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16.4155 · Mozione · 2016-12-16

Dipartimento degli affari esteri

Liquidato

Wortlaut

Il Consiglio federale è invitato a impegnarsi in modo attivo nei prossimi negoziati per la messa al bando delle armi nucleari nel quadro del diritto internazionale, concentrandosi in particolare sulle conseguenze umanitarie di un eventuale impiego di queste armi e promuovendo attivamente la partecipazione del maggior numero possibile di Stati al processo negoziale.

Begründung

Il 27 ottobre 2016 la Svizzera si è purtroppo astenuta in occasione della votazione dell'Assemblea generale delle Nazioni Unite sulla risoluzione riguardante l'avvio dei negoziati per un trattato internazionale volto a vietare le armi nucleari. Il Consiglio federale motiva la propria posizione affermando di voler garantire un processo negoziale il più possibile inclusivo. Ritiene infatti che solo coinvolgendo gli Stati che possiedono armi nucleari si possano compiere reali passi in avanti verso il disarmo ed è per questo che, nell'ambito dei negoziati, intende impegnarsi per evitare un'ulteriore polarizzazione della comunità internazionale. Se, da un lato, il disarmo completo viene giustamente considerato l'obiettivo a lungo termine di un trattato di messa al bando delle armi nucleari, dall'altro è necessario, in una prima fase, colmare innanzitutto il vuoto legislativo (legal gap) esistente, e riconosciuto anche dal Consiglio federale, vietando con un apposito trattato internazionale questo tipo di armi - le ultime armi di distruzione di massa a non essere ancora state proibite - 71 anni dopo il loro primo impiego bellico. Si tratta di un primo passo simbolico, nonché importante dal punto di vista giuridico, che deve essere portato avanti con coerenza. L'impegno della Svizzera prima e durante i negoziati per la messa al bando delle armi nucleari dovrebbe essere incentrato sull'imperativo umanitario di vietare queste terribili armi. In quanto Stato depositario delle Convenzioni di Ginevra e dei loro Protocolli aggiuntivi, la Svizzera ricopre un ruolo particolare che dovrebbe sfruttare per sottolineare le conseguenze umanitarie di queste armi di distruzione di massa, contribuendo così a stigmatizzarle. Nella storia recente, la stigmatizzazione di un'intera categoria di armi e il risalto dato alle loro conseguenze umanitarie hanno portato al divieto delle mine antiuomo e delle munizioni a grappolo. La stessa strategia, di provata efficacia, si impone quindi anche nel settore delle armi nucleari. Per questo il Consiglio federale è incaricato di partecipare ai negoziati puntando innanzitutto su argomentazioni umanitarie e di adoperarsi in particolare affinché tali negoziati coinvolgano il maggior numero possibile di Stati.

Antrag des Bundesrates

Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.

Stellungnahme des Bundesrates

Nel rispetto degli obblighi sanciti dal Trattato di non proliferazione nucleare (NPT, RS 0.515.03), il Consiglio federale si adopera affinché le armi nucleari, analogamente alle altre armi di distruzione di massa, siano vietate ed eliminate. La conclusione di un trattato di messa al bando delle armi nucleari è in linea con i valori tradizionali e con gli obiettivi perseguiti dalla Svizzera, nella fattispecie con la sua tradizione umanitaria, il suo contributo al rafforzamento del diritto internazionale e l'impegno a favore della pace e della sicurezza.

Al contempo il Consiglio federale ritiene importante operare una distinzione tra i vantaggi e i rischi di un divieto delle armi nucleari e considerarli nell'attuale contesto globale della politica di sicurezza. Le armi nucleari continuano a svolgere un ruolo essenziale nelle dottrine di sicurezza di molti Paesi, motivo per cui molti di essi sarebbero restii a collaborare al processo negoziale.

La Svizzera parteciperà attivamente ai negoziati, che saranno avviati nel 2017, per contribuire alla creazione di uno strumento che dovrà contare sul sostegno di quanti più Stati possibile e dare un contributo tangibile alla sicurezza.

Come indicato in precedenti pareri, il Consiglio federale ritiene che le conseguenze umanitarie di un eventuale impiego di queste armi siano un importante motore per conseguire l'obiettivo finale di un mondo senza armi nucleari. In occasione dell'imminente processo negoziale si dovranno anche rappresentare gli interessi in materia di politica di sicurezza e di politica economica. L'interazione tra il nuovo strumento e le norme di diritto internazionale vigenti, e più nello specifico la questione del consolidamento dell'NPT, è di particolare rilievo.

Il Consiglio federale ha trasmesso per consultazione il progetto del mandato negoziale della delegazione svizzera alle Commissioni della politica estera delle Camere federali, che lo hanno approvato. La richiesta dell'autore della mozione è contenuta in tale progetto di mandato. Il Consiglio federale considera pertanto adempiuta la richiesta in oggetto e raccomanda di respingere la mozione.

Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.