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16.3917 · Interpellanza · 2016-11-29

Dipartimento degli affari esteri

Liquidato

Wortlaut

Nella sessione estiva 2016 il Consiglio federale ha lodato l'aiuto allo sviluppo nel settore della salute e della tutela ambientale, però non si è soffermato molto sui suoi effetti economici. I flussi migratori e l'alto numero di giovani uomini che si spostano verso l'Occidente e verso il Nord del mondo, non sono mossi da motivi di salute né tanto meno da considerazioni legate alla tutela ambientale. Queste persone cercano una vita migliore e un lavoro, ed è esattamente ciò che sperano di trovare da noi. Ho avuto conferma di questa impressione in occasione di una recente visita alla Swisscoy in Kosovo e di conversazioni avute con persone impiegate in Africa.

Chiedo pertanto al Consiglio federale di rispondere alle seguenti domande:

1. Condivide l'opinione secondo cui il principale motivo dell'attuale ondata migratoria è di natura economica?

2. Condivide anche l'opinione secondo cui l'aiuto allo sviluppo dovrebbe concentrarsi sullo sviluppo economico dei Paesi in cui è prestato? (eccetto l'aiuto umanitario)

3. Vengono verificati scientificamente gli effetti economici dell'aiuto allo sviluppo?

4. Quanti posti di lavoro sono stati creati negli ultimi dieci anni nei Paesi in via di sviluppo beneficiari e a quanto è ammontata la loro crescita economica nello stesso arco di tempo?

5. È disposto a focalizzare l'aiuto allo sviluppo su quei Paesi da cui abbiamo ricevuto negli ultimi anni un numero smisurato di migranti economici?

6. È inoltre disposto, in questi Paesi, a rivolgere la sua attenzione allo sviluppo economico?

Stellungnahme des Bundesrates

1. Secondo le stime dell'Organizzazione internazionale del lavoro circa tre quarti di tutti i movimenti migratori transfrontalieri a livello mondiale sono dovuti a migrazioni per ragioni economiche. Anche in Svizzera il numero di migranti economici, in maggioranza provenienti dai Paesi UE/AELS, supera ampiamente quello dei richiedenti l'asilo. Ciò mostra il successo della connessione internazionale dei mercati: commercio e benessere in aumento vanno di solito di pari passo con una crescente mobilità dei lavoratori. Allo stesso tempo, oggi il numero di persone in fuga tocca livelli che non erano mai più stati raggiunti dalla fine della Seconda Guerra mondiale. Di questi spostamenti - che vanno distinti dalla migrazione economica volontaria - sono responsabili nella maggior parte dei casi i conflitti armati. Nel 2015 l'Europa (esclusa la Turchia) ha dato ospitalità, secondo l'ACNUR, solo al 3 per cento degli oltre 65 milioni di profughi. A inoltrare richiesta d'asilo in Svizzera negli ultimi anni sono state soprattutto persone provenienti da Siria, Corno d'Africa, Iraq e Afghanistan. Nel 2016 l'asilo o l'ammissione provvisoria sono stati concessi nel 50 per cento circa dei casi. Le richieste di asilo per ragioni economiche vengono respinte e i richiedenti sono all'occorrenza espulsi dal Paese.

2. Il Consiglio federale condivide l'opinione che una crescita economica sostenibile e posti di lavoro dignitosi svolgano un ruolo fondamentale nella lotta contro la povertà. La promozione di una crescita economica sostenibile è uno degli obiettivi strategici del messaggio concernente la cooperazione internazionale 2017-2020 (FF 2016 2005) e dell'Agenda 2030.

3. Gli effetti dell'aiuto pubblico allo sviluppo prestato dai membri dell'OCSE sulla crescita economica dei Paesi in via di sviluppo sono studiati scientificamente. Vari studi mettono in luce un effetto positivo (cfr. Minoiu e Reddy, Development Aid and Economic Growth: A Positive Long-Run Relation, 2009, www.imf.org/external/pubs/ft/wp/2009/wp09118.pdf). L'efficacia dipende tuttavia da molteplici fattori, per esempio dalle condizioni quadro nazionali, dalla situazione della regione e dell'economia mondiale e dalla coerenza politica del donatore. Le ricadute dei programmi e dei progetti di sviluppo della Svizzera vengono verificate sistematicamente sulla base di valutazioni esterne, rapporti sull'efficacia e rendiconti. Il monitoraggio e la valutazione seguono gli standard internazionali del comitato di aiuto allo sviluppo dell'OCSE. Come richiesto dal Parlamento, il Consiglio federale sottoporrà alle Camere un rapporto in merito al raggiungimento degli obiettivi e all'efficacia delle misure prese a metà e alla fine del periodo coperto dal messaggio (2017-2020).

4. Al momento è in fase di elaborazione un rapporto indipendente su questo tema che analizza l'efficacia di programmi e progetti della DSC e della SECO; il rapporto sarà pubblicato nel giugno del 2017. Molte persone povere che vivono nei Paesi partner hanno già un lavoro, anche se spesso nel settore informale e in condizioni precarie. Per questo motivo in numerosi progetti non si tratta in primo luogo di creare nuovi posti bensì di migliorare il tasso di occupazione, le condizioni di lavoro, la produttività, il reddito e l'accesso al mercato (formale) del lavoro. Nel caso di interventi che mirano direttamente alla creazione di posti di lavoro, questo aspetto viene valutato tenendo conto delle caratteristiche specifiche dei progetti. Un obiettivo parziale del progetto della DSC che punta a sviluppare il settore privato in Serbia è per esempio quello di creare 1000 posti di lavoro (equivalenti a tempo pieno) nel periodo 2013-2017. A metà del 2016 una valutazione esterna ha verificato che i posti creati erano già 1655 e ha stimato che entro la fine del progetto saranno probabilmente 2450. Nel campo della promozione di relazioni commerciali eque e sostenibili e dell'accesso al mercato, la cooperazione economica allo sviluppo della SECO ha portato alla creazione, nel periodo 2012-2015, di un totale di 39 000 nuovi posti di lavoro, soprattutto in Asia e in Africa.

5./6. Come accennato all'inizio la maggior parte delle persone che migrano in Svizzera proviene dallo spazio UE/AELS. Per il resto, nel quadro del supporto dato alle persone in fuga e del suo mandato principale - la lotta alla povertà - la cooperazione internazionale svizzera è attiva in quasi tutti i principali Stati di provenienza dei richiedenti l'asilo nel nostro Paese. Il Parlamento ha deciso che, là dove questo è nell'interesse della Svizzera, nell'attuazione del messaggio 2017-2020 si debba stabilire una connessione strategica tra la cooperazione internazionale e la politica in materia di migrazione affrontando le cause dei conflitti e dei flussi migratori.

Risposta del Consiglio federale.