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16.3543 · Mozione · 2016-06-17

Dipartimento dell'economia, della formazione e della ricerca

Liquidato

Wortlaut

Il Consiglio federale è incaricato di presentare un disegno di legge per introdurre il principio "uno dentro, due fuori", da applicare ai nuovi testi normativi federali. Per ogni atto che entra in vigore si dovranno cioè abrogare gli atti a cui sono associati costi due volte più elevati. Gli atti in questione includono i trattati e le convenzioni internazionali, il diritto recepito e le ordinanze; per atto, inoltre, non sarà inteso soltanto un testo normativo intero, ma anche singoli articoli.

I costi della regolamentazione sono determinati sulla base dell'analisi d'impatto della regolamentazione (AIR), se questa è stata fatta. In caso contrario, sono sufficienti stime fondate.

Il principio "uno dentro, due fuori" si applicherà agli atti normativi emanati da un dato dipartimento, nel senso che per ogni nuovo atto entrato in vigore dovranno essere abrogati atti che rientrano nella sfera di competenze dello stesso dipartimento.

Insieme al disegno di legge il Consiglio federale dovrà presentare le modalità con cui il principio potrà essere applicato nel modo più efficiente possibile dal punto di vista del governo, dei dipartimenti e delle Camere federali.

Begründung

Dal 1984 il corpus normativo federale non fa che ingrandirsi (+120 nuove pagine a settimana). Il 1° gennaio 2016 si contavano 4900 atti in vigore, per un totale di 69 000 pagine! Più della metà era costituita da trattati internazionali e il 30 per cento da ordinanze dell'amministrazione, che comprendevano il doppio di pagine delle leggi stesse!

Secondo uno studio commissionato dall'USAM alla società KPMG, i costi normativi ammonterebbero a 60 miliardi di franchi all'anno, ovvero al 10 per cento del PIL. Il Consiglio federale stima che, considerando i soli costi delle regolamentazioni più importanti, si arriverebbe già a dieci miliardi di franchi all'anno. Questi costi rappresentano un onere per le imprese e ne compromettono la competitività.

In sede di recepimento del diritto straniero, il principio "uno dentro, due fuori" potrebbe inoltre facilitare l'osservanza di un altro principio, ossia quello dell'equivalenza al posto dell'adeguamento, frenando così la tendenza allo "Swiss Finish".

Applicando per qualche anno il principio "uno dentro, due fuori", si potrebbero dapprima ridurre i costi della regolamentazione e poi mantenerli a un livello costante con il principio "uno dentro, uno fuori" (cfr. iniziativa parlamentare Vogt 16.435).

Antrag des Bundesrates

Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.

Stellungnahme des Bundesrates

Quanto ad oneri amministrativi, la Svizzera si difende bene nel confronto internazionale, ma secondo alcuni indicatori chiave, come l'indicatore Doing Business della Banca mondiale, negli ultimi anni la situazione sarebbe peggiorata e la competitività elvetica rischia di risentirne. In questo senso, il Consiglio federale condivide la preoccupazione dell'autrice della mozione.

Numerosi interventi parlamentari chiedono di introdurre o valutare una presa in considerazione più effettiva dei costi della regolamentazione nella fase legislativa (postulato Caroni 15.3421, mozione del gruppo liberale-radicale 16.3360, mozione Sollberger 16.3388, iniziative parlamentari Vogt 16.435, 16.440, 16.436, 16.437 e la presente mozione 16.3543). Non vanno poi dimenticate le mozioni trasmesse dal Parlamento 15.3400, depositata dal consigliere nazionale Karl Vogler, e 15.3445, depositata dal gruppo liberale-radicale: in entrambe si chiede, fra le altre cose, di introdurre una presentazione standardizzata dei costi della regolamentazione nonché l'esame, da parte di un servizio indipendente, dell'analisi d'impatto della regolamentazione, per l'attuazione della quale il Consiglio federale sta già lavorando.

L'autrice della mozione chiede che, per ogni atto normativo (o singolo articolo) che entra in vigore e che ha ripercussioni economiche sulle imprese vengano abrogati gli atti vigenti (o singoli articoli) a cui sono associati costi due volte più elevati. I principi "uno dentro, uno fuori" e "uno dentro, due fuori" sono già applicati in Paesi quali il Canada, la Francia, la Germania e la Gran Bretagna, in cui esistono però anche eccezioni; il diritto internazionale, per esempio, viene escluso da questa regola. Per il momento, inoltre, non è possibile fare considerazioni conclusive sull'efficienza e l'efficacia di questi principi in termini di sgravio amministrativo né sui possibili effetti indesiderati. Il problema nel testo della mozione è soprattutto l'applicazione esplicita dei principi menzionati a trattati e convenzioni internazionali nonché al diritto recepito. Questo aspetto creerebbe un ostacolo notevole per le modifiche legislative derivanti, per esempio, dall'adozione di modifiche del diritto europeo nell'ambito degli accordi bilaterali. Vi è infatti il pericolo che la Svizzera non riesca a far fronte ai propri impegni internazionali, se non con ritardo, e che ne nascano controversie con i suoi principali partner commerciali, con tutte le conseguenze a livello di politica estera e di economia che ne risulterebbero. Tutto questo complicherebbe l'accesso ai mercati esteri da parte delle imprese svizzere (p. es. a causa di ostacoli tecnici al commercio) o lo renderebbe incerto. In più, un meccanismo rigido, incentrato esclusivamente sui costi normativi previsti, senza alcun legame con lo scopo primario di una regolamentazione, non automaticamente sfocia in una regolamentazione efficace. È pertanto più opportuno che il Consiglio federale esamini attentamente diversi modelli intesi ad arginare la densità normativa - tenendo conto dei vantaggi e degli svantaggi, dei relativi costi nonché delle esperienze di altri Paesi.

Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.

Nuovi atti normativi federali. Introduzione del principio "uno dentro, due fuori" | Lexipedia | Lexipedia