16.4082 · Mozione · 2016-12-15
Dipartimento di giustizia e polizia
Liquidato
Wortlaut
Il Consiglio federale è incaricato di proporre una modifica della legge federale sulla protezione dei dati, della legge sulle telecomunicazioni o di un'altra legge pertinente affinché una rete sociale che propone servizi destinati ai consumatori svizzeri e che tratta dati personali a tal fine disponga di una rappresentanza in Svizzera che ha il potere di trasmettere direttamente alle autorità svizzere di perseguimento penale i dati necessari a una procedura penale, senza che questi debbano passare per l'assistenza internazionale in materia penale.
Begründung
Nel suo rapporto in risposta al postulato 11.3912, il Consiglio federale ha dichiarato in merito alle reti sociali: "L'esperienza acquisita finora non porta a rilevare l'esistenza di lacune gravi nel diritto svizzero vigente."
Purtroppo recente la giurisprudenza mostra che la situazione è cambiata. Nelle decisioni del TF 1B_185/2016, 1B_186/2016 e 1B_188/2016 del 16 novembre 2016, il Tribunale federale ha dato ragione a Facebook Svizzera contro il Ministero pubblico vodese che esigeva i dati personali di utenti implicati in una procedura penale. Infatti, Facebook Svizzera, che si occupa unicamente di marketing, non dispone di questi dati né vi ha accesso. Il Ministero pubblico deve pertanto rivolgersi a Facebook Irlanda (che detiene i dati degli utenti elvetici) tramite l'assistenza internazionale in materia penale, una procedura lunga, penosa e dall'esito incerto.
Questa situazione non è soddisfacente. Infatti, le reti sociali come Facebook che propongono servizi destinati ai consumatori svizzeri operano in pratica sul territorio nazionale, anche senza avervi una filiale. Devono dunque rispondere delle proprie azioni o collaborare con la giustizia come qualsiasi altra persona fisica o giuridica.
La procedura condotta con successo dal Belgio contro Yahoo Inc. (cfr. decisione della Corte di cassazione belga del 1° dicembre 2015) dimostra che è del tutto possibile obbligare gli attori di Internet a collaborare con le giustizie nazionali, anche nei Paesi in cui non dispongono di una filiale o, come nel caso "Facebook Svizzera vs. Ministero pubblico vodese" la filiale non ha accesso ai dati degli utenti.
Antrag des Bundesrates
Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.
Stellungnahme des Bundesrates
La mozione chiede che le società internazionali operanti nel settore dei media sociali che forniscono servizi ai consumatori svizzeri e trattano i loro dati personali dispongano di una rappresentanza nel nostro Paese che possa fornire dati alle nostre autorità nell'ambito di procedimenti penali, senza che sia necessario ricorrere all'assistenza giudiziaria.
Nessun Paese sembra per il momento aver adottato il modello proposto nella mozione. Il caso belga citato non è applicabile, poiché le autorità inquirenti belghe hanno inviato le loro domande direttamente a Yahoo Inc. (USA), dato che la società non aveva una rappresentanza in Belgio. In un altro caso, a causa del principio di territorialità le autorità statunitensi non hanno potuto obbligare Microsoft Corporation (USA) a fornire loro le mail salvate in Irlanda. La sentenza in questione sottolinea tuttavia che la situazione è insoddisfacente.
Il Consiglio federale, che condivide questa opinione, è alla ricerca di soluzioni praticabili e applicabili. Non reputa tuttavia che la via suggerita dalla mozione permetta di conseguire l'obiettivo perseguito. Sarebbe infatti alquanto difficile imporre alle imprese la cui offerta di media sociali può essere utilizzata in Svizzera l'obbligo di aprirvi una rappresentanza. Inoltre, anche se esistesse una tale rappresentanza, le nostre autorità potrebbero all'occorrenza obbligarla a fornire i dati richiesti, ma non potrebbero, per motivi di sovranità, imporle direttamente tale obbligo se i dati in questione fossero conservati all'estero. Sarebbe comunque necessario ricorrere all'assistenza giudiziaria.
Visto che i media sociali operano su scala internazionale, occorre anzitutto puntare a soluzioni che passino dalla cooperazione internazionale, poiché l'obiettivo non può essere quello di eludere unilateralmente l'assistenza giudiziaria, bensì di migliorare e accelerare la cooperazione. A livello internazionale sono profusi sforzi in tal senso. Il Comitato del Consiglio d'Europa contro la cibercriminalità, di cui fanno parte anche Paesi quali gli USA, il Giappone, il Canada o l'Australia, sta elaborando proposte che permettano alle autorità inquirenti di ottenere entro tempo utile i dati marginali e i dati relativi al traffico conservati all'estero. La Svizzera e altri Stati contraenti si adoperano per trovare una soluzione praticabile nell'ambito della Convenzione sulla cibercriminalità.
Pertanto, il Consiglio federale sta già esaminando, senza preconcetti, misure che permetterebbero di ottenere più rapidamente i dati richiesti tenendo conto dei principi di sovranità e di territorialità nonché dell'assistenza giudiziaria in materia penale e della protezione dei dati.
Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.