16.4156 · Interpellanza · 2016-12-16
Dipartimento degli affari esteri
Liquidato
Wortlaut
Il Consiglio federale non considera che la condanna di Alain Jean-Mairet del 6 aprile 2016 sia un precedente pericoloso, addirittura un pregiudizio alla sovranità giudirica della Svizzera, e non ritiene necessario proteggere i diritti del nostro concittadino manifestando alle autorità della Repubblica francese la propria preoccupazione o con un altro intervento utile?
Begründung
Il 6 aprile 2016 la 17esima Camera correzionale del tribunale di grande istanza di Parigi ha condannato un cittadino svizzero, Alain Jean-Mairet, nella sua funzione - all'epoca - di redattore responsabile del sito d'informazione "Riposte Laïque", pubblicato da "Riposte Laïque Suisse" (n. del caso 15/097000695).
Una tale condanna solleva questioni che devono interessare le autorità politiche svizzere. Infatti, condannare in Francia un cittadino svizzero sulla base del contenuto di un articolo scritto da un Tunisino e pubblicato dalla Svizzera su un sito d'informazione divulgato da un'associazione con sede in Svizzera non è un mancato rispetto della sovranità territoriale? E questo solo perché gli articoli diffusi su questo sito sarebbero accessibili in Francia?
Questa sentenza sembra una vera e propria rivoluzione nell'ambito dell'applicazione della legge penale nello spazio. Trasforma la giustizia francese in una specie di gendarme mondiale della libertà d'espressione, per non dire di polizia mondiale del pensiero. Pregiudica non solo i diritti di uno dei nostri concittadini, ma anche la sovranità del nostro Paese con l'ulteriore rischio di aprire una breccia nell'ordine giuridico internazionale che potrebbe essere utilizzata, perché no, da Paesi in cui alcune violazioni della sharia possono essere punite con pene corporali o la pena di morte.
Alain Jean-Mairet ha impugnato questa condanna. Deve essere giudicato prossimamente davanti alla Corte di appello di Parigi.
Non si tratta di volersi immischiare nella giustizia di un Paese straniero, tuttavia questa situazione particolare giustifica un intervento delle autorità svizzere che non possono lasciare un concittadino senza protezione.
Stellungnahme des Bundesrates
Il Consiglio federale ha preso atto della sentenza del tribunale di grande istanza di Parigi nell'affare menzionato e del ricorso contro di essa.
Segue attentamente gli sviluppi riguardanti la competenza dei tribunali nazionali in materia di violazione dei diritti della personalità via Internet.
Nell'ambito della protezione consolare, il Dipartimento federale degli affari esteri può offrire assistenza ai cittadini svizzeri sulla base della legge sugli Svizzeri all'estero. Tuttavia non interviene in procedure giudiziarie in corso. Si consiglia alle persone interessate di adire le vie legali disponibili nello Stato in questione.
Tenuto conto del principio della separazione dei poteri, il Consiglio federale si astiene dal commentare le sentenze emanate dalle autorità giudiziarie svizzere o straniere. Lo stesso vale per il presente caso.
Il Consiglio federale continuerà a seguire gli sviluppi futuri di questo affare.
Risposta del Consiglio federale.