16.3866 · Mozione · 2016-09-30
Dipartimento dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni
Liquidato
Wortlaut
Il Consiglio federale è incaricato di presentare all'Assemblea federale una proposta per una modifica di legge che ammetta una moratoria quinquennale alla chiusura dei punti vendita di biglietti FFS gestiti da terzi.
Begründung
Dal 1° gennaio 2018 le FFS intendono porre fine alla vendita dei propri biglietti da parte di terzi (rivenditori privati, La Posta e migrolino). 20 dei 52 punti vendita di terzi si trovano nei cantoni di San Gallo e Turgovia. Certo non tutti i clienti delle ferrovie sono in grado di utilizzare i distributori automatici: per queste persone è fondamentale poter contare su punti vendita in cui sia presente del personale.
La riduzione dell'offerta sarebbe sproporzionata rispetto all'obiettivo di risparmiare 5 milioni di franchi. Con questa misura le FFS ridurrebbero le loro prestazioni soprattutto nelle regioni rurali, vale a dire proprio dove i rivenditori privati offrono ai clienti delle ferrovie, e in particolare alle persone anziane, un prezioso servizio di biglietteria e di informazione. In questo modo un gran numero di clienti viene privato di un canale di accesso semplice alle prestazioni ferroviarie. Per molti questo cambiamento avviene troppo presto. Fra cinque anni saranno infatti disponibili anche altre soluzioni tecnologiche e i punti vendita dei biglietti potranno essere oggetto di una nuova valutazione.
Antrag des Bundesrates
Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.
Stellungnahme des Bundesrates
La decisione delle FFS di sospendere la vendita dei propri biglietti tramite terzi rientra nelle competenze operative dell'impresa, nelle quali il Consiglio federale non è solito interferire.
Negli ultimi anni la quota di biglietti delle FFS venduti da terzi è diminuita costantemente rispetto al totale dei biglietti emessi dall'impresa ferroviaria: nei 52 punti vendita gestiti da terzi viene venduto infatti meno dell'1 per cento di tutti i biglietti acquistati. Già oggi oltre l'80 per cento dei servizi delle FFS viene richiesto dai clienti attraverso i canali self-service disponibili, e questa tendenza è destinata a rafforzarsi, ad esempio grazie alla nuova app delle FFS. Oggi le FFS pagano ai rivenditori privati nonché alla Posta, a migrolino e Valora diverse provvigioni, che solo in parte dipendono direttamente dalle vendite concluse allo sportello o al banco. Le FFS hanno pertanto deciso di non continuare più, a partire dal 1° gennaio 2018, la vendita di biglietti attraverso terzi. I punti vendita in questione si trovano in ogni parte del Paese all'interno o nei pressi delle stazioni FFS. La decisione delle FFS è comprensibile, vista la suddetta quota dell'1 per cento.
Il Consiglio federale condivide la preoccupazione dell'autore della mozione di permettere anche in futuro un accesso semplice ai trasporti pubblici. L'utilizzo delle biglietterie automatiche non è, effettivamente, sempre facile. In caso di domande o problemi tecnici, i clienti possono perciò rivolgersi gratuitamente alla hotline segnalata su ciascuna biglietteria automatica delle FFS; per le persone più anziane, inoltre, le FFS, in collaborazione con Pro Senectute, offrono corsi specifici sull'utilizzo di questi distributori.
Il Consiglio federale è anche disposto a sottoscrivere un contratto con un'altra impresa di trasporto regionale eventualmente interessata alla vendita dei titoli di viaggio del trasporto pubblico.
La strategia Svizzera digitale del governo è a favore di una politica dei cosiddetti open data, ossia a un accesso alle informazioni il più libero possibile. Nel caso dei trasporti pubblici occorre stabilire se i sistemi per la vendita oggi accessibili unicamente alle imprese di trasporto autorizzate debbano esserlo anche a terzi. Il competente Ufficio federale dei trasporti procederà ai chiarimenti del caso.
Il Consiglio federale auspica che le FFS continuino a offrire in tutto il Paese una rete di punti vendita serviti da personale addetto. Sulla base di considerazioni di fondo, tuttavia, non ritiene adeguato definirla nella legge. Presentando un disegno di legge che obbliga le FFS a prolungare di almeno altri cinque anni i contratti già in essere con punti vendita di terzi si imporrebbe altresì alle FFS di offrire servizi di interesse pubblico, in cambio dei quali l'impresa potrebbe chiedere un indennizzo finanziario.
Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.