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16.3818 · Interpellanza · 2016-09-29

Dipartimento dell'interno

Liquidato

Wortlaut

Secondo l'articolo 39 capoverso 1 lettera c LAMal, gli stabilimenti e i rispettivi reparti adibiti alla cura ospedaliera di malattie acute o all'attuazione ospedaliera di provvedimenti medici di riabilitazione (ospedali) sono autorizzati se dispongono di appropriate installazioni mediche e garantiscono una fornitura adeguata di medicamenti.

Nel giugno del 2016 i media hanno riferito che nella clinica Beau-Site di Berna i pavimenti di corridoi e scale sono rivestiti di moquette. Questo arredamento non può essere conforme all'odierno standard di qualità in materia di igiene e sicurezza dei pazienti. La moquette, infatti, non può essere sufficientemente pulita e rappresenta un rischio di infezione per i pazienti. Secondo le cifre diffuse dall'Ufficio federale della sanità pubblica, ogni anno 2000 pazienti muoiono e 70 000 si ammalano a causa di infezioni contratte negli ospedali svizzeri.

Invito il Consiglio federale a rispondere alle seguenti domande:

1. La moquette risponde agli odierni requisiti di igiene e, in particolare, può essere disinfettata efficacemente?

2. Esistono altre cliniche con pavimenti rivestiti di moquette?

3. Come vigila la Confederazione sulle "appropriate installazioni mediche"?

4. Quali misure ha adottato finora per promuovere l'igiene e la garanzia della qualità negli edifici ospedalieri?

5. Nel caso in questione, ha la possibilità di applicare l'articolo 43 capoverso 2 lettera d LAMal, che consente a titolo eccezionale di sottoporre le rimunerazioni di determinate prestazioni, al fine di garantirne la qualità, a condizioni più severe di quelle previste dagli articoli 36-40, quali in particolare l'esistenza delle infrastrutture necessarie?

6. Ha altre possibilità di imporre alle cliniche interessate la posa di pavimenti igienici a causa del pericolo di infezione?

7. Quali misure intende adottare contro le lacune riscontrate nella clinica Beau-Site?

Stellungnahme des Bundesrates

1. Attualmente non esiste alcuna raccomandazione nazionale sull'utilizzo dei materiali negli ospedali. Secondo le raccomandazioni internazionali, i materiali utilizzati per il rivestimento di pavimenti nelle istituzioni sanitarie devono potere essere facilmente puliti e disinfettati. Oggigiorno sono disponibili materiali più adatti della moquette e il loro utilizzo dovrebbe essere privilegiato nelle istituzioni sanitarie i cui pavimenti rischiano di entrare in contatto con liquidi biologici contaminati.

2. La Confederazione non effettua rilevamenti sugli arredi architettonico-funzionali e l'infrastruttura delle cliniche e degli ospedali svizzeri. Queste strutture sono sottoposte alla vigilanza della polizia sanitaria cantonale.

3./4./6./7. Secondo la ripartizione dei compiti definita dalla Costituzione federale, il sistema sanitario è di competenza dei Cantoni. Questi ultimi sono sovrani per quanto la loro sovranità non sia limitata dalla Costituzione federale ed esercitano tutti i diritti non delegati alla Confederazione (art. 3 della Costituzione). Alla Confederazione incombono il disciplinamento delle assicurazioni malattie e infortuni, la protezione della salute, la prevenzione, la promozione della salute, la formazione medica e la ricerca scientifica, ai Cantoni la vigilanza sanitaria e l'assistenza medica.

Per ottenere l'autorizzazione a esercitare a carico dell'assicurazione obbligatoria delle cure medico-sanitarie, gli ospedali devono sia adempiere i requisiti in materia di servizi e infrastrutture (art. 39 cpv. 1 lett. a-c LAMal; RS 832.10), sia ricevere un mandato ai sensi della LAMal sulla base di una pianificazione ospedaliera (art. 39 cpv. 1 lett. d-e LAMal). Secondo l'articolo 39 capoverso 2ter LAMal, il Consiglio federale emana criteri di pianificazione ospedaliera in base alla qualità e all'economicità. Al momento dell'autorizzazione dei fornitori di prestazioni, i Cantoni devono osservare questi criteri.

Tuttavia, spetta esclusivamente ai Cantoni prescrivere requisiti specifici, per esempio un obbligo di autorizzazione, per l'esercizio di istituzioni sanitarie. I Cantoni possono revocare o limitare le autorizzazioni o anche adottare misure di vigilanza e controllo contro le infezioni nosocomiali. Per esempio, possono imporre agli ospedali obblighi o requisiti specifici. Nel concreto, i requisiti variano da un Cantone all'altro. La verifica dei requisiti e il rilascio dell'autorizzazione all'esercizio competono alle autorità del Cantone in cui è ubicata l'istituzione sanitaria. La Confederazione non ha alcuna competenza in materia.

In virtù dell'articolo 58 capoverso 3 LAMal, il Consiglio federale ha facoltà di definire misure intese a garantire la qualità. A tal proposito occorre tuttavia sottolineare che l'attuazione di queste misure spetta ai Cantoni e agli assicuratori.

Il 23 marzo 2016, il Consiglio federale ha adottato la Strategia nazionale per la sorveglianza, la prevenzione e la lotta contro le infezioni nosocomiali (Strategia NOSO) e incaricato l'Ufficio federale della sanità pubblica di attuarla in collaborazione con i Cantoni e i partner attuatori (www.bag.admin.ch/NOSO). Questa strategia mira a ridurre il numero delle infezioni contratte negli ospedali e nelle case di cura. Quale misura chiave, prevede l'elaborazione di standard e direttive nazionali, che possono avere come oggetto anche l'igiene e i relativi requisiti architettonici e funzionali delle istituzioni sanitarie. Un'altra misura consiste nell'incoraggiare e sostenere i Cantoni a sfruttare maggiormente il loro margine di manovra nella valutazione delle attività degli ospedali e delle case di cura e nel rilascio delle autorizzazioni. Quale prima tappa dell'attuazione della strategia, nei gruppi di progetto, in collaborazione con i partner attuatori e gli esperti, se ne stanno priorizzando e concretizzando le misure, per esempio si stanno decidendo gli ambiti nei quali è necessario elaborare standard e direttive nazionali. Il Consiglio federale considera misure prioritarie il potenziamento della vigilanza e l'elaborazione di standard e direttive nazionali. Entro la fine del 2020 è prevista una valutazione intermedia dello stato di attuazione.

5. Conformemente all'articolo 43 capoverso 2 lettera d LAMal, nei loro contratti i partner tariffali possono sottoporre le rimunerazioni di determinate prestazioni, al fine di garantirne la qualità, a condizioni quali l'esistenza delle infrastrutture necessarie. La determinazione delle tariffe è di competenza dei partner tariffali. Anche in questo ambito il Consiglio federale non può intervenire direttamente.

Risposta del Consiglio federale.