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16.498 · Iniziativa parlamentare · 2016-12-16

Dipartimento di giustizia e polizia

Nella Commissione del Consiglio degli Stati

Ausgangslage

Comunicato stampa della commissione dell'ambiente, della pianificazione del territorio e dell'energia Consiglio nazionale del 29.03.2023

La Commissione ha adottato, con 15 voti contro 8, un progetto di modifica della legge federale sull'acquisto di fondi da parte di persone all'estero (LAFE, la cosiddetta Lex Koller), che ha elaborato nel contesto dell'iniziativa parlamentare 16.498. Il progetto persegue lo scopo di proteggere le infrastrutture strategiche dell'economia energetica dal controllo di investitori esteri. Per la Commissione vi è un interesse pubblico fondamentale a impedire che importanti infrastrutture dell'economia energetica finiscano in mani estere, proprio in considerazione della difficile situazione della sicurezza dell'approvvigionamento della Svizzera. Per "infrastrutture strategiche dell'economia energetica" la Commissione intende gli impianti idraulici, gli impianti di trasporto in condotta di combustibili e carburanti gassosi, la rete elettrica e le centrali nucleari. La Commissione intende autorizzarne la vendita all'estero soltanto a condizioni restrittive. Secondo il progetto continueranno ad essere ammessi gli investimenti dall'estero che non determinano una posizione preponderante dell'investitore nell'impresa; una minoranza propone di stralciare questa disposizione derogatoria.

La minoranza della Commissione respinge il progetto per principio, in quanto ritiene che si tratti di un'ingerenza problematica nella libertà economica. Sempre secondo la minoranza, il rafforzamento della sicurezza dell'approvvigionamento della Svizzera dipende dagli investitori esteri.

Comunicato stampa del Consiglio federale del 02.06.2023

Il Consiglio federale non vuole assoggettare le infrastrutture del settore energetico alla lex Koller

Il Consiglio federale non vuole assoggettare le centrali idroelettriche, le reti di trasporto dell'energia elettrica e le reti del gas alla legge federale sull'acquisto di fondi da parte di persone all'estero (LAFE, cosiddetta lex Koller). Come illustrato nel parere del 2 giugno 2023, ritiene che la lex Koller non sia lo strumento adatto per garantire la sicurezza dell'approvvigionamento nel settore energetico.

Un'iniziativa parlamentare depositata il 16 dicembre 2016 chiede di assoggettare le infrastrutture strategiche dell'economia energetica, segnatamente le centrali idroelettriche, le reti di trasporto dell'energia elettrica e le reti del gas, alla legge federale sull'acquisto di fondi da parte di persone all'estero (LAFE, cosiddetta lex Koller). La Commissione dell'ambiente, della pianificazione del territorio e dell'energia (CAPTE-N) ha quindi elaborato un progetto di modifica della lex Koller in tal senso.

La necessità di legiferare era stata giustificata in particolare con il fatto che le centrali idroelettriche e le reti rivestono un'importanza strategica e vitale per assicurare un approvvigionamento indipendente, ragion per cui andrebbe esclusa la loro vendita a persone all'estero ai sensi della lex Koller, prevedendo tuttavia possibili deroghe nella legge da adeguare.

L'attuazione mediante una modifica della lex Koller è inadeguata

Nel parere del 2 giugno 2023 il Consiglio federale riconosce la necessità di rafforzare la sicurezza dell'approvvigionamento nel settore energetico, ma sottolinea che lo scopo della lex Koller è un altro, ossia di regolamentare la vendita di fondi a persone all'estero. La modifica proposta introdurrebbe all'interno della stessa legge due procedure distinte di autorizzazione con scopi diversi.

Il Consiglio federale ritiene pertanto che la lex Koller non sia lo strumento adatto per garantire la sicurezza dell'approvvigionamento nel settore energetico. Inoltre, il progetto preliminare solleva varie questioni relativamente alla garanzia della proprietà e alla libertà economica. Per questi e altri motivi, il Consiglio federale propone al Parlamento di respingere il progetto preliminare di modifica della lex Koller. La sua posizione è condivisa anche da un'ampia maggioranza dei partecipanti alla consultazione.

Importanti infrastrutture del settore energetico sono già in mano dello Stato

Il Consiglio federale fa inoltre presente che la normativa in vigore offre già una protezione adeguata contro l'influsso straniero sulle infrastrutture del settore energetico. Le infrastrutture importanti appartengono già alla Confederazione, ai Cantoni e ai Comuni, ragion per cui la vendita a persone all'estero è in ogni caso una decisione politica. Inoltre, con la mozione 18.3021, il Parlamento ha incaricato il Consiglio federale di creare una base legale per controllare gli investimenti, che contribuirebbe a proteggere anche le infrastrutture del settore energetico.

Wortlaut

Fondandomi sull'articolo 160 capoverso 1 della Costituzione federale e sull'articolo 107 della legge sul Parlamento, presento la seguente iniziativa parlamentare:

Le infrastrutture strategichedell'economia energetica, segnatamente le centrali idroelettriche, le reti di trasporto dell'energia elettrica e le reti del gas, devono essere assoggettate alla legge federale sull'acquisto di fondi da parte di persone all'estero (LAFE).

Begründung

Infrastrutture di rete dell'economia energetica sono infrastrutture di monopolio e beneficiano quindi di una rendita di monopolio. Dal profilo strategico le centrali idroelettriche e le reti sono inoltre d'importanza vitale per la sicurezza di un approvvigionamento indipendente.

Per motivi d'ordine politico-istituzionale, quindi, la vendita di tali infrastrutture - in particolare di reti di trasporto dell'energia elettrica e del gas e di centrali idroelettriche - a persone all'estero dovrebbe essere per principio esclusa. Deroghe motivate sono sempre possibili nel quadro della legge federale sull'acquisto di fondi da parte di persone all'estero.

Questa problematica è particolarmente attuale, dal momento che gruppi energetici come Alpiq hanno a volte problemi di liquidità e devono pertanto disinvestire.

Verhandlungen

Notizia ATS

Dibattito al Consiglio nazionale, 07.06.2023

Infrastrutture energetiche, restrizione vendita a stranieri

La vendita ad investitori esteri di infrastrutture energetiche strategiche come centrali idroelettriche o le reti di trasporto della corrente va limitata. È quanto prevede una modifica della legge federale sull'acquisto di fondi da parte di persone all'estero (LAFE, la cosiddetta Lex Koller, dal nome dell'ex capo del Dipartimento federale di giustizia e polizia Arnold Koller), adottata oggi dal Consiglio nazionale con 120 voti contro 72.

Il progetto persegue lo scopo di proteggere le infrastrutture strategiche dell'economia energetica dal controllo di investitori esteri, ha spiegato Pierre-André Page (UDC/FR) a nome della commissione. Per il friburghese sussiste infatti un interesse pubblico fondamentale a impedire che importanti infrastrutture dell'economia energetica finiscano in mani estere, proprio in considerazione della difficile situazione della sicurezza dell'approvvigionamento della Svizzera.

Per infrastrutture strategiche dell'economia energetica si intende gli impianti idraulici, gli impianti di trasporto in condotta di combustibili e carburanti gassosi, la rete elettrica e le centrali nucleari, ha spiegato Page. La nuova legge intende autorizzarne la vendita all'estero soltanto a condizioni restrittive. Secondo il progetto continueranno ad essere ammessi gli investimenti dall'estero che non determinano una posizione preponderante dell'investitore nell'impresa.

"La Svizzera deve proteggere a livello internazionale le infrastrutture critiche del Paese", ha detto Mike Egger (UDC/SG). Del resto, ha proseguito, anche altri Paesi applicano varie forme di controllo sugli investimenti.

Per Gabriela Suter (PS/AG), si tratta di contrastare la tendenza alla privatizzazione degli impianti energetici. Nel caso di un'eventuale conclusione di un accordo sull'elettricità con l'UE, la pressione potrebbe aumentare ulteriormente, ha aggiunto.

Durante le discussioni, una minoranza - PLR, PVL e Alleanza del Centro - ha chiesto la bocciatura del progetto ritenendo che si tratti di un'ingerenza problematica nella libertà economica.

"La Svizzera dipende dagli investimenti esteri per rafforzare la sicurezza dell'approvvigionamento", ha sostenuto Matthias Samuel Jauslin (PLR/AG). "Stiamo creando un mostro burocratico", ha aggiunto Martin Bäumle (PVL/ZH).

Anche il Consiglio federale si è opposto al progetto. "È sicuramente necessario rafforzare la sicurezza dell'approvvigionamento energetico, ma la 'lex Koller' non è stata creata per questo scopo", ha sostenuto, invano, la consigliera federale Elisabeth Baume-Schneider.

Notizia ATS

Dibattito al Consiglio degli Stati, 28.02.2024

Infrastrutture energetiche, no divieto vendita all'estero
Vietare tout court la vendita a stranieri di infrastrutture energetiche modificando la "Lex Koller" non è la soluzione giusta. È quanto stabilito oggi dal Consiglio degli Stati che, per 29 voti a 12, non è entrato nel merito di un progetto di legge approvato invece del Nazionale. Il dossier ritorna alla camera del popolo.

Il disegno di legge trova la sua origine in un'iniziativa parlamentare della consigliera nazionale Jacqueline Badran (PS/ZH) del dicembre 2016. La deputata socialista aveva inoltrato il suo testo partendo dalla constatazione che alcune società elettriche, come Alpiq, versavano in una difficile situazione economica e che vi erano progetti di vendere parti dell'infrastruttura all'estero.

Troppo dipendenti dall'estero

In aula solo la sinistra si è battuta per questo disegno di legge. A parere di Pierre Yves-Maillard (PS/VD) e Mathilde Crevoisier Crelier (PS/JU), è necessario preservare le nostra infrastrutture energetiche, reti e dighe, da vendite a soggetti esteri. La situazione geopolitica dimostra quanto siamo diventati dipendenti, vedi l'Ue, da fornitori esteri di energia, come la Russia, ha affermato Maillard.

Mentre l'Europa e in parte anche la Svizzera hanno liberalizzato il settore, con conseguenze anche dannose per i consumatori, Putin ha invece statalizzato il settore dell'energia. Per la sinistra, come indicato anche da Crevosier Crelier, si tratta anche di proteggere un settore, quello energetico, in vista di un accordo con l'Ue sul mercato dell'elettricità.

Lex Koller non adeguata

Pur sottolineando la bontà degli obiettivi perseguiti dall'iniziativa Badran, Pirmin Bischof (Centro/SO), sostenuto anche dal "ministro" di giustizia e polizia Beat Jans, ha spiegato che la modifica della "Lex Koller", pensata per limitare la vendita di alloggi e terreni a stranieri, non è la via più adatta. Questa legge prevede infatti in ultima istanza la possibilità di ricorrere al Tribunale federale, mentre il progetto Badran coinvolge il Consiglio federale, un'istanza politica e senza possibilità di ricorso per le sue decisioni, violando così la Convenzione europea dei diritti umani.

Oltre a ciò, ha aggiunto il "senatore" solettese, anche in caso di modifica della Lex Koller, un eventuale investitore estero potrebbe facilmente aggirare il divieto di acquisto fondando una succursale in un Paese col quale la Svizzera ha accordo di libero scambio.

Meglio il progetto governativo

Un altra ragione per non entrare nel merito, secondo Bischof, è l'esistenza di un altro progetto, frutto di una mozione del "senatore" Beat Rieder (Centro/VS), presentato dal Consiglio federale lo scorso dicembre. Il disegno di legge sulla verifica degli investimenti esteri si concentra sulle acquisizioni da parte di investitori esteri controllati da uno Stato che rischiano di compromettere l'ordine o la sicurezza pubblici includendo, oltre al settore energetico, tutte le imprese che operano in un settore critico (come le infrastrutture sanitarie, di telecomunicazioni o di trasporto).

Oltre a considerare una gamma più ampia di settori sensibili, ha spiegato il consigliere agli Stati, invece di un divieto tout court il disegno di legge governativo prevede un obbligo di approvazione e lascia aperte tutte le possibilità di ricorso, rispettando quindi gli impegni internazionali della Svizzera. Tra i settori critici il Consiglio federale annovera anche la produzione di elettricità, le condotte per il gas naturale e le reti elettriche, ha puntualizzato Bischof.

Al voto, come accennato, il plenum ha seguito la raccomandazione della sua commissione preparatoria e del Consiglio federale, decidendo di non entrare in materia. In precedenza, la camera dei cantoni aveva bocciato (26 voti a 17) una mozione di Pierre-Yves Maillard che chiedeva di sospendere l'esame del progetto nell'attesa che il disegno governativo venga trattato dal parlamento: Maillard teme che questo disegno di legge non rispetterà le attese.

Notizia ATS

Dibattito al Consiglio nazionale, 18.09.2024

Infrastrutture energia, vendita all'estero meglio controllata
Gli impianti idroelettrici e le centrali a gas devono essere maggiormente protetti da investitori esteri. Lo ha ribadito oggi il Consiglio nazionale approvando un progetto di legge per 120 voti a 67, frutto di un'iniziativa di Jacqueline Badran (PS/ZH). Gli Stati, che dovranno pronunciarsi di nuovo, nel febbraio scorso non erano entrati in materia.

A nome della commissione, Jon Pult (PS/GR), ha fatto notare che, in alcuni Paesi, gli investimenti nelle infrastrutture energetiche sono strettamente controllati dallo Stato. È quindi nell'interesse pubblico fondamentale della Svizzera, ha aggiunto, fare qualcosa, soprattutto in considerazione delle tensioni sulla sicurezza dell'approvvigionamento.

Per Gabriela Suter (PS/AG), la cessione ad acquirenti stranieri di centrali idroelettriche, impianti di trasporto di carburante e gas, reti elettriche e centrali nucleari dovrebbe essere consentita solo a condizioni rigorosamente definite.

Il Consiglio federale sarebbe responsabile del rilascio delle autorizzazioni. Il nuovo sistema si applicherebbe solo in futuro. Le persone all'estero che già detengono azioni di una centrale idroelettrica o nucleare non sarebbero interessate.

PLR, Centro e Verdi liberali hanno criticato il progetto. Nicolò Paganini (Centro/SG) ha sottolineato che la "lex Koller" era prevista a livello cantonale, mentre ora tale norma viene elevata a livello nazionale. Per Susanne Vincenz-Stauffacher (PLR/SG) si tratta di un attacco alla libertà economica.

Anche il Consiglio federale è contrario al progetto. È certamente necessario rafforzare la sicurezza dell'approvvigionamento energetico, ma la "lex Koller" non è mai stata creata per questo scopo, ha dichiarato il ministro di giustizia e polizia, Beat Jans. Oltre a ciò, il Parlamento ha già incaricato il Consiglio federale di creare una base legale per il controllo degli investimenti diretti dall'estero.

Informazioni

Sébastien Rey, segretario della commissione,

058 322 97 34,

urek.ceate@parl.admin.ch

Commissione dell'ambiente, della pianificazione del territorio e dell'energia (CAPTE)

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