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Rendere più efficace il principio "Cassis de Dijon". Rapporto del Consiglio federale concernente lo stralcio della mozione 15.3631

17.050 · Oggetto del Consiglio federale · 2017-07-05

Dipartimento dell'economia, della formazione e della ricerca

Liquidato

Zusammenfassung

Rapporto del 5 giugno 2017 concernente lo stralcio della mozione Hess Hans 15.3631 «Rendere più efficace il principio Cassis de Dijon»

Ausgangslage

Rapporto concernente lo stralcio della mozione Hess Hans 15.3631 "Rendere più efficace il principio Cassis de Dijon" del 5 luglio 2017

(...)

3 Conclusione

La mozione chiede al Consiglio federale di adottare misure per impedire ai produttori esteri di imporre alle ditte installatrici svizzere di rifiutare determinate prestazioni.

In base alla legislazione vigente le autorità garanti della concorrenza possono già intervenire contro queste pratiche qualora il problema citato nella mozione fosse riconducibile ad accordi tra produttori o importatori e ditte installatrici. Inoltre, la decisione del Tribunale federale riguardante la causa Gaba ha potenziato notevolmente le norme della legislazione sui cartelli volte a impedire l'isolamento del mercato svizzero.

Dall'indagine della segreteria COMCO, i cui risultati sono arrivati solo dopo l'accoglimento della mozione da parte del Parlamento, emerge che:

1. i casi in cui è stato rifiutato di fornire determinati servizi sono rari;

2. i casi accertati non sono dovuti ad accordi tra produttori o fornitori e ditte installatrici, bensì a:

a. rimborsi insufficienti delle prestazioni di garanzia da parte di produttori o importatori;

b. eventuali rischi di responsabilità;

c. ostacoli tecnici al commercio.

In definitiva, l'indagine svolta dalla segreteria COMCO ha dimostrato chiaramente che le misure di tipo privato adottate da produttori e importatori descritte nella mozione non sono diffuse in maniera capillare. Il Consiglio federale ritiene quindi che non vi sia bisogno di intervenire a livello legislativo, anche perché vi è il rischio di generare un inutile onere burocratico e di controllo.

Per questi motivi il Consiglio federale propone di togliere di ruolo la mozione 15.3631.

Verhandlungen

Notizia ATS

Dibattito al Consiglio nazionale, 05.03.2018

Il diritto attuale è sufficiente per lottare contro i distributori svizzeri che si rifiutano di installare o di riparare un apparecchio fabbricato all'estero. Il Consiglio nazionale ha deciso oggi - con 94 voti a 84 e 2 astenuti - di stralciare una mozione dell'ex consigliere agli Stati Hans Hess (PLR/OW) che mirava a lottare contro i prezzi eccessivi in vigore in Svizzera (principio del Cassis de Dijon). Il Consiglio degli Stati deve ancora pronunciarsi.

Secondo l'autore del testo, accade troppo spesso che montatori si rifiutino di installare macchine da cantiere, apparecchi elettrici, cucine, caldaie, impianti sanitari e altri apparecchi perché sono stati acquistati nello Spazio economico europeo e non in Svizzera. Le conseguenze? Prezzi molto più elevati per i clienti.

Per questo motivo è necessario intervenire, ha spiegato Prisca Birrer-Heimo, secondo cui basta confrontare i prezzi praticati in un negozio di fai da te svizzero e tedesco per rendersi conto del problema.

A suo avviso, i fabbricanti esteri dovrebbero indicare nel contratto di distribuzione che autorizzano i loro distributori elvetici a installare e riparare i loro prodotti, come avviene nel settore dell'auto.

La destra si è opposta con successo alla mozione, con il sostegno del Consiglio federale. Secondo Toni Brunner (UDC/SG), non è sicuro che il problema esista realmente. Nessun ricorso è pendente presso la Commissione della concorrenza (COMCO).

Stando a uno studio condotto lo scorso anno dalla COMCO presso i settori economici interessati e le organizzazioni di protezione dei consumatori, pochi si rifiutano di fornire prestazioni.

Questi rifiuti non sono inoltre dovuti ad accordi di concorrenza tra fabbricanti o fornitori e imprese, ma al rimborso insufficiente dei servizi di garanzia da parte di fabbricanti o importatori, a eventuali rischi di responsabilità o a ostacoli tecnici al commercio.

Secondo la maggioranza, legiferando in questo ambito si correrebbe il rischio di generare oneri amministrativi e inutili controlli burocratici.

Notizia ATS

Dibattito al Consiglio degli Stati, 06.06.2018

CSt: stralciata mozione su principio Cassis de Dijon

Il diritto attuale è sufficiente per lottare contro i distributori svizzeri che si rifiutano di installare o di riparare un apparecchio fabbricato all'estero. Il Consiglio degli Stati ha deciso oggi tacitamente di stralciare una mozione dell'ex "senatore" Hans Hess (PLR/OW) che mirava a lottare contro i prezzi eccessivi in vigore in Svizzera (principio del Cassis de Dijon). Il Consiglio Nazionale aveva già fatto altrettanto durante la sessione primaverile.

Secondo l'autore del testo, accade spesso che montatori si rifiutino di installare macchine da cantiere, apparecchi elettrici, cucine, caldaie, impianti sanitari e altri apparecchi perché sono stati acquistati nello Spazio economico europeo e non in Svizzera. Le conseguenze? Prezzi molto più elevati per i clienti.

Tuttavia, stando a uno studio condotto lo scorso anno dalla Commissione della concorrenza (COMCO) presso i settori economici interessati e le organizzazioni di protezione dei consumatori, pochi si rifiutano di fornire prestazioni.

Questi rifiuti non sono inoltre dovuti ad accordi di concorrenza tra fabbricanti o fornitori e imprese, ma al rimborso insufficiente dei servizi di garanzia da parte di fabbricanti o importatori, a eventuali rischi di responsabilità o a ostacoli tecnici al commercio.

Secondo Governo e Parlamento, legiferando in questo ambito si correrebbe il rischio di generare oneri amministrativi e inutili controlli burocratici.