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Continuare a coinvolgere il settore agroalimentare svizzero negli sforzi per ridurre le situazioni di carestia a livello mondiale. Portare avanti in modo adeguato gli aiuti alimentari con prodotti lattieri di origine svizzera

17.3127 · Mozione · 2017-03-15

Dipartimento degli affari esteri

Liquidato

Wortlaut

Sulla base dell'"Internal evaluation of Swiss Confederations Food Aid Programme" dell'Alta scuola di scienze agronomiche, forestali e alimentari, il Consiglio federale è invitato a mantenere gli aiuti alimentari con prodotti lattieri di origine svizzera, nella misura attuale e in modo adeguato.

Begründung

Nello studio summenzionato, gli aiuti alimentari con latte in polvere hanno ricevuto una valutazione sostanzialmente positiva. Il programma apporta benefici ed è efficiente. È possibile migliorare l'incisività, l'importanza e i risultati del programma e, in tre dei quattro scenari delineati, gli autori dello studio propongono di portarlo avanti attuando alcune modifiche. La DSC intende applicare la variante più estrema proposta dallo studio, ovvero la cancellazione del programma, mentre lo studio ne legittimerebbe la continuazione.

Contrariamente alle misure adottate da altri Paesi, i prodotti lattieri svizzeri vengono impiegati in regioni in cui sono scarsi e quindi il mercato locale non soffre per questa ingerenza.

Occorre inoltre menzionare che il latte svizzero è associato a un'immagine positiva e viene considerato un prodotto particolarmente sano e naturale. E quindi la Svizzera fa opera buona fornendo, al posto dei soli finanziamenti, un genere alimentare locale e prodotto in modo sostenibile quale gesto simbolico di condivisione fraterna. Nel mondo molti considererebbero questo fatto ragionevole.

Nel 2016 la DSC ha trovato un accordo con l'industria lattiera sulle modalità del programma e risulta incomprensibile che, a pochi mesi di distanza, questo accordo venga disdetto senza proporre una valida alternativa.

Pertanto gli aiuti alimentari con prodotti lattieri svizzeri, per un volume di 20 000 tonnellate di equivalenti latte, devono essere portati avanti in forma adeguata. E affinché la relativa produzione di latte rimanga sostenibile anche sotto il profilo economico, per la materia prima (latte) è necessario corrispondere il prezzo per i prodotti di segmento A. Un'eventuale differenza rispetto al prezzo effettivamente calcolato dev'essere considerata una donazione da parte dei produttori di latte svizzeri (nel 2016 complessivamente almeno 2 milioni di franchi oppure il 10 per cento della corrispondente voce di bilancio della Confederazione).

Antrag des Bundesrates

Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.

Stellungnahme des Bundesrates

Il Consiglio federale condivide la richiesta di portare avanti in modo adeguato il programma di aiuti alimentari. Ritiene tuttavia opportuno apportare alcune modifiche al programma attuale sulla base della valutazione commissionata dal DFAE nel 2015 e menzionata dall'autore della mozione.

Il rapporto di valutazione sul programma di aiuti alimentari è stato pubblicato (in inglese) a maggio 2016 (www.admin.ch > Documentazione > Studi > Numero della referenza 2016.682). Secondo questa valutazione, in alcuni Paesi dove la denutrizione è cronica, come per esempio in Corea del Nord, il Programma alimentare mondiale (PAM) dell'ONU continua a impiegare latte in polvere. Nelle crisi alimentari, invece, un aiuto vincolato sotto forma di forniture di latte in polvere non è adatto per garantire la necessaria assistenza in tempi rapidi a un numero il più possibile elevato di persone bisognose (cfr. pagg. 25, 35 e segg. e 91 della valutazione).

Nelle situazioni di carestia è sempre più diffuso l'impiego di pacchi di generi alimentari proteici, la cui produzione rappresenta comunque un'opportunità di mercato per le aziende svizzere di trasformazione del latte. Per garantire un programma più pertinente, mirato ed efficiente, il DFAE ha quindi deciso di rendere più flessibili gli aiuti alimentari con prodotti lattieri svizzeri e di destinare integralmente le relative risorse finanziarie al Programma alimentare mondiale dell'ONU a partire dal 2018. Il Consiglio federale esorta tuttavia il PAM, in caso di acquisto di latte in polvere (p. es. per la Corea del Nord), a dare la priorità ai fornitori svizzeri se il latte in polvere in questione è prodotto con latte del segmento B.

Come ha affermato il Consiglio federale nel suo parere relativo alla mozione Bertschy 16.4135, "con questa nuova prassi, inoltre, la Svizzera adempie gli impegni assunti nel quadro della Dichiarazione di Parigi sull'efficacia degli aiuti, della decisione della conferenza ministeriale dell'OMC a Nairobi del dicembre 2015 e della Convenzione sull'assistenza alimentare ratificata nel 2012".

L'agricoltura continua a rivestire un ruolo importante nell'aiuto umanitario e nella cooperazione allo sviluppo anche al di là degli aiuti alimentari. La DSC mette l'agricoltura e la sicurezza alimentare al primo posto nell'ambito della cooperazione bilaterale allo sviluppo. Sia la DSC sia l'Ufficio federale dell'agricoltura si impegnano attivamente per migliorare la sicurezza alimentare, garantire la conservazione delle risorse naturali e assicurare redditi adeguati nell'agricoltura. Il 23 marzo 2017 i due uffici hanno firmato un accordo di cooperazione per sfruttare in modo ancora più mirato le sinergie. L'impegno di entrambi gli uffici a favore della sicurezza alimentare nel mondo giova anche all'agricoltura svizzera: grazie al partenariato della DSC con il consorzio internazionale dei centri di ricerca agricola (Gruppo consultivo per la ricerca agricola internazionale, CGIAR), i coltivatori di piante svizzeri possono usufruire delle banche dei geni delle piante coltivate in tutto il mondo messe a disposizione dal CGIAR.

Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.

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