17.3018 · Postulato · 2017-02-27
Dipartimento della difesa, della protezione della popolazione e dello sport
Liquidato
Wortlaut
Il Consiglio federale è invitato a illustrare in un rapporto (eventualmente in un rapporto complementare al rapporto sulla politica di sicurezza):
1. quale valore di riferimento (Stati benchmark) utilizza per quanto riguarda le spese di difesa e lo sviluppo delle forze armate (incluso motivazione);
2. l'influsso che l'obiettivo della NATO del 2 per cento del PIL per le spese per la difesa ha sugli Stati benchmark;
3. quali sono le ripercussioni per la nostra difesa nel caso di spese per la difesa relativamente in calo, relativamente costanti e relativamente in aumento rispetto al prodotto interno lordo (PIL);
4. come, nel caso di spese per la difesa relativamente in crescita (valore obiettivo del 2 per cento del PIL), sia possibile risparmiare mediante la riduzione dei compiti per non nuocere al freno delle spese.
Begründung
La Svizzera non è membro della NATO. In qualità di Stato neutrale l'adesione a tale organizzazione non è auspicata. Gli obiettivi posti dalla NATO non sono quindi vincolanti. Tuttavia, la Svizzera è circondata geograficamente da Paesi membri della NATO. L'impegno stabilito dalla NATO nel settembre 2014 in occasione del vertice in Galles, secondo il quale a partire dal 2024 ogni stato membro dovrà impiegare almeno il 2 per cento del proprio PIL a favore della difesa, si basa su un'analisi aggiornata della politica di sicurezza in Europa e al di fuori dei suoi confini. Tale decisione è motivata oltre che dall'enorme dipendenza dalle forze armate degli Stati Uniti, in particolare dalla nuova situazione nell'Europa dell'Est e nel Vicino Oriente e i relativi rischi per gli Stati europei. Da un lato, la Svizzera non può sottrarsi a questi rischi; dall'altro la NATO si aspetta un contributo in tal senso nel quadro delle cooperazioni con i propri partner.
Attualmente la Svizzera impiega solo lo 0,8 per cento circa del proprio PIL per la difesa e fa parte di quei Paesi che investono meno nella più importante garanzia per la popolazione e il nostro benessere. A medio termine l'attuale impiego di risorse finanziarie è chiaramente insufficiente per poter affrontare in modo efficace le nuove imminenti forme di pericolo. La Svizzera deve essere intenzionata e in grado di garantire la propria difesa. Oggi non è così. Ci si domanda quindi se ed entro quando la Svizzera intenda raggiungere l'obiettivo posto dalla NATO ai suoi Stati membri che prevede l'impiego del 2 per cento del PIL a favore della difesa.
Antrag des Bundesrates
Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.
Stellungnahme des Bundesrates
Il Consiglio federale riconosce che, rispetto ad altri Paesi, la Svizzera impiega solo una percentuale relativamente esigua del proprio prodotto interno lordo (PIL) per la difesa nazionale (circa 0,7 per cento). Per un paragone con altri Stati non si possono considerare solo le spese militari (attualmente pari a circa 4,5 miliardi di franchi), ma bisogna anche includere le spese per le componenti non militari della difesa nazionale (circa 250 milioni di franchi) nonché le indennità di perdita di guadagno corrisposte ai militari. Attualmente l'ammontare complessivo di tali spese per la difesa nazionale rappresenta circa lo 0,8 per cento del PIL. Aumentando il budget dell'esercito a 5 miliardi di franchi l'anno, probabilmente entro il 2020, tale quota aumenterà a circa 0,9 per cento.
La Svizzera non stabilisce le proprie spese per la difesa nazionale in funzione di quelle di altri Stati o organizzazioni internazionali come la NATO o l'UE. Il nostro Paese mira piuttosto a identificare le minacce e i pericoli che lo riguardano, a rinnovare l'equipaggiamento secondo i propri bisogni e a utilizzare le risorse finanziare previste dal budget federale tenendo debitamente in considerazione il freno alle spese.
La decisione di incrementare i mezzi a disposizione dell'esercito è stata presa già qualche anno fa dal Parlamento e dal Consiglio federale. Quest'ultimo riconosce che con il rinnovo della difesa aerea nel suo complesso, (incluso l'acquisto di un nuovo aereo da combattimento), ma anche di altri sistemi importanti che raggiungeranno il limite della durata di utilizzazione negli anni 2020, l'esercito dovrà affrontare sfide finanziarie importanti.
Il Consiglio federale non intende incrementare le spese per la difesa nazionale al 2 per cento del PIL. Tale quota - al momento in cifre assolute non meno di 13 miliardi di franchi - non è attualmente compatibile con la sua politica finanziaria e non è tantomeno giustificabile dal punto di vista della sicurezza.
Alla luce di tali considerazioni, il Consiglio federale ritiene che l'allestimento del rapporto suggerito dal presente postulato non porterebbe alcun vantaggio.
Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.