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16.457 · Iniziativa parlamentare · 2016-09-01

Cancelleria federale

Liquidato

Ausgangslage

Comunicato stampa della commissione delle istituzioni politiche del Consiglio nazionale del 24.08.2017

La Commissione delle istituzioni politiche (CIP) del Consiglio nazionale vuole ampliare gli obblighi dei parlamentari concernenti le indicazioni delle loro relazioni d'interesse. I parlamentari saranno tenuti a menzionare anche i propri datori di lavoro. Occorrerà istituire un registro pubblico dei loro viaggi ufficiali all'estero e pubblicare più spesso documenti importanti delle commissioni.

L'indicazione delle relazioni d'interesse dei parlamentari è un tema che negli ultimi tempi ha suscitato intense discussioni in seno all'opinione pubblica e, di conseguenza, anche nella Commissione delle istituzioni politiche (CIP) del Consiglio nazionale. Con 12 voti contro 11 la CIP propone che i parlamentari, a meno che non siano lavoratori indipendenti, indichino nel registro pubblico degli interessi anche i propri datori di lavoro (attuazione dell'Iv. Pa. 14.472 Streiff. Maggiore trasparenza nell'indicazione delle relazioni d'interesse dei parlamentari). Le attuali prescrizioni sull'indicazione delle attività professionali hanno come conseguenza che in molti casi le relazioni d'interesse risultanti da tali attività rimangano nascoste. Tutte le altre proposte di indicare per esteso le relazioni d'interesse sono state respinte: i parlamentari non sono tenuti né a menzionare quali importi superiori a 12 000 franchi percepiscono per i loro mandati in consigli di amministrazione o in organismi simili (7 voti contro 16 e 1 astensione) né a specificare se si tratta di mandati a titolo onorifico o retribuiti (10 voti contro 13; attuazione respinta dell'Iv. Pa. 15.437 Keller Peter. Registro degli interessi. Distinguere le attività retribuite da quelle onorifiche).

La Commissione propone di istituire un registro pubblico dei viaggi ufficiali all'estero dei parlamentari in cui figurino i viaggi effettuati su mandato degli organi dell'Assemblea federale e siano indicati i nomi dei parlamentari interessati e la meta del viaggio. Occorrerebbe inoltre pubblicare i costi annui per organo (attuazione dell'Iv. Pa. 15.442 Heer. Obbligo d'informazione sui viaggi dei membri dell'Assemblea federale). Con 13 voti contro 7 la CIP respinge la proposta di indicare obbligatoriamente anche i viaggi effettuati su invito di gruppi d'interesse.

Con 15 voti contro 8 la Commissione si dichiara favorevole al fatto che documenti importanti delle commissioni siano resi sempre più accessibili all'opinione pubblica (attuazione dell'Iv. Pa. 15.444 Minder. Commissioni parlamentari. Trasparenza dei documenti accessori). I verbali delle sedute delle commissioni continueranno tuttavia a rimanere confidenziali. In caso contrario le commissioni perderebbero d'importanza: infatti, da un lato disporrebbero di meno informazioni, dall'altro le discussioni importanti si svolgerebbero in via informale prima delle sedute commissionali, mentre a queste ultime verrebbero esposti ancora soltanto i punti di vista dei gruppi parlamentari. Consiglio federale e Amministrazione finirebbero per non trasmettere più alle commissioni informazioni importanti. La preparazione delle decisioni adottate dal Parlamento sarebbe trasferita a organi informali, dalla composizione non rappresentativa e non funzionanti secondo regole democratiche.

I verbali e altri documenti delle commissioni dovranno essere resi accessibili ai deputati e ai loro collaboratori personali (attuazione dell'Iv. Pa. 15.496 Nussbaumer. Consentire l'accesso all'Extranet dell'Assemblea federale ai collaboratori personali dei deputati) in misura notevolmente ampliata sul sistema informatico protetto dell'Extranet. Il lavoro dei deputati sarà così facilitato e sarà compiuto un passo importante verso un Parlamento che sia rispettoso delle risorse.

Occorre aumentare i requisiti relativi alla qualità delle motivazioni contenute nelle proposte di nuove disposizioni a tutto vantaggio della deregolamentazione. Tra l'altro, il Consiglio federale dovrà anche spiegare come ha utilizzato il margine di manovra della Svizzera quando si è trattato di recepire il diritto internazionale (attuazione dell'Iv. Pa. 16.440 Vogt. Basta con la sovraregolamentazione! Limitare l'internazionalizzazione del diritto, il recepimento del diritto UE e la tendenza allo "swiss finish"), come il progetto rispetta il principio di sussidiarietà nell'assegnazione ed esecuzione di compiti statali (attuazione dell'Iv. Pa. 16.446 Caroni. Più federalismo nei messaggi del Consiglio federale e dell'Iv. Pa. 16.497 Burgherr. Rafforzare il principio della sussidiarietà) e come sono salvaguardati la responsabilità personale e il margine di manovra dei privati interessati da un disciplinamento (attuazione dell'Iv. Pa. 16.436 Vogt. Arrestare l'eccesso normativo. Salvaguardare la libertà di decisione e il margine di manovra dei privati e delle imprese). Una minoranza di 8 membri della Commissione respinge le proposte summenzionate ritenendo che non contribuiscano a deregolamentare, bensì soltanto ad aumentare l'onere burocratico.

Il punto controverso era sapere se il Consiglio nazionale doveva continuare a riunirsi il venerdì della terza settimana di sessione. La breve durata di quest'ultima seduta è infatti criticata e considerata inefficiente. La Commissione ha respinto la proposta di eliminare la seduta dell'ultimo venerdì di sessione con 14 voti contro 8 e 1 astensione. Intende tuttavia tener conto della critica facendo durare obbligatoriamente la seduta fino alle 13.15 (23 voti contro 1).

Le modifiche del diritto parlamentare qui esposte sono parte integrante di un progetto più ampio che la CIP del Consiglio nazionale ha accolto il 17 agosto 2017 nella votazione sul complesso con 16 voti contro 8 e 1 astensione (16.457 Iv. Pa. CIP-N. Diverse modifiche del diritto parlamentare). Oltre all'attuazione di numerose iniziative parlamentari, il progetto comprende anche diverse precisazioni minori del diritto parlamentare la cui applicazione pratica a volte ha causato incertezza.

Parere del Consiglio federale dell'11 ottobre 2017

Parere del Consiglio federale (FF 2017 5873)

Wortlaut

La Commissione delle istituzioni politiche (CIP) del Consiglio nazionale decide di attuare nell'ambito di un progetto unico le seguenti iniziative parlamentari intese a modificare il diritto parlamentare, cui le CIP di entrambe le Camere hanno dato seguito:

- Iv. Pa. Streiff 14.472, "Maggiore trasparenza nell'indicazione delle relazioni d'interesse dei parlamentari";

- Iv. Pa. CdI 15.425, "Immunità. Trattamento delle richieste da parte dei presidenti delle due commissioni";

- Iv. Pa. Keller Peter 15.437, "Registro degli interessi. Distinguere le attività retribuite da quelle onorifiche";

- Iv. Pa Minder 15.444, "Commissioni parlamentari. Trasparenza dei documenti accessori".

Se sarà dato loro seguito, le seguenti iniziative parlamentari saranno anch'esse attuate nell'ambito del progetto unico:

- Iv. Pa. Leutenegger Oberholzer 16.409, "Procedura di nomina dell'Incaricato federale della protezione dei dati e della trasparenza";

- Iv. Pa. Caroni 16.446, "Più federalismo nei messaggi del Consiglio federale".

Verrà esaminato l'inserimento di ulteriori modifiche del diritto parlamentare nel progetto unico.

Verhandlungen

Notizia ATS

Dibattito al Consiglio nazionale, 12.12.2017

Parlamentari non dovranno dichiarare datore lavoro

I parlamentari non saranno obbligati a fornire informazioni sul proprio datore di lavoro. È quanto ha deciso oggi il Consiglio nazionale deliberando sui nuovi regolamenti del Parlamento. In generale i deputati hanno difeso lo status quo.

La legge sul Parlamento (LParl) disciplina una serie di procedure e oggetti in deliberazione che sollevano problematiche complesse e nel corso degli anni è stata modificata più volte.

In diversi ambiti è stata ora nuovamente riscontrata necessità di intervento e le Commissioni delle istituzioni politiche hanno deciso di elaborare un progetto unico, che comprende diverse iniziative parlamentari e riguarda anche l'ordinanza sull'amministrazione parlamentare e del regolamento del Consiglio nazionale.

Durante il dibattito sull'entrata in materia Matthias Jauslin (PLR/AR), a nome della commissione, ha sottolineato che il progetto presentato è equilibrato e che respingerlo non farebbe altro che procrastinare, rimandando i problemi a data da stabilirsi.

Ad opporsi al progetto in blocco c'era in particolare la destra: "il testo non contiene nessuna modifica particolarmente rilevante o fondamentale, per questa ragione il nostro gruppo ha deciso di respingerlo", ha detto ad esempio Bernhard Guhl (PBD/AG). "Il sistema attuale funziona e le proposte sono fondamentalmente inutili", ha aggiunto.

Il governo ha dal canto suo sottolineato che spetta al Parlamento decidere come intende migliorare la sua organizzazione e le sue procedure. Per tutti i punti che non si ripercuotono sul ruolo del Consiglio federale non ha quindi espresso il suo parere. L'entrata in materia è stata approvata con 94 voti contro 80 e 3 astensioni.

Datore di lavoro

Il punto più rilevante del dossier è probabilmente quello riguardante l'obbligo di indicare le relazioni d'interesse cui sottostanno i parlamentari, che nell'idea della maggioranza della commissione andrebbe ampliato fornendo informazioni anche sul datore di lavoro.

Gerhard Pfister (PPD/ZG) si è però opposto con successo a questa modifica, invitando i colleghi a rimanere alla prassi attuale, che "è più che sufficiente". "Non ci porta nessun valore aggiunto conoscere il datore di lavoro di un deputato, l'importante è sapere il tipo di professione", ha sottolineato.

"È importante sapere per chi lavora un deputato", ha dal canto suo vanamente replicato Beat Flach (PVL/AG). "La trasparenza è fondamentale nella nostra attività di politici", anche perché non richiede grandi energie annunciare ogni anno semplicemente per chi si lavora, magari compilando un formulario online. La modifica è stata bocciata con 104 voti contro 80 e un astenuto.

Altri punti

Un altro tema affrontato è stato quello dei documenti delle commissioni: i deputati hanno respinto - con 113 voti contro 72 e un astenuto - una proposta volta a rendere possibile la pubblicazione, salvo nel caso dei verbali.

Niente da fare nemmeno per una modifica secondo la quale in Parlamento i decreti federali concernenti le iniziative popolari non dovrebbero più essere sottoposti alla votazione finale. Il governo si è opposto con successo a tale cambiamento, sottolineando che la votazione finale conclude in modo chiaro le deliberazioni. Consente anche a chi osserva dall'esterno di seguire con facilità il processo parlamentare.

Respinta pure la proposta di stralciare il venerdì dell'ultima settimana di sessione. I deputati hanno invece accolto - con 105 voti contro 74 e 6 astenuti - una proposta di Marco Romano (PPD) che ha impedito di modificare tutti gli orari di un quarto d'ora (ad esempio inizio alle 8:15 anziché alle 8:00). La seduta dell'ultimo venerdì terminerà alle 13:00. Il Consiglio federale ha fatto notare che anche il governo si riunisce regolarmente in seduta l'ultimo giorno di sessione, si dovrà quindi tenere in considerazione questo fatto in caso di temi che richiedono la presenza di ministri.

A livello di indennità giornaliere, si è deciso di non cambiare niente, respingendo una proposta volta a instaurare una compensazione di 220 franchi per ogni mezza giornata, anziché i 440 franchi per giornata come ora. L'obiettivo era di non far pagare un giorno intero anche quando la sessione termina alle 13:00.

Notizia ATS

Dibattito al Consiglio degli Stati, 27.02.2018

Più trasparenza sotto il "Cupolone"

Ci vuole maggiore trasparenza per il Parlamento. Diversamente dal Consiglio nazionale, il Consiglio degli Stati si è pronunciato oggi per la pubblicazione parziale dei documenti inerenti le commissioni parlamentari e una maggiore chiarezza riguardanti i legami d'interesse.

Nelle intenzioni dei "senatori", il futuro registro dei legami di interesse dovrebbe anche riportare il nome del datore di lavoro. I consiglieri agli Stati dovrebbero pure indicare se le attività svolte sono a titolo onorifico oppure se ricevono un compenso.

Per quanto attiene ai documenti utilizzati durante le sedute di commissione, sedute che si tengono a porte chiuse e i cui documenti sono confidenziali, la Camera dei Cantoni non vede alcun problema alla loro pubblicazione, purché non contengano informazioni sensibili.

I due rami del Parlamento si sono detti d'accordo che, in futuro, il Consiglio federale indichi chiaramente quali effetti avrà una determinata legge su comuni, agglomerati e regioni di montagna. Inoltre si dovrà spiegare di quale margine di manovra gode il Governo nell'adozione di leggi internazionali.

La Camera dei Cantoni ha chiesto al Consiglio federale inoltre di esaminare se una determinata legge debba essere limitata nel tempo. la Camera dei cantoni si è anche detta a favore di un registro pubblico nel quale vengano iscritti tutti i viaggi dei parlamentari all'estero a spese dell'Assemblea federale. Non contemplati invece gli spostamenti su invito di gruppi d'interesse.

Durante il dibattito si è parlato molto anche dell'eventualità di anticipare le votazioni finali a giovedì, invece di venerdì mattina come accade ora. Secondo Thomas Minder (gruppo UDC/SH), in questo modo si potrebbero risparmiare 137 mila franchi all'anno. Diversi oratori hanno fatto notare la difficoltà di simile cambiamento, dal momento che la terza settimana di sessione è solitamente quella più carica. Il "senatore" Filippo lombardi ha fatto anche notare che non vi sarebbe tempo per la traduzione in italiano dei testi legislativi pronti per essere votati.

Notizia ATS

Dibattito al Consiglio degli Stati, 30.05.2018

CSt: diritto parlamentare; permangono divergenze con il Nazionale

Permangono delle divergenze tra le due Camere nell'esame delle modifiche del diritto parlamentare. Il Consiglio degli Stati ha ribadito oggi la sua posizione circa la trasparenza alle Camere federali. La Camera dei cantoni vuole che i parlamentari indichino se le attività elencate nel registro degli interessi siano onorifiche o se per esercitarle vengano retribuiti con oltre 12'000 franchi l'anno. Il dossier ritorna al Nazionale che lunedì aveva bocciato di misura tale richiesta.

I "senatori" hanno tacitamente mantenuto questa e altre divergenze con la Camera del popolo. Per esempio, a differenza del Nazionale, gli Stati vogliono che il Consiglio federale indichi esplicitamente le conseguenze di un progetto legislativo per gli Svizzeri all'estero.

Contrariamente alla Camera del popolo, con 31 voti contro 7, il Consiglio degli Stati si è inoltre rifiutato di introdurre un voto su una proposta di conciliazione. "Questa proposta è pericolosa poiché complica di molto le conciliazioni", ha sottolinea Robert Cramer (Verdi/GE) a nome della minoranza della commissione.

Lunedì il Nazionale si era allineato agli Stati in diversi punti. La Camera del popolo aveva in particolare approvato tacitamente una proposta che obbliga i parlamentare ad indicare nel registro pubblico degli interessi anche i propri datori di lavoro.

Il dossier ritorna quindi al Nazionale. Lunedì la Camera del popolo si era tra l'altro pronunciata a favore di un mantenimento dell'inizio dei dibattiti alle 08.00, bocciando una proposta di procrastinarlo di un quarto d'ora. La maggioranza aveva pure respinto una proposta dell'UDC di abrogare sic et simpliciter la seduta del venerdì dell'ultima settimana per motivi di risparmio.

Notizia ATS

Dibattito al Consiglio nazionale, 05.06.2018

CN: riforma diritto parlamentare, rimangono alcune divergenze

Permangono alcune divergenze tra le due Camere nell'esame delle modifiche del diritto parlamentare. Il Consiglio nazionale ha in particolare voluto mantenere il voto sulle proposte della conferenza di conciliazione anche quando non ci sono opposizioni.

La Camera del popolo ha invece seguito quella dei cantoni in merito alla trasparenza: in futuro i parlamentari dovranno indicare se le attività elencate nel registro degli interessi siano onorifiche o se per esercitarle vengano retribuiti con oltre 12'000 franchi l'anno. Su questo specifico punto rimane tuttavia una divergenza formale.

Il Nazionale si è anche allineato agli Stati circa l'obbligo imposto al Consiglio federale di indicare esplicitamente le conseguenze di un progetto legislativo per gli svizzeri all'estero.

Notizia ATS

Dibattito al Consiglio degli Stati, 12.06.2018

CSt: lavoro parlamento, verso maggiore trasparenza

In futuro, il Parlamento dovrà essere ancora più "limpido" di quanto non lo sia oggi. Dopo molte tergiversazioni, il Consiglio degli Stati ha eliminato oggi un'ultima divergenza col Nazionale in merito ad alcuni cambiamenti al diritto parlamentare, che dovrebbero portare maggiore trasparenza nei lavori sotto il "cupolone" di Palazzo federale.