16.4000 · Interpellanza · 2016-12-14
Dipartimento dell'interno
Liquidato
Wortlaut
Sebbene i Sinti siano riconosciuti come minoranza nazionale, il romaní, la lingua di Sinti e Rom non fa parte delle lingue minoritarie protette in Svizzera. Chiedo pertanto al Consiglio federale di rispondere alle seguenti domande:
1. Per quale ragione il romaní non è stato finora riconosciuto quale lingua minoritaria della Svizzera nell'ambito della Carta europea delle lingue regionali o minoritarie?
2. È disposto a intraprendere i passi necessari per riconoscere il romaní quale lingua minoritaria non territoriale ai sensi della Carta europea delle lingue?
Begründung
Con la ratifica nel 1998 della Convenzione quadro europea per la protezione delle minoranze nazionali la Svizzera ha riconosciuto i nomadi come minoranza nazionale. Nel settembre del 2016 il consigliere federale Alain Berset ha dichiarato nel suo discorso in occasione della "Feckerchilbi" che d'ora in avanti Jenisch e Sinti saranno riconosciuti come minoranza nazionale con il nome da essi stessi utilizzato.
Nel 1997 la Svizzera ha ratificato la Carta europea delle lingue regionali o minoritarie. Le lingue minoritarie ivi inserite e protette nel nostro Paese sono il tedesco di Bosco Gurin (walser), il tedesco di Ederswiler (Giura), l'italiano nei Grigioni e in Ticino, il romancio, lo jenisch e lo yiddish. Il romaní, lingua di Sinti e Rom, non figura invece nell'elenco. La logica conseguenza del riconoscimento dei Sinti come minoranza nazionale sarebbe riconoscere anche il romaní quale lingua minoritaria non territoriale ai sensi della Carta europea delle lingue, alla stregua dello jenisch.
Stellungnahme des Bundesrates
Gli obiettivi fondamentali della Carta europea delle lingue regionali o minoritarie (RS 0.441.2) sono di tipo linguistico e culturale. Lo scopo principale della Carta è tutelare e promuovere la diversità linguistica che costituisce uno degli elementi più preziosi della cultura europea. Gli Stati contraenti si impegnano a redigere ogni tre anni un rapporto sulla realtà delle lingue regionali e minoritarie e sulle misure adottate per attuare la Carta.
Al momento della ratifica, la Svizzera si è impegnata ad applicare alle due lingue nazionali italiano e romancio le misure a favore dell'uso delle lingue regionali o minoritarie previste dalla Carta (parte III). Nel rapporto periodico del dicembre del 1999 ha inoltre definito lo jenisch e lo yiddish lingue non territoriali tradizionali, alle quali si applicano gli obiettivi di promozione e i principi generali (parte II).
Secondo l'articolo 1 lettera a punto ii della Carta i dialetti delle lingue ufficiali non rientrano nella definizione di "lingue regionali o minoritarie". Questa disposizione si applica alle varianti dello svizzero-tedesco parlate nelle enclave linguistiche di Bosco Gurin (TI) ed Ederswiler (JU). Nell'ambito del monitoraggio dell'attuazione della Carta i Cantoni del Ticino e del Giura hanno confermato di voler rispettare la particolare situazione linguistica di questi due comuni.
Il Consiglio federale risponde come segue alle domande poste:
1. Al momento della ratifica della Carta l'attenzione era focalizzata sulla lingua della minoranza numericamente più importante: gli Jenisch. Al tempo non fu avanzata nessuna richiesta da parte dei Sinti. Anche in occasione della redazione dell'ultimo rapporto periodico nel dicembre del 2015, i Sinti non hanno presentato alcuna richiesta di riconoscimento della loro lingua.
In occasione dei lavori riguardanti il piano d'azione per Jenisch, Sinti e Rom (cfr. mozioni 14.3343 e 14.3370) due organizzazioni rom svizzere hanno presentato una richiesta di riconoscimento dei Rom svizzeri come minoranza nazionale ai sensi della Convenzione quadro del Consiglio d'Europa e del romaní quale lingua minoritaria non territoriale ai sensi della Carta.
2. Il Consiglio federale è disposto a esaminare la questione del riconoscimento del romaní quale lingua non territoriale ai sensi della Carta al momento della redazione del prossimo rapporto periodico. Il riconoscimento deve essere sostenuto da tutte le cerchie interessate (v. risposta del Consiglio federale all'interpellanza 16.3140). Si dovrà in particolare verificare quanti soggetti curano e parlano attivamente questa lingua e conoscere il loro punto di vista riguardo al riconoscimento. Il prossimo rapporto della Svizzera è previsto nel 2018.
Risposta del Consiglio federale.