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17.071 · Oggetto del Consiglio federale · 2017-12-01

Dipartimento dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni

Liquidato

Zusammenfassung

Messaggio del 1 dicembre 2017 concernente la revisione totale della legge sul CO2 dopo il 2020

Ausgangslage

Ratificando l'Accordo di Parigi sul clima nell'ottobre 2017, la Svizzera ha assunto l'impegno di ridurre le proprie emissioni del 50 per cento rispetto al 1990 (oggetto 16.083). Nel suo messaggio del 1° dicembre 2017 concernente la revisione totale della legge sul CO2 (17.071), il Consiglio federale espone come verrà attuato tale impegno a livello nazionale. Il Collegio governativo intende portare avanti il passaggio a un'economia a basso tenore di gas serra, puntando su strumenti consolidati. Mantenendo e inasprendo in certi punti gli strumenti adottati nei settori dei trasporti, degli edifici e dell'industria, le emissioni di gas serra in Svizzera dovranno essere ridotte entro il 2030 di almeno il 30 per cento rispetto al 1990. Un massimo del 20 per cento di tali riduzioni potrà essere realizzato adottando misure all'estero. La Svizzera rafforza così il suo impegno a limitare l'aumento del riscaldamento climatico globale a meno di 2 gradi o addirittura a un massimo di 1,5 gradi centigradi.

Verhandlungen

Nel corso della sessione invernale 2018 il Consiglio nazionale ha deliberato per oltre dieci ore sugli articoli della revisione totale della legge sul CO2, che tuttavia ha poi respinto nella votazione sul complesso con 92 voti contro 60 e 43 astensioni. Hanno votato contro i gruppi parlamentari di UDC, Verdi e Verdi liberali; erano favorevoli PLR e PPD, mentre PS e PBD si sono per la maggior parte astenuti. Per una parte di coloro che lo hanno respinto, il disegno di legge era troppo ambizioso, per altri troppo poco.

Il Consiglio degli Stati ha discusso il progetto nella sessione autunnale 2019, poco prima delle elezioni parlamentari. Diversi deputati hanno ringraziato i giovani del "movimento per il clima" per il loro impegno. Il portavoce della Commissione Damian Müller (RL, LU) ha dichiarato che le proposte della Commissione sono compatibili con l'obiettivo del Consiglio federale di una Svizzera climaticamente neutrale entro il 2050. Le misure avranno il loro costo, ammette Müller, ma è pure necessario chiedersi quanto costerebbe non intraprendere nulla. In quanto Paese alpino, la Svizzera è particolarmente esposta. Come il Consiglio federale, il Consiglio degli Stati auspica che la Svizzera dimezzi entro il 2030 le sue emissioni di gas a effetto serra rispetto ai livelli del 1990, e per almeno il 60 per cento mediante misure interne (art. 3). La Camera alta ha adottato numerosi provvedimenti. In particolare, a partire dal 2023 ai vecchi edifici sarà applicato un valore limite per il CO2 nel caso in cui si renda necessaria la sostituzione dell'impianto di riscaldamento: i proprietari di abitazioni potranno installare un nuovo impianto di riscaldamento a nafta solo a condizione che la casa sia ben isolata (disegno: art. 9; legge: art. 10). Il Consiglio degli Stati è tuttavia venuto incontro ai Cantoni con un complemento: i Cantoni che applicano disciplinamenti propri che abbiano almeno la stessa efficacia andranno esentati dall'attuazione delle misure di cui sopra. Volare e guidare costerà di più. La tassa sui biglietti aerei si situerà tra un minimo di 30 e un massimo 120 franchi (disegno: art. 38a; legge: art. 42). Poco più della metà delle entrate verrà restituita alla popolazione, l'altra metà confluirà in un nuovo fondo per il clima. Il nuovo fondo andrà a sostituire strumenti di promozione esistenti e servirà a finanziare provvedimenti di riduzione delle emissioni di CO2 degli edifici, a promuovere innovazioni ecologiche, ad esempio nel campo dell'aviazione, e a sostenere provvedimenti di adattamento volti a mitigare l'impatto dei cambiamenti climatici. Sarà alimentato con parte dei proventi della tassa sui biglietti aerei e della tassa sul CO2 e con i proventi delle sanzioni.

A causa dell'inasprimento dell'obbligo di compensazione per gli importatori, il prezzo della benzina e del diesel aumenterà, ma di un massimo di 10 centesimi al litro entro il 2024 e di un massimo di 12 centesimi al litro dal 2025. Anche le prescrizioni per il parco veicoli nuovi saranno più severe. Aumenterà inoltre l'aliquota massima della tassa sul CO2 applicata ai combustibili. Il Consiglio degli Stati non ha deciso alcuna misura contro gli investimenti del settore finanziario dannosi per il clima. La Commissione ritiene che vi sia necessità di intervenire a livello legislativo, intende tuttavia attendere il previsto disciplinamento dell'Unione europea. Per il momento, la nuova legge sul CO2 prevede unicamente che l'Autorità federale di vigilanza sui mercati finanziari e la Banca nazionale svizzera verifichino i rischi finanziari legati al clima e riferiscano periodicamente sui risultati (progetto: art. 47a; legge: art. 66). Nel voto sul complesso, il disegno è stato accolto con 37 voti favorevoli, 1 contrario e 3 astensioni.

Nel giugno 2020 il progetto è stato riesaminato dal Consiglio nazionale nella composizione, più verde e più verde liberale, scaturita dalle elezioni parlamentari dell'ottobre 2019. Soltanto il gruppo UDC ha votato contro l'entrata in materia e per il suo rinvio alla Commissione. Al riguardo, il consigliere nazionale Mike Egger (V, SG) ha sostenuto la necessità di non gravare ulteriormente l'economia già provata dalla crisi da COVID-19. La presidente della Confederazione Simonetta Sommaruga, dal canto suo, ha difeso i provvedimenti previsti affermando che ignorare la crisi climatica significherebbe scegliere l'opzione più costosa in assoluto. La presidente ha ricordato che l'aumento della temperatura in Svizzera è doppio rispetto alla media globale. Nella deliberazione di dettaglio, i consiglieri nazionali hanno discusso, tra l'altro, in che misura la riduzione delle emissioni di CO2 vada raggiunta con misure interne. Concordando su una quota pari al 75 per cento (art. 3), il Consiglio nazionale ha fissato un obiettivo più ambizioso di quello del Consiglio degli Stati e del Consiglio federale (60%). Il Consiglio nazionale ha bocciato la maggior parte delle oltre ottanta proposte individuali e di minoranza come pure l'esame dell'impatto sul clima deciso dal Consiglio degli Stati. Ha invece mantenuto la disposizione secondo cui, in linea di principio, le emissioni degli impianti nuovi o modificati vanno ridotte il più possibile (progetto: art. 7a; legge: art. 8). Secondo il Consiglio nazionale, tutte le aziende devono poter sottoscrivere un impegno di riduzione ed ottenere così la restituzione della tassa sul CO2 (disegno: art. 33; legge: art. 36). Il portavoce della Commissione Müller-Altermatt (C, SO) ha difeso l'importanza di rafforzare lo strumento dell'impegno di riduzione per rispondere a un'importante richiesta dell'economia. Il Consiglio federale aveva previsto di vincolare la restituzione a un valore soglia riguardante la tassa sul CO2 pari a 15 000 franchi all'anno; il Consiglio degli Stati lo aveva ridotto a 10 000. Decidendone lo stralcio, il Consiglio nazionale ha voluto consentire anche alle PMI di sottoscrivere impegni di riduzione.

Nella sessione autunnale 2020 il Consiglio degli Stati ha aderito alla decisione del Consiglio nazionale secondo cui almeno il 75 per cento delle riduzioni delle emissioni di gas serra deve essere raggiunto con misure interne. Sono inoltre state chiarite le modalità relative all'impiego dei mezzi del fondo per il clima. Per volontà di entrambe le Camere, i proventi delle sanzioni pagate dagli importatori che violano le disposizioni disciplinanti le importazioni di veicoli sono destinati per metà al Fondo per le strade nazionali e il traffico d'agglomerato (FOSTRA) e per l'altra metà a provvedimenti di adattamento.

L'appianamento delle divergenze è stato possibile soltanto con una conferenza di conciliazione. Alla fine, entrambe le Camere hanno accolto la proposta della conferenza di conciliazione di prevedere per ogni volo con aerei privati una tassa pari ad almeno 500 e al massimo a 3000 franchi (progetto: art. 38gquater; legge: art. 51). Hanno inoltre deciso di sanzionare con una multa non soltanto la sottrazione intenzionale della tassa sul CO2 bensì anche la sottrazione per negligenza (disegno: art. 52; legge: art. 71).

Il 25 settembre 2020 le Camere hanno approvato la legge nelle votazioni finali; il Consiglio nazionale con 129 voti contro 59 e 8 astensioni, il Consiglio degli Stati con 33 voti contro 5 e 6 astensioni.

Il 13 giugno 2021 il progetto è stato respinto in votazione popolare dal 51,6 % dei votanti.