16.3669 · Mozione · 2016-09-19
Dipartimento delle Finanze
Liquidato
Wortlaut
Il Consiglio federale è incaricato di presentare al Parlamento un progetto contenente le seguenti misure:
1. introduzione di una validazione elettronica delle esportazioni;
2. soppressione delle firme sul modulo d'esportazione tax free;
3. proroga del termine d'esportazione da uno a tre mesi;
4. soppressione dell'importo minimo di 300 franchi.
Begründung
I turisti provenienti dall'estero che intendono richiedere il rimborso dell'IVA su acquisti fatti in Svizzera possono richiedere all'ufficio doganale, all'atto dell'uscita, un timbro sul documento d'esportazione. Così facendo si conferma che i beni figuranti nel documento d'esportazione hanno lasciato il territorio doganale svizzero. Come documento d'esportazione possono essere impiegati i moduli di fornitori privati di prestazioni che si occupano della procedura di rimborso dell'IVA per la loro clientela. Se all'atto dell'uscita il turista non può far apporre il timbro sul documento d'esportazione, è possibile comprovare anche in altro modo che i beni si trovano nel territorio doganale estero (conferma mediante rappresentanze svizzere all'estero, documenti d'importazione, ecc.). Per sopprimere interamente in futuro i moduli cartacei timbrati e rendere il processo più efficiente, è stato sviluppato un sistema che permette alla clientela di confermare autonomamente l'esportazione dei beni presso un terminale elettronico introdotto in aeroporti o stazioni importanti. Questo tipo di sistema è già in funzione o in fase di preparazione in vari Stati. La sua introduzione comporterebbe una riduzione del lavoro per il personale doganale.
In linea di massima, la semplificazione dei processi rende più forte l'economia svizzera, aumenta il valore aggiunto per i turisti, riduce i costi per il trattamento dei casi e i rischi di frode nonché incentiva l'attrattiva di fare acquisti in Svizzera.
Le misure 2 a 4 sono facilitazioni destinate alla clientela e servono alla semplificazione del processo di trattamento dei casi, che altri Paesi hanno già messo in atto.
Ad 2.: In Europa solo quattro Paesi richiedono l'apposizione della firma sul modulo. La soppressione di tale firma renderebbe la procedura simile a quella applicata a gruppi.
Ad 3.: Tre mesi sono un termine standard in Europa. Spesso gli ospiti arabi rimangono in Europa oltre un mese.
Ad 4.: Il mercato si regola autonomamente. In Germania si è constatato che i rimborsi di somme esigue non sono attrattivi.
Antrag des Bundesrates
Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.
Stellungnahme des Bundesrates
La riduzione dei costi amministrativi è un obiettivo costante del Consiglio federale. Tuttavia è importante anche garantire che le imposte dovute confluiscano effettivamente nella cassa della Confederazione.
1. Il Consiglio federale è disposto a valutare l'introduzione di una validazione elettronica dell'esportazione. Anche nel caso di un'attestazione elettronica dell'esportazione deve però essere possibile effettuare almeno dei controlli a campione per accertare che le merci abbiano lasciato effettivamente la Svizzera.
2. La rinuncia alla firma è sensata solo nel caso di una procedura integralmente elettronica. Laddove sono ancora in uso moduli cartacei, il Consiglio federale non vede alcuna necessità di rinunciare alla firma. Nell'ambito dell'esame dell'introduzione di una validazione elettronica dell'esportazione, si valuta anche la possibilità di rinunciare alla firma, al fine di evitare interruzioni nella procedura elettronica.
3. Il Consiglio federale è disposto a esaminare la proroga del termine per l'esportazione dei beni da attualmente un mese a tre mesi. Nell'UE tre mesi rappresentano il termine d'esportazione ordinario.
4. La soppressione dell'importo minimo di 300 franchi avrebbe complessivamente come conseguenza un significativo aumento delle esportazioni in esenzione da imposta nel traffico turistico. La Germania funge da esempio: non essendovi alcun importo minimo, al confine con la Svizzera, la dogana tedesca necessita di 150 posti di lavoro a tempo pieno per timbrare le attestazioni d'esportazione (circa 16 milioni annuali). Nell'odierno sistema, la soppressione dell'importo minimo per le esportazioni comporterebbe per l'amministrazione un carico di lavoro amministrativo troppo elevato. Una procedura completamente elettronica per le esportazioni nel traffico turistico ridurrebbe invece di molto il carico di lavoro. Per questi motivi, il Consiglio federale è attualmente contrario alla soppressione dell'importo minimo, ma è disposto a esaminare la questione una volta introdotta la procedura elettronica per le esportazioni nel traffico turistico.
In conclusione si precisa che la mozione presenta soluzioni interessanti. Il Consiglio federale è pertanto disposto a esaminare la questione, ma respinge l'attuazione integrale della mozione.
Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.