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17.1038 · Interrogazione urgente · 2017-06-01

Dipartimento di giustizia e polizia

Liquidato

Wortlaut

Da inizio anno, sono giunti in Italia già oltre 50 000 migranti. Gli alloggi per i rifugiati sono ai limiti delle loro capacità e molti migranti si fanno strada da sé verso nord. Si prevede che entro fine anno 300 000 persone giungeranno in Italia dalla Libia. L'anno scorso erano già 180 000, un nuovo record. La situazione è allarmante, poiché a causa di queste ondate migratorie nei prossimi mesi migliaia di migranti cercheranno di entrare illegalmente in Svizzera. Preghiamo il Consiglio federale di rispondere alle domande seguenti.

1. Che cosa intende fare per tenere sotto controllo questa situazione allarmante e in particolare impedire la migrazione illegale?

2. Che cosa intraprende per impedire l'entrata in Svizzera di migranti con intenti terroristici?

3. Mentre la Germania e l'Austria hanno potenziato i loro controlli alla frontiera meridionale e la Francia quelli alla frontiera sud-orientale, il Consiglio federale non ha ancora distaccato nessun membro della sicurezza militare al fine di migliorare la sicurezza alle frontiere. Per quale motivo?

4. Secondo il rapporto Frontex del 2016, la maggior parte dei migranti in provenienza dalla Libia sono trasferiti, a pochi chilometri dalla costa libica, dalle imbarcazioni dei passatori alle navi di organizzazioni di soccorso. Perché il Consiglio federale sostiene, tramite il budget della DSC, questi sostenitori attivi della migrazione illegale come ad esempio l'organizzazione maltese MOAS (Migrant Offshore Aid Station) e quindi indirettamente le attività di organizzazioni mafiose?

5. Nell'opuscolo in vista della votazione del 5 giugno 2005 su Schengen/Dublino, il Consiglio federale ha parlato di uno sgravio del settore dell'asilo. A quanto ammontavano le spese della Confederazione per il settore dell'asilo nel 2004 e nel 2016?

6. Quante domande d'asilo sono state presentate in Svizzera nel 2013, 2014, 2015, 2016 e nella prima metà del 2017 e quanti casi Dublino (esclusi i casi nel quadro di accordi bilaterali di riammissione) sono stati trasferiti in Italia in questi anni? Il Consiglio federale è consapevole che il sistema Dublino presenta gravi lacune?

7. Qual è stata l'evoluzione dei soggiorni illegali nel 2013, 2014, 2015, 2016 e nella prima metà del 2017?

8. Quanti trasferimenti non accompagnati di richiedenti l'asilo (p. es. da Chiasso ad Altstätten o Kreuzlingen) sono stati effettuati nel 2016 in Svizzera?

9. Il Consiglio federale condivide l'opinione secondo cui la legalizzazione di massa di immigrati nel Canton Ginevra incentiva l'immigrazione illegale in Svizzera?

10. Nel messaggio 2017 sugli immobili del DFF il Consiglio federale chiede 238,3 milioni di franchi per i centri federali d'asilo. In complesso prevede di allestire, per 700 milioni di franchi, una struttura federale permanente per gli immobili nel settore dell'asilo. 700 milioni di franchi dei contribuenti non rappresentano un importo eccessivo per un'ondata migratoria che si spera temporanea? Non sarebbe meglio allestire una struttura provvisoria?

11. Quanti migranti illegali si attende per il 2017, 2018, 2019 e 2020? Qual è la stima del consiglio federale in merito al potenziale migratorio dall'Africa verso l'Europa occidentale? È disposto a potenziare la difesa della frontiera svizzera?

Stellungnahme des Bundesrates

1./11. Fondandosi sui calcoli degli anni precedenti, la Segreteria di Stato della migrazione (SEM) prevede, come scenario più verosimile per il 2017, circa 24 500 (+/- 2500) nuove domande d'asilo. Attualmente non sono possibili previsioni attendibili per gli anni 2018-2020.

Il Consiglio federale osserva costantemente la situazione e ne discute a intervalli regolari con i partner nazionali e internazionali. A livello europeo la Svizzera partecipa a svariate iniziative, ad esempio nel gruppo di contatto Mediterraneo, di cui fanno parte vari Stati del Nord Africa e dell'Europa e che mira in primo luogo a salvare vite umane e combattere la tratta di esseri umani. Il nostro Paese sostiene inoltre lo sviluppo del sistema Dublino al fine di impedire la migrazione secondaria all'interno dell'Europa. Gli anni scorsi il Consiglio federale ha pure potenziato il suo impegno per sostenere le persone bisognose di protezione nelle regioni di provenienza.

Sul piano nazionale, la Confederazione e i Cantoni proseguono la loro consolidata collaborazione tesa a contrastare i movimenti di transito irregolari. Solo nel 2016 il corpo delle guardie di confine (Cgcf) ha trasferito in Italia circa 25 000 persone in virtù dell'accordo bilaterale di riammissione. Dato che la situazione resta instabile, le competenti autorità federali e cantonali hanno elaborato, già nell'aprile 2016, una pianificazione comune d'emergenza per il settore dell'asilo, contenente una chiara ripartizione dei compiti e applicabile a diversi scenari. Nella primavera 2017 la Confederazione e i Cantoni hanno aggiunto vari scenari alla pianificazione d'emergenza.

2. Le autorità federali e cantonali collaborano strettamente al riconoscimento precoce dei migranti che possono mettere in pericolo la sicurezza interna o esterna della Svizzera. La cooperazione è intensa anche in seno alla task force TETRA, che riunisce tutti i servizi federali e cantonali incaricati di combattere il terrorismo ed è diretta dall'Ufficio federale di polizia (Fedpol). La collaborazione si svolge sul piano sia preventivo che penale e ha dato buone prove. Pure la cooperazione internazionale di polizia è potenziata nel quadro di Interpol, Europol nonché dell'attuale cooperazione bilaterale di polizia.

Il Servizio delle attività informative della Confederazione (SIC) controlla inoltre regolarmente i richiedenti nell'ambito della legge federale sugli stranieri (LStr, codice Schengen) o della legge sull'asilo (LAsi). Nel quadro dell'assistenza amministrativa Fedpol sostiene la SEM per chiarire se una persona costituisce un pericolo per la Svizzera. Le persone che minacciano la sicurezza interna o esterna della Svizzera sono allontanate o respinte. Nel 2016 Fedpol ha disposto complessivamente 128 divieti d'entrata, di cui 100 in relazione al terrorismo.

3. Un sostegno da parte della sicurezza militare non è al momento necessario. Durante i mesi estivi la regione guardie di confine IV (Ticino) è potenziata con guardie di confine supplementari, tuttavia a scapito delle altre regioni. Alla fine del 2015 l'Amministrazione federale delle dogane ha ottenuto 48 posti supplementari, validi a pieno effetto da luglio 2017. Ha pure allestito un piano in fasi per vari livelli di gravità che consenta, all'occorrenza, di mobilitare forze di sicurezza aggiuntive provenienti dalla polizia e dall'esercito. La Conferenza dei comandanti delle polizie cantonali della Svizzera (CCPCS) e la Conferenza delle direttrici e dei direttori dei dipartimenti cantonali di giustizia e polizia (CDDGP) stanno pianificando un'operazione intercantonale di polizia (operazione "Migranti17"), che prevede di sostenere le regioni di frontiera con agenti di altri corpi di polizia cantonali, se necessario in ragione di un aumento delle entrate illegali in Svizzera.

4. Come evocato dal Consiglio federale in risposta alla domanda 17.5216, nell'autunno 2016 la Direzione dello sviluppo e della cooperazione ha versato un contributo d'emergenza di 250 000 franchi in favore della Migrant Offshore Aid Station (MOAS), giustificato dalla recrudescenza delle tragedie umane nel Mediterraneo. Secondo le conoscenze attuali, la descrizione di MOAS fatta nell'interrogazione non corrisponde alla realtà. MOAS coordina sempre le sue operazioni di salvataggio con le autorità italiane competenti, agendo su istruzione del Maritime Rescue Coordination Center (MRCC). La quasi totalità dei suoi interventi ha peraltro luogo in acque internazionali.

MOAS non è mai stata indagata per collusione con le reti di passatori e collabora appieno con le autorità competenti in materia di lotta al traffico di esseri umani. Il Consiglio federale è convinto che la situazione nel Mediterraneo richieda sforzi coordinati, in particolare tramite le agenzie Frontex o Europol, sia per salvare persone in pericolo sia per lottare in modo efficace contro il traffico di esseri umani.

5. I costi nel settore dell'asilo dipendono in primo luogo dal numero e dalla composizione dei richiedenti l'asilo. La Svizzera ha registrato 15 061 domande d'asilo nel 2004 e 27 027 nel 2016. La percentuale di persone che hanno giuridicamente diritto alla protezione ammontava al 22 per cento nel 2004 e al 48 per cento nel 2016. La quota delle domande d'asilo in Svizzera rispetto a tutte le domande presentate in Europa era pari al 4,8 per cento nel 2004 e al 2,1 per cento nel 2016. Gli indennizzi versati per l'aiuto sociale dei richiedenti l'asilo, delle persone ammesse provvisoriamente e dei rifugiati sono stati pari a circa 749 milioni di franchi nel 2004 e a circa 1281 nel 2016. In questo lasso di tempo il sistema di finanziamento è stato modificato notevolmente e non è pertanto comparabile. Da un lato si è passati a importi forfettari e dall'altro è stato attuato il blocco dell'aiuto sociale in caso di decisioni definitive di allontanamento.

Il Consiglio federale rileva peraltro che la partecipazione alla cooperazione Dublino ha permesso alla Svizzera di conseguire, tra il 2012 e il 2016, risparmi pari in media a 270 milioni di franchi all'anno nel settore dell'asilo.

6. Dal 1° gennaio 2013 al 30 aprile 2017 sono state presentate 117 818 domande d'asilo (2013: 21 465, 2014: 23 765, 2015: 39 523, 2016: 27 027 e 2017 - fino al 30 aprile -: 6038). La Svizzera esegue procedure Dublino non soltanto con l'Italia, bensì in linea di massima con tutti gli Stati Dublino. Nel periodo menzionato sono state emanate 30 909 decisioni di non entrata nel merito secondo la procedura Dublino, e 6998 persone sono state trasferite in Italia.

Dall'associazione a Dublino, la Svizzera ha complessivamente trasferito in altri Stati Dublino un numero di persone circa sei volte superiore al numero di quelle che ha ripreso. Per i motivi citati, il Consiglio federale non condivide l'opinione secondo cui il sistema Dublino presenti gravi lacune per la Svizzera. Si adopera invece a livello europeo per un ulteriore sviluppo dell'accordo di Dublino al fine di uniformare le condizioni di accoglienza e ripartire in maniera equilibrata le persone in cerca di protezione.

7. Non esiste alcuna statistica esaustiva. Le cifre seguenti illustrano le persone illegalmente in Svizzera fermate sul nostro territorio dal Cgcf. Non includono i fermi da parte dei corpi cantonali di polizia. 2013: 11 992, 2014: 13 117, 2015: 29 934, 2016: 48 162, 2017 (da gennaio ad aprile): 9365. Soggiorni illegali constatati negli aeroporti in occasione della partenza: 2013: 2941, 2014: 2533, 2015: 2542, 2016: 2207, 2017 (da gennaio ad aprile): 682. L'aumento del numero di fermi effettuati dal Cgcf dal 2015 sul territorio nazionale è dovuto anzitutto al fatto che sempre più persone in cerca di protezione non presentano una domanda d'asilo in Svizzera ma la attraversano soltanto per recarsi in un Paese del nord.

8. Nel 2016 è stato avviato il trasferimento senza formalità di 11 795 persone in un altro centro di registrazione e di procedura (CRP).

Trasferimenti senza formalità dal CRP (partenze)Arrivi previsti nei CRP di destinazione

PersonePercentualePersonePercentualeChiasso10 79591,5%240,2%Vallorbe4343,7%152612,9%Altstätten2852,4%>202317,2%Kreuzlingen1551,3%244320,7%Basilea1271,1%238720,2%Berna00,0%166014,1%Centro di test di Zurigo00,0%173214,7%

Da quando nell'estate 2016 si è registrato un sensibile aumento dei richiedenti spariti durante questi trasferimenti senza formalità, circa tre quarti dei trasferimenti da Chiasso sono effettuati in maniera controllata tramite autobus. In tal modo il numero delle persone sparite durante il trasferimento è sceso da 1100 (giugno a agosto 2016) a 107 (ottobre a dicembre 2016) al mese. Dall'inizio del 2017 questo numero si aggira in media attorno a 27 persone scomparse al mese.

9. Dall'inizio dell'operazione ginevrina Papyrus, nell'autunno 2015, la SEM ha regolarizzato, nella procedura di approvazione, 705 persone. Finora non si può quindi parlare di una regolarizzazione di massa di clandestini. Questa operazione, che si fonda in particolare sull'articolo 30 capoverso 1 lettera b e capoverso 2 LStr nonché sull'articolo 31 OASA, prevede criteri di regolarizzazione severi. Oltre a un soggiorno minimo di dieci anni (per le persone non coniugate) o di cinque anni (per le famiglie con figli scolarizzati), devono essere adempiute le condizioni ordinarie, ossia in particolare un'integrazione riuscita (conoscenze linguistiche sufficienti, nessun precedente penale, nessun aiuto sociale, nessun procedimento esecutivo, reddito regolare). Le autorità ginevrine si sono pure impegnate a intensificare la lotta al lavoro nero. L'operazione Papyrus è limitata fino alla fine del 2018 e sarà valutata in maniera esaustiva dall'Università di Ginevra.

10. L'approntamento di una struttura federale permanente per gli edifici nel settore dell'asilo si fonda su un mandato del popolo, che il 5 giugno 2016 ha accolto a grande maggioranza la revisione della legge sull'asilo. La revisione prescrive, quale elemento centrale dell'accelerazione della procedura d'asilo, l'allestimento di centri federali d'asilo. Conformemente al messaggio del Consiglio federale del 3 settembre 2014 concernente la modifica della legge sull'asilo, per l'approntamento dei necessari centri federali d'asilo potrebbero essere necessari investimenti fino a 583 milioni di franchi. Non è vero che la Confederazione dovrà versare 700 milioni. La velocizzazione della procedura d'asilo permetterà di conseguire importanti risparmi a livello di Confederazione e Cantoni, in particolare nell'ambito dell'aiuto sociale. L'allestimento e lo smantellamento di un'infrastruttura provvisoria verrebbe a costare di più dell'infrastruttura permanente auspicata. La Confederazione e i Cantoni concordano peraltro sul fatto che la Confederazione necessita di almeno 5000 posti permanenti per garantire una registrazione ordinata anche in caso di grande afflusso di richiedenti l'asilo.

Risposta del Consiglio federale.

Impedire l'esplosione dei costi dell'asilo e la migrazione illegale | Lexipedia | Lexipedia