16.4041 · Interpellanza · 2016-12-15
Dipartimento dell'interno
Liquidato
Wortlaut
Nel settembre del 2016, una trasmissione di SRF 1 ("Puls") ha riferito di una rinascita silenziosa dell'elettroshock. Questo "metodo terapeutico", che l'opinione pubblica da molto tempo ritiene ormai obsoleto e non più praticato, a quanto sembra è di nuovo impiegato. L'idea dell'elettroshock è nata in un'epoca in cui si credeva che le convulsioni avessero effetti benefici. E l'idea di base è sempre questa! Solo che oggi ai pazienti è iniettato un medicamento (un "miorilassante") che rilassa i muscoli in modo da impedire gli spasmi. Quello che resta è una scarica elettrica da 100 bis 400 volt di un'intensità tale da distruggere il tessuto cerebrale. Sulle tempie dei pazienti viene spalmata una pasta che facilita la conduzione dell'elettricità. La via presa dall'elettricità è del tutto casuale, quello che resta sono danni cerebrali irreversibili. Se la scarica durasse più secondi, sarebbe mortale. Per questo si avvertono i bambini dei pericoli delle prese di corrente (220 volt). Ma la macchina per l'elettroshock è un apparecchio con cui questi cosiddetti medici possono uccidere lentamente i pazienti. Non è francamente comprensibile cos'abbia a che vedere con una terapia un trattamento del genere.
Pongo pertanto al Consiglio federale le seguenti domande:
1. È informato che questo metodo è tornato in uso?
2. I medici che praticano questo metodo disumano hanno l'autorizzazione di Swissmedic?
3. Se sì, su quali basi è stata rilasciata l'autorizzazione e chi o quali persone l'hanno rilasciata?
4. Se Swissmedic ha rilasciato l'autorizzazione, ancora una domanda:
Se si causasse al paziente un danno simile a quello dell'elettroshock con una martellata in testa, si tratterebbe di lesione corporale intenzionale. Come può dimostrare Swissmedic che la distruzione a caso di parti del cervello con l'elettroshock non configuri il reato di lesione corporale intenzionale?
Begründung
Secondo il professor Peter R. Breggin, professore in psichiatria, critico della psichiatria e autore di oltre venti libri, "qualsiasi specialista sa che l'elettroshock causa danni cerebrali e che dopo una serie di elettroshock tutti i pazienti sono affetti da sindrome cerebrale organica con stato confusionale, disorientamento, cambiamenti d'umore e perdita della capacità di decidere autonomamente" (P. Breggin, Elektroschock ist keine Therapie, 1993).
Stellungnahme des Bundesrates
1. La presente interpellanza sull'impiego della terapia elettroconvulsiva (TEC) trae spunto da quanto riferito durante la trasmissione "Puls" mandata in onda il 19 settembre 2016 dalla televisione svizzera di lingua tedesca SRF. La TEC è una forma di terapia affermata a livello internazionale, impiegata per curare pazienti affetti da depressione grave. Questa terapia viene impiegata anche in una dozzina di ospedali svizzeri. Il Consiglio federale è del parere che spetti al medico curante scegliere la terapia adatta in base alla diagnosi medica.
La TEC non è sottoposta ad alcun obbligo di autorizzazione. La sorveglianza dei medici spetta ai Cantoni. È pertanto compito dei servizi cantonali competenti (direzione della sanità, medici cantonali) revocare l'autorizzazione all'esercizio della professione o prendere altre misure legali nei confronti dei medici che a loro giudizio mettono a repentaglio la salute dei pazienti.
2. Swissmedic non ha rilasciato alcuna autorizzazione di questo tipo. Swissmedic omologa medicamenti, non trattamenti o forme terapeutiche come la TEC.
3./4. In considerazione di quanto suesposto, le domande 3 e 4 vengono a cadere.
Risposta del Consiglio federale.