16.3550 · Mozione · 2016-06-17
Dipartimento di giustizia e polizia
Liquidato
Wortlaut
Il Consiglio federale è incaricato di istituire le basi legali che consentano di negare, su richiesta del comune, la proroga del titolo di soggiorno agli stranieri che violano gravemente gli usi e costumi svizzeri, rifiutandosi attivamente di integrarsi.
Begründung
Due scolari musulmani della scuola media di Therwil (BL) si sono rifiutati di stringere la mano alla loro insegnante. Questo confronto tra migranti che rifiutano di integrarsi e autorità accondiscendenti ha suscitato una discussione nazionale sui nostri valori che impone un chiaro intervento dello Stato.
Nella società svizzera è tradizione salutarsi stringendosi la mano. Questa usanza non ha nulla a che vedere con la religione, bensì anzitutto con l'educazione. Questo vale per tutti, a maggior ragione in una scuola statale. Comportamenti denigranti nei confronti delle donne non sono tollerabili in Svizzera. La proroga del permesso di dimora o di domicilio va negata a coloro che rifiutano di integrarsi.
Antrag des Bundesrates
Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.
Stellungnahme des Bundesrates
Il diritto attuale permette alle competenti autorità cantonali di revocare un permesso di dimora o di domicilio, in particolare se lo straniero viola gravemente o mette in pericolo l'ordine pubblico in Svizzera o all'estero (art. 62 e 63 della legge sugli stranieri, LStr; RS 142.20 nonché art. 80 dell'ordinanza sull'ammissione, il soggiorno e l'attività lucrativa, OASA: RS 142.201). L'ordine pubblico comprende l'insieme della nozione di ordine, la cui osservanza dal punto di vista sociale ed etico costituisce una condizione indispensabile della coabitazione ordinata delle persone (FF 2002 3327 3424). L'ordine pubblico include in particolare il rispetto dei valori della Costituzione tra cui l'uguaglianza tra uomo e donna nella vita quotidiana.
La mancata proroga o la revoca di un permesso di diritto degli stranieri deve essere proporzionata. Nell'esercizio del loro potere discrezionale, le autorità cantonali competenti in materia di stranieri decidono in merito alla proroga o alla revoca del permesso, considerando sia gli interessi pubblici e la situazione personale sia il grado d'integrazione. Nella valutazione dell'integrazione è di norma coinvolto il comune competente. Se la revoca è ritenuta una misura giustificata ma inadeguata, l'autorità competente può rivolgere un avvertimento alla persona in questione (art. 96 LStr).
Occorre inoltre rinviare al disegno sull'integrazione (13.030, Integrazione) attualmente discusso in Parlamento. Il progetto è incentrato sul principio dell'incentivare ed esigere. In futuro gli stranieri dovranno soddisfare esigenze maggiori e più chiare. Ad esempio, potranno ricevere il permesso di domicilio soltanto se sono integrati. Il disegno di legge precisa i criteri d'integrazione che devono essere adempiuti per il rilascio o la proroga di un titolo di soggiorno: gli stranieri devono rispettare la sicurezza e l'ordine pubblici, i valori della Costituzione federale, disporre delle necessarie competenze linguistiche, nonché partecipare alla vita economica o acquisire una formazione.
Per i motivi summenzionati il Consiglio federale ritiene che le richieste avanzate nella mozione siano già soddisfatte dal diritto vigente e che non occorra istituire basi legali supplementari.
Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.