16.3925 · Interpellanza · 2016-11-30
Dipartimento dell'interno
Liquidato
Wortlaut
Negli ultimi dieci anni i costi dell'aiuto sociale sono praticamente raddoppiati. Nel 2012 i Cantoni e i Comuni hanno speso 2,3 miliardi di franchi per l'aiuto sociale. Se nel 2004 l'aiuto sociale in senso stretto costava a ogni cittadino 202 franchi di tasse, nel 2014 questa somma è passata a 314 franchi.
Come noto, il numero di persone che dipendono dall'aiuto sociale come pure i costi per persona continuano a crescere.
In due delle categorie di provenienza degli immigranti si registra la crescita chiaramente più elevata dei costi dell'aiuto sociale: per gli immigrati provenienti dall'UE le prestazioni erogate sono aumentate del 40, per quelli provenienti dall'Africa del 60 per cento.
1. Qual è stata l'evoluzione del numero di persone, della quota dell'aiuto sociale e dei costi per i cittadini svizzeri negli ultimi anni?
Dal 1° giugno 2007 vige la libertà di circolazione completa per i cittadini dei "vecchi" Stati membri dell'UE (UE-15), dal 1° maggio 2011 per quelli degli Stati dell'ex blocco dell'Est e dal 1° giugno 2016 per i cittadini di Romania e Bulgaria.
2. Qual è stata l'evoluzione del numero di persone, della quota dell'aiuto sociale e dei costi per i cittadini provenienti dai 27 Stati dell'UE negli ultimi anni?
3. Sono ravvisabili gli effetti delle diverse tappe d'introduzione della libera circolazione?
Stellungnahme des Bundesrates
1. Il numero di beneficiari dell'aiuto sociale svizzero è salito da 123 029 nel 2009 a 138 109 nel 2014, il che corrisponde a un incremento del 12,3 per cento. Nello stesso lasso di tempo la popolazione residente svizzera è cresciuta del 2,8 per cento, mentre la quota di aiuto sociale è salita dal 2 al 2,2 per cento.
Secondo la statistica finanziaria dell'aiuto sociale in senso lato (www.ufs.admin.ch > Trovare statistiche > 13 - Sicurezza sociale > Aiuto sociale > Spese aiuto sociale in senso lato), tra il 2012 e il 2014 le spese per l'aiuto sociale finanziario, ovvero l'aiuto sociale in senso stretto, a prezzi correnti hanno registrato un incremento del 9,1 per cento, passando da circa 2,37 a circa 2,59 miliardi di franchi. Le spese sono espresse al netto e fornite all'Ufficio federale di statistica (UST) in forma aggregata dai Cantoni. Non possono pertanto essere ulteriormente suddivise secondo caratteristiche demografiche, il che rende impossibile fare dichiarazioni su Paesi o gruppi di Paesi (ad es. la Svizzera).
2. Il numero di beneficiari dell'aiuto sociale provenienti da Paesi dell'UE-27 è cresciuto del 35,2 per cento tra il 2009 (28 712 beneficiari) e il 2014 (38 805). Nello stesso lasso di tempo la popolazione dei Paesi dell'UE-27 residente in Svizzera ha registrato un incremento del 20,5 per cento. La quota di aiuto sociale per le persone dei Paesi dell'UE-27 era pertanto del 2,8 per cento nel 2009 e del 3,2 per cento nel 2014. Come già sottolineato nella risposta al punto 1, non è possibile stabilire l'entità dei costi.
3. Numerosi fattori, ad esempio la situazione del mercato del lavoro o lo sviluppo demografico, influiscono sul ricorso all'aiuto sociale da parte della popolazione. La graduale introduzione della libera circolazione delle persone è una misura politica concreta, i cui effetti isolati sulla portata del ricorso all'aiuto sociale da parte della popolazione non possono essere né dimostrati né confutati in maniera empirica esclusivamente sulla base dei dati della statistica dell'aiuto sociale. Nel quadro dello studio "Valutazione sul soggiorno degli stranieri nell'ambito dell'Accordo sulla libera circolazione delle persone: analisi quantitative. Parte III del rapporto del 6 novembre 2013 del Controllo parlamentare dell'amministrazione alla Commissione della gestione del Consiglio nazionale" (Fluder, R. et al. 2013) è stata esaminata la questione del ricorso alle prestazioni sociali da parte di persone che hanno fatto uso del proprio diritto alla libera circolazione sulla base dell'Accordo sulla libera circolazione delle persone tra la Svizzera e l'UE (ALC). Lo studio giunge alla conclusione che solo l'1 per cento circa delle persone immigrate dall'UE nel 2005 o nel 2006 ha usufruito di prestazioni dell'aiuto sociale nei primi quattro anni dal proprio ingresso. Un'altra fonte d'informazione è costituita dal rapporto, regolarmente aggiornato, dell'Osservatorio sugli effetti della libera circolazione delle persone Svizzera-UE. Dal capitolo 6.5 del rapporto aggiornato il 5 luglio 2016 si evince che con il tempo gli immigrati si trovano esposti ai rischi ordinari del mercato del lavoro. Con l'allungarsi della permanenza, le quote di aiuto sociale delle persone che si sono trasferite in Svizzera non presentano grandi differenze rispetto a quelle della popolazione residente. Questo avvicinamento, tuttavia, non deve essere interpretato come una tendenza in continua crescita a un maggiore ricorso all'aiuto sociale.
Risposta del Consiglio federale.