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17.3051 · Interpellanza · 2017-03-02

Dipartimento degli affari esteri

Liquidato

Wortlaut

Secondo quanto riportato il 29 gennaio 2017 dalla "Schweiz am Sonntag", l'ex ministro dell'interno del Gambia Ousman Sonko ha fatto richiesta d'asilo in Svizzera. In realtà la sua richiesta d'asilo era stata presentata dapprima in Svezia ma, in virtù della Convenzione di Dublino, la Svezia ha potuto trasferire alla Svizzera la responsabilità del caso dell'ex ministro. Stando a quanto affermano gli attivisti dei diritti umani citati nell'articolo, Sonko è responsabile di aver ordinato torture e altri crimini in Gambia sotto il governo dell'ex presidente Yahya Jammeh. Secondo i media, l'ambasciata svizzera ha rilasciato un visto Schengen all'ex ministro dell'interno a causa di un precedente invito a una conferenza internazionale a Ginevra. A questo proposito chiedo al Consiglio federale di rispondere alle seguenti domande:

1. Il Consiglio federale ritiene che il Gambia, sotto il presidente Jammeh, fosse una dittatura o uno Stato di non diritto? Perché?

2. Quanti visti (per scopi ufficiali) ha ottenuto Sonko dalla Svizzera?

3. La nostra ambasciata era consapevole del particolare profilo di Sonko al momento del rilascio del visto?

4. Quando è stato rilasciato il visto per Sonko dall'ambasciata? Qual era la durata di tale visto? Il Consiglio federale può confermare che l'ambasciata di Svizzera a Dakar ha rilasciato un visto d'ingresso Schengen multiplo?

5. È una prassi che le ambasciate svizzere rilascino visti d'ingresso multipli a membri di governo stranieri, anche se in determinate circostanze hanno commesso violazioni dei diritti umani (Sonko è potuto entrare senza problemi dalla Svezia in Svizzera), affinché possano spostarsi liberamente all'interno dello spazio Schengen (anche per questioni private)? Il Consiglio federale non ritiene che tale comportamento possa essere problematico? Se sì: le nostre ambasciate sono consapevoli delle conseguenze negative sulla reputazione della Svizzera e sono sensibilizzate in merito?

6. Stando ai media, nel centro d'accoglienza Sonko ha goduto di un trattamento privilegiato. Tale trattamento gli è stato riservato anche nel rilascio del visto svizzero?

7. Sul sito Internet dell'ambasciata svizzera a Dakar si legge che chiunque faccia richiesta di un visto è tenuto a presentarsi di persona presso la rappresentanza all'estero per poter consegnare la necessaria documentazione. Sonko ha soddisfatto questa condizione o è stato esonerato da tale obbligo? Se è stato esonerato, chi ha consentito tale deroga (ambasciatrice/console)?

Stellungnahme des Bundesrates

1. È fuori discussione che il Gambia durante il regime del presidente Jammeh non fosse uno Stato democratico. La Svizzera ha seguito l'evolversi della situazione nel Paese e si è espressa nelle sedi idonee. Nel settembre del 2016, per esempio, durante la 33a sessione del Consiglio dei diritti umani, ha preso posizione in merito all'arbitrario arresto di alcuni difensori dei diritti umani. Non spetta tuttavia al Consiglio federale decidere se un singolo Stato sia o no una dittatura e qualificarlo come tale.

2. Dal 2007 in poi, durante il suo mandato come ministro dell'interno, Ousman Sonko ha partecipato a varie conferenze internazionali a Ginevra, in particolare conferenze organizzate dall'ONU. Per questi viaggi sono stati rilasciati diversi visti. Gli ultimi risalgono al 2014/15:

- 17 giugno 2014 a 17 luglio 2014, validità 31 giorni/visto d'ingresso multiplo;

- 28 settembre 2014 a 27 settembre 2015, validità 90 giorni/visto d'ingresso multiplo;

- 3 ottobre 2015 a 2 ottobre 2016, validità 90 giorni/visto d'ingresso multiplo.

3. La Svizzera ha rilasciato visti a Ousman Sonko esclusivamente nel quadro della sua funzione di ministro dell'interno, in quanto rappresentante del suo Paese, per viaggi effettuati in occasione di conferenze internazionali o di incontri bilaterali con rappresentati dell'amministrazione federale svizzera.

Come Stato ospite la Svizzera è tenuta a garantire l'indipendenza e la libertà di azione delle organizzazioni internazionali che si trovano sul suo territorio. A questo scopo facilita l'ingresso di rappresentanti di uno Stato invitati a partecipare a conferenze internazionali.

4. L'ambasciatore svizzero a Dakar ha rilasciato l'ultimo visto per Ousman Sonko il 29 settembre 2015. Il visto era valido dal 3 ottobre 2015 al 2 ottobre 2016. Si trattava di un visto d'ingresso multiplo.

5. È normale che ai membri di un governo siano concessi visti per viaggi ufficiali. Se contro queste persone sono state emanate delle sanzioni la Svizzera prende innanzitutto contatto con l'organizzazione che ha fatto l'invito per capire se la loro presenza è ritenuta effettivamente indispensabile. Per la decisione finale è determinante il motivo del viaggio. Contro Ousman Sonko non erano comunque state emanate sanzioni.

Come già specificato, in quanto Stato ospite e per consentire il buon funzionamento della Ginevra internazionale, la Svizzera assicura l'indipendenza e la libertà di azione delle organizzazioni internazionali; spetta alle organizzazioni internazionali decidere chi intendono invitare alle loro conferenze e ad altri eventi. Di solito questi inviti sono rivolti ai governi degli Stati interessati che decidono autonomamente da chi vogliono essere rappresentati.

6. La SEM era al corrente del profilo di Ousman Sonko fin dall'avvio della procedura di asilo e ha preso le necessarie misure in merito. Si è in particolare evitato di alloggiare Sonko insieme ad altri richiedenti l'asilo del Gambia. Ma una volta assegnati a un Cantone, l'alloggio dei richiedenti l'asilo è di competenza delle autorità cantonali. Nel quadro della procedura di asilo non è stato concesso a Sonko alcuno statuto speciale e non gli è stato riservato alcun trattamento privilegiato.

La procedura di rilascio di un visto d'ingresso multiplo è disciplinata dal codice dei visti Schengen. Il visto per il signor Sonko è stato emesso su questa base.

7. Sempre in conformità con il codice dei visti Schengen, dato che il signor Sonko aveva più volte utilizzato in modo corretto vari visti Schengen per le attività connesse alla sua funzione di ministro non è stato necessario un colloquio personale. Dall'aprile del 2016 inoltre il colloquio personale non è più obbligatorio se nei precedenti 59 mesi sono già state depositate le impronte digitali richieste per il rilascio di un visto Schengen.

Quest'ultimo punto viene specificato anche sul sito dell'ambasciata svizzera a Dakar: https://www.eda.admin.ch/countries/senegal/fr/home/visa/entree-ch/jusq-a-90-jours/documents-schengen.html.

Risposta del Consiglio federale.