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Partecipazione politica dei giovani. Rafforzare l'educazione alla cittadinanza e valutare l'opportunità di un abbassamento dell'età per il diritto di voto

16.3962 · Postulato · 2016-12-08

Cancelleria federale

Liquidato

Wortlaut

Il Consiglio federale è incaricato di valutare l'opportunità di adottare provvedimenti volti a promuovere la partecipazione politica dei giovani, quali un rafforzamento dell'educazione alla cittadinanza, una campagna di sensibilizzazione politica, l'abbassamento a 16 anni del diritto di voto o un diritto di voto a 16 anni "su domanda".

Begründung

Lo scorso mese di giugno il postulato 14.3470 è stato tolto dal ruolo poiché pendente da più di due anni nonostante il sostegno dimostrato dal Consiglio federale. Nel frattempo, la problematica della scarsa partecipazione dei giovani alla vita politica non è stata risolta. Le tematiche legate all'elevato tasso di astensione dei giovani, di cui il nostro Paese non può certo vantarsi, rimangono attuali. Occorre dunque vagliare i diversi provvedimenti possibili, quali un rafforzamento dell'educazione alla cittadinanza, una campagna di sensibilizzazione politica, l'abbassamento a 16 anni del diritto di voto (considerato il successo democratico dell'esempio austriaco evocato nel postulato 14.3470).

Questo postulato riprende dunque il contenuto dell'intervento 14.3470, integrandovi la possibilità prospettata da un'iniziativa popolare lanciata nel Cantone di Neuchâtel: il diritto di voto su domanda a partire dai 16 anni. Nello specifico, i giovani tra i 16 e i 18 anni, se sono motivati, dovranno chiedere personalmente l'iscrizione nel registro elettorale al fine di poter esercitare il proprio diritto di voto.

Antrag des Bundesrates

Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.

Stellungnahme des Bundesrates

La partecipazione politica di tutti i gruppi che compongono la nostra società è, in tutte le sue forme, un pilastro fondamentale del buon funzionamento della nostra democrazia.

Conformemente alla "Dichiarazione 2015 sugli obiettivi comuni di politica della formazione per lo spazio formativo svizzero", Confederazione e Cantoni si adoperano a favore della formazione politica. Il tema figura nei programmi (quadro) d'insegnamento del livello primario e del livello secondario I e II. Ogni anno, inoltre, la Confederazione pubblica "La Confederazione in breve", un opuscolo che illustra il funzionamento delle istituzioni, offre una panoramica sui tre poteri dello Stato e fornisce informazioni sull'amministrazione federale. La metà degli esemplari stampati è messa a disposizione delle scuole.

Come illustrato nel rapporto del giugno 2016 in adempimento del postulato Aubert 13.3751, l'istruzione civica occupa un posto importante nelle scuole medie e nelle scuole professionali di base. In virtù della legge del 30 settembre 2011 sulla promozione delle attività giovanili extrascolastiche (RS 446.1), la Confederazione sostiene istituzioni e progetti extrascolastici destinati a promuovere la partecipazione politica dei giovani; ne sono un esempio la Federazione Svizzera dei Parlamenti dei Giovani, la Sessione federale dei giovani e il sito Easyvote. La Confederazione, i Cantoni e i Comuni curano inoltre diversi portali d'informazione quali ch.ch, Civicampus e Juniorparl. Per quel che riguarda ch.ch., la Confederazione e i Cantoni hanno previsto di completarlo con informazioni di istruzione civica.

A prescindere dalla questione dell'età a partire dalla quale è riconosciuto il diritto di voto, il Consiglio federale è scettico nei confronti dell'idea di introdurre il diritto di voto su domanda. L'articolo 136 della Costituzione federale (RS 101) sancisce il carattere universale del diritto di voto e riconosce a tutti i cittadini gli stessi diritti politici (cfr. anche art. 25 del Patto internazionale del 16 dicembre 1966 relativo ai diritti civili e politici, conosciuto anche come Patto ONU II; RS 0.103.2). Una deroga a questo principio, per di più per un periodo relativamente breve (secondo il postulato: dai 16 ai 18 anni), porrebbe interrogativi non soltanto tecnici riguardanti la sua attuazione ma anche e soprattutto di ordine giuridico fondamentale. Inoltre, la misura proposta si oppone all'attuale concezione giuridica secondo cui non si può rinunciare al diritto di voto.

Ad avviso del Consiglio federale, dunque, la redazione di un rapporto chiesta dall'autore del postulato non produrrebbe alcun valore aggiunto rispetto alla situazione attuale.

Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.

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