti ambientali considerati nell'impronta ecologica, il Consiglio federale ne include nella propria politica anche altri, come per esempio l'inquinamento di acqua, aria e suolo, o l'esaurimento di risorse non rinnovabili.

1. La politica climatica della Confederazione fornisce già oggi un importante contributo alla riduzione dell'impronta ecologica. Nel quadro delle trattative internazionali sul clima (COP 21), la Svizzera ha dichiarato di voler ridurre, entro il 2030, complessivamente del 50 per cento rispetto al 1990 le proprie emissioni di gas serra con misure da adottare in Svizzera e all'estero. L'accordo di Parigi prevede che tutti i Paesi si impegnino a ridurre le loro emissioni di gas serra. Questo è importante, perché il cambiamento climatico globale può essere contrastato solamente con un'azione comune.

Il 20 aprile 2016 il Consiglio federale ha preso atto del rapporto "Grüne Wirtschaft - Massnahmen des Bundes für eine ressourcenschonende, zukunftsfähige Schweiz". L'attuazione delle misure in esso contenute aiuta l'economia a rendere più efficiente l'uso delle risorse e a migliorare complessivamente la prestazione economica e il benessere dei cittadini. Queste misure comprendono anche quelle più recenti del Masterplan Cleantech. Nei punti chiave consumo e produzione nonché rifiuti e materie prime si punta a incidere sui principali fattori che influiscono sull'impronta ecologica, incentivando fra l'altro l'ecodesign, l'incremento dell'efficienza delle installazioni produttive e degli impianti di smaltimento dei rifiuti, la riduzione dei rifiuti alimentari e di altri rifiuti e favorendo l'edilizia sostenibile o l'integrazione delle tecnologie per l'energia pulita (cleantech) nella formazione professionale superiore. Queste misure sono completate da provvedimenti trasversali nel settore finanziario e delle materie prime, nella promozione delle esportazioni, in ambito internazionale, nonché dall'elaborazione di basi decisionali sugli obiettivi e da rapporti.

Il settore svizzero della gestione dei rifiuti è un sistema integrato ben funzionante. Importanti potenziali di chiusura di ulteriori cicli dei materiali sono individuabili nei settori dei rifiuti edili, delle materie plastiche, del fosforo, dei metalli non ferrosi e dei metalli tecnici rari. Il 1° gennaio 2016 è entrata in vigore l'ordinanza sulla prevenzione e lo smaltimento dei rifiuti (RS 814.600) che attribuisce particolare valore alla prevenzione, alla riduzione e al riciclaggio mirato dei rifiuti (materie prime seconde). Su base volontaria, inoltre, l'economia produttiva deve agire a livello di sviluppo, progettazione e produzione di beni di consumo affinché tali prodotti possano essere facilmente riciclati al termine del loro ciclo di vita, riducendo così il fabbisogno di materie prime e quindi l'impronta ecologica.

2. In aggiunta alle misure stabilite per legge (oltre a quelle già citate vi è anche, per es. la promozione delle tecnologie ambientali), la riduzione dell'impronta ecologica della Svizzera comporta anche un forte impegno da parte dell'economia, indispensabile per raggiungere l'obiettivo fissato. Particolarmente rilevanti sono i settori dell'abitazione, della mobilità e dell'alimentazione, e in modo trasversale anche i mercati finanziari e il commercio di materie prime. Miglioramenti su base volontaria sono possibili in particolare laddove le imprese utilizzano in modo parsimonioso le risorse naturali riducendo nel contempo i costi (del materiale e dell'energia), aprono nuovi mercati (p. es. esportazione di tecnologie pulite), incrementano la sicurezza delle forniture e riducono il rischio reputazionale (Supply Chain Management).

3. Per l'innovazione è fondamentale la qualità della piazza economica e della ricerca che vi si porta avanti. Buone condizioni quadro favoriscono la capacità innovativa delle imprese. A questo riguardo, un elevato grado di competitività e l'apertura verso i mercati internazionali sono particolarmente importanti per un Paese piccolo come la Svizzera. Obiettivi consolidati a livello internazionale (p. es. COP 21, SDG) potrebbero fornire un ulteriore aiuto. La Confederazione promuove inoltre l'innovazione nel campo dell'uso parsimonioso dell'energia e delle risorse con un'ampia gamma di strumenti mirati, che possono esplicare il loro effetto dalla fase di sviluppo sino a quella di commercializzazione dei prodotti. Ne fanno parte, per esempio, il programma pilota, di dimostrazione e faro dell'Ufficio federale dell'energia, i progetti sostenuti nel quadro di Svizzera Energia o il sostegno fornito dall'associazione Reffnet.ch per incentivare l'uso efficiente delle risorse presso le imprese svizzere, finanziato con i fondi dell'Ufficio federale dell'ambiente destinati alla promozione delle tecnologie ambientali. Al momento attuale non sono previste modifiche a livello legislativo.

Già nel 2004 è stata creata la piattaforma Repic, che promuove i progetti di trasferimento tecnologico nel settore ambientale nei Paesi in via di sviluppo e in quelli in transizione. I risultati dimostrano che con risorse finanziarie relativamente limitate è possibile ottenere rilevanti effetti positivi sull'ambiente. Riduzioni dell'impronta ecologica si possono quindi conseguire anche sostenendo misure nei Paesi d'origine delle risorse che consumiamo o promuovendo il trasferimento di tecnologie particolarmente ecologiche (cleantech) nel quadro della cooperazione allo sviluppo.

Risposta del Consiglio federale.