17.302 · Iniziativa cantonale · 2017-02-23
Parlamento
Liquidato
Wortlaut
Fondandosi sull'articolo 160 capoverso 1 della Costituzione federale, il Cantone del Vallese presenta la seguente iniziativa:
Il Gran Consiglio del Cantone del Vallese riprende il testo dell'iniziativa del Cantone del Ticino e chiede a sua volta all'Assemblea federale:
1. che la legislazione ridefinisca la procedura per la modifica della rete territoriale degli uffici postali nel senso che, a seguito dei reclami presentati alla PostCom, quest'ultima si pronunci con una decisione formale impugnabile e non con una semplice raccomandazione;
2. che anche i cittadini possano con una raccolta di firme, pari nel numero a quelle necessarie per una iniziativa comunale, opporsi alla decisione di chiusura di un ufficio postale davanti alla Postcom;
3. che venga operata una riflessione di fondo sull'adeguatezza dei criteri di raggiungibilità posti dall'articolo 33 della Ordinanza sulle poste (in particolare, sul requisito del 90 per cento e sulla congruità del concetto di regioni di pianificazione);
4. che la legge preveda un maggior numero di servizi offerti dalle agenzie postali e di migliore qualità, elevando altresì le condizioni di formazione e di lavoro del personale assunto nelle agenzie.
Begründung
Il 12 dicembre 2016 il Gran Consiglio del Cantone del Ticino ha deciso, senza controproposta, fondandosi sull'articolo 160 capoverso 1 della Costituzione federale di presentare all'Assemblea federale un'iniziativa cantonale con la quale chiede di migliorare la qualità della rete di uffici postali e di rafforzare le autorità comunali nelle questioni inerenti alla distribuzione territoriale.
Il Cantone del Ticino ha presentato questa iniziativa per i seguenti motivi:
"Negli ultimi anni sono state decise in maniera unilaterale da parte della Posta molte chiusure di uffici postali, in alcuni casi trasformate in agenzie postali con servizi all'utenza nettamente inferiori rispetto a un regolare ufficio postale ...
Ad ogni chiusura o trasformazione di un ufficio postale, la Posta informa in maniera puramente formale le autorità comunali senza peraltro dover tener veramente conto del loro preavviso. Anche qualora queste ultime dovessero adire la Commissione federale delle poste (Postcom), è la Posta ad avere l'ultima parola sulla rete di distribuzione territoriale dei suoi uffici postali, siccome la Postcom emana una semplice raccomandazione.
Di fatto, oggi la Posta definisce autonomamente l'assetto della distribuzione territoriale dei suoi uffici postali senza che esista la possibilità di agire formalmente e in maniera coercitiva contro operazioni di ottimizzazione finanziaria, magari a discapito del servizio alla sua utenza.
In realtà le autorità comunali sono fra gli organi democratici più legittimati nella valutazione dei bisogni attuali e futuri della popolazione locale in merito ai servizi pubblici. Occorre quindi a nostro avviso rafforzare il ruolo dei Comuni nella definizione della rete territoriale degli uffici postali, mediante una modifica della legge federale.
La legge attuale prevede invero già un obbligo della Posta di consultare le autorità comunali nell'ambito della procedura ordinaria di modifica della rete territoriale degli uffici postali, ma tale consultazione non deve ridursi ad una mera formalità. Inoltre, anche ai cittadini deve essere data la possibilità di adire la PostCom, nelle stesse modalità di una iniziativa popolare comunale. I reclami inoltrati alla PostCom devono poi sfociare in una decisione formale impugnabile. In questo modo agli opponenti è data la possibilità di ricorso al Tribunale amministrativo federale.
Inoltre, per continuare ad assicurare il miglior servizio postale, auspichiamo un adeguamento delle agenzie postali a standard più alti e maggiormente vicini agli uffici postali, sia per quanto attiene ai servizi offerti, sia in relazione alla formazione e allo statuto del personale impiegato nell'agenzia.
Ci chiediamo se anche la definizione stessa di rete postale non debba venir rivalutata, da una parte per verificare il servizio nelle regioni periferiche dopo le recenti modifiche, e dall'altra per tenere effettivamente in considerazione le esigenze dei cittadini in relazione ai cambiamenti più recenti, che oggi toccano ormai (anche) i comuni di media grandezza."
L'Ufficio condivide queste constatazioni del Cantone del Ticino e dà seguito ai postulati urgenti Théoduloz (4.0166) e Di Blasi (4.0224), accolti dal Parlamento. Esso chiede al Gran Consiglio di sostenere presso le Camere federali l'iniziativa ticinese.