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16.4140 · Interpellanza · 2016-12-16

Dipartimento di giustizia e polizia

Liquidato

Wortlaut

Il Consiglio federale è invitato a rispondere alle domande seguenti:

1. I responsabili sono consapevoli che i rifugiati minorenni sono a forte rischio di soffrire di malattie psichiche quali disturbi post-traumatici, depressioni e ansia?

2. Nel quadro degli esami di sanità di frontiera sono considerati i sintomi che potrebbero indicare un disturbo psichico? È di conseguenza effettuata una diagnosi approfondita?

3. Il personale dei centri di registrazione e degli alloggi per richiedenti l'asilo è sensibilizzato in merito a possibili sintomi di malattie psichiche?

4. Quali provvedimenti sono adottati per tenere conto delle particolari esigenze di rifugiati affetti da disturbi psichici?

Begründung

I rifugiati minorenni, in particolare quelli non accompagnati da famigliari, sono esposti a situazioni particolarmente gravose. Nonostante siano disponibili soltanto pochi studi in proposito, si suppone che gran parte di essi soffra di disturbi psichici. Oltre alla copertura delle esigenze di base, necessitano di particolare sostegno e assistenza. È pure importante accertare e trattare quanto prima eventuali disturbi psichici, affinché le misure formative e integrative possano risultare efficaci.

Stellungnahme des Bundesrates

1. I responsabili sono consapevoli che i richiedenti l'asilo minorenni rischiano maggiormente di soffrire di malattie psichiche. Il personale medico specializzato in loco e quello preposto all'assistenza partecipano pertanto regolarmente a formazioni e convegni sul tema salute e migrazione. In tal modo si tiene conto degli ultimi sviluppi in campo medico e dei contatti con i gruppi professionali e specializzati interessati.

2. Nell'ambito delle misure di sanità di frontiera, i richiedenti l'asilo sono esortati, in caso di problemi di salute, a consultare il servizio medico del centro federale che li ospita. Questo servizio, offerto da personale sanitario qualificato, li indirizza al medico, all'ospedale o a un pronto soccorso psichiatrico, a seconda della necessità. In seguito è avviata la terapia necessaria, se del caso più specifica. Per motivi di continuità, è tuttavia poco opportuno avviare una terapia e un accompagnamento psichiatrici, generalmente di lunga durata, visto che di solito la maggior parte dei richiedenti soggiorna soltanto per breve tempo negli alloggi della Confederazione. Un'assistenza psichiatrica o un intervento di crisi anche durante il soggiorno in questi alloggi è vagliata soltanto in casi eccezionali, se gli specialisti (p. es. psichiatri) ritengono necessaria e urgente una misura di questo tipo.

3. Per l'assistenza sanitaria nei centri della Confederazione è impiegato personale specializzato con formazione medica. Anche il personale preposto all'assistenza dei richiedenti l'asilo è sensibilizzato al tema dei richiedenti minorenni traumatizzati e indirizza i richiedenti al personale medico specializzato se constata possibili indizi di una malattia psichica.

4. Il progetto pilota previsto per il 2017 intende analizzare a livello federale e se del caso adeguare la struttura di alloggio e assistenza dei richiedenti l'asilo minorenni non accompagnati. L'obiettivo è garantire, nei centri federali, un'assistenza e un alloggio conformi all'età dei richiedenti.

Nell'ambito dell'impegno a favore dell'integrazione di richiedenti l'asilo traumatizzati, la Segreteria di Stato della migrazione sostiene apposite istituzioni quali ad esempio l'associazione dei cinque ambulatori per le vittime della tortura e della guerra. La primavera scorsa ha inoltre lanciato il progetto pilota 2016-2018 "Migliorare l'accesso", che, tramite l'impiego di interpreti interculturali, mira ad agevolare alle persone del settore dell'asilo e dei rifugiati l'accesso alle offerte psichiatriche e psicoterapeutiche in seno alle istituzioni esistenti.

Risposta del Consiglio federale.