16.474 · Iniziativa parlamentare · 2016-09-30
Parlamento
Liquidato
Wortlaut
Fondandomi sull'articolo 160 capoverso 1 della Costituzione federale e sull'articolo 107 della legge sul Parlamento, presento la seguente iniziativa:
Occorre modificare la legge federale sull'imposta preventiva in modo tale che, per determinare il diritto al rimborso, si applichi come fino a poco tempo fa la cosiddetta procedura di tassazione mista.
Le dichiarazioni errate dovrebbero essere sanzionate con una multa, non con la perdita del diritto al rimborso.
Begründung
La presente iniziativa è nata in seguito alla circolare n. 40, emanata dall'Amministrazione l'11 marzo 2014 che, nella prassi, comporta il rifiuto di rimborsare l'imposta preventiva in caso di errori nella dichiarazione. Questa nuova prassi ha stravolto un'applicazione della legge che, in vigore da qualche decennio (dalla metà degli anni Sessanta), aveva dato buona prova di sé.
L'obiettivo del legislatore dev'essere quello di sanzionare una mancata dichiarazione che costituisce reato. Se nella procedura di tassazione mista ordinaria si riscontrano errori, le due parti interessate devono provvedere a una tassazione corretta. Attualmente ciò non è più il caso in seguito all'emanazione della circolare n. 40, che peraltro si basa su una singola e controversa decisione del Tribunale federale.
Chiunque chiede il rimborso dell'imposta preventiva deve indicare coscienziosamente all'autorità competente tutti i fatti rilevanti al fine di stabilire il diritto al rimborso. La legge federale sull'imposta preventiva si basa sulla collaborazione reciproca dell'autorità fiscale e del contribuente (la cosiddetta procedura di tassazione mista). La circolare n. 40 contraddice i principi della procedura mista: infatti una dichiarazione errata conduce alla perdita del diritto subito dopo la consegna della dichiarazione d'imposta.
Se l'amministrazione delle contribuzioni persegue l'obiettivo di cercare errori dei contribuenti nella dichiarazione e di addossarli soltanto ai contribuenti medesimi, non solo si abolisce la procedura mista, ma soprattutto si elimina anche la buona fede. Occorre pertanto correggere la prassi che si fonda su detta circolare.
Nel caso dell'imposizione privilegiata dei dividendi non si può partire dal presupposto di una mancata dichiarazione che costituisce reato, poiché essa si ripercuote contro il contribuente. La nuova prassi comporta inoltre disuguaglianze sul piano giuridico e situazioni inaccettabili: da una parte, le amministrazioni delle contribuzioni sono condiscendenti poiché provvedono a rettificare sistematicamente importi più esigui; dall'altra, sono intransigenti per il fatto che scelgono - quasi in modo arbitrario - casi rilevanti a cui viene negato il rimborso.
Mediante una chiara disposizione che preveda la determinazione dell'imposta preventiva nella procedura di tassazione ordinaria si ottiene una parità di trattamento di tutti i contribuenti garantendo nel contempo una migliore certezza del diritto. Occorrerà quindi ripristinare, anche per la legge sull'imposta preventiva, l'applicazione del fondamento della procedura di tassazione in uso nel nostro Paese.