17.3160 · Interpellanza · 2017-03-16
Dipartimento dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni
Liquidato
Wortlaut
Il numero di superfici inventariate o protette in altro modo è in continua crescita; spesso ciò avviene nel quadro di misure all'insegna dell'ecologia e della biodiversità. È evidente che queste superfici protette sono ubicate prevalentemente nelle regioni rurali e montane, ovvero proprio nelle regioni del nostro Paese con un'economia tendenzialmente debole. Questa protezione, sovradimensionata rispetto a quella nei Cantoni urbani, ostacola spesso lo sviluppo economico di queste zone del Paese, una situazione che mina le misure di sostegno o, peggio ancora, in parte non consente nemmeno la loro attuazione.
Tenuto conto di quanto esposto, chiedo al Consiglio federale di rispondere alle domande seguenti.
1. Come si sono sviluppate negli ultimi dieci anni le superfici inventariate o protette in altro modo all'insegna dell'ecologia e della biodiversità?
2. Come sono oggi ripartite dette superfici (corsi e specchi d'acqua esclusi) fra i singoli Cantoni e come si è sviluppata questa ripartizione nel periodo sopra indicato?
3. La Confederazione conosce le percentuali di superficie cantonale inventariate o protette in altro modo secondo le prescrizioni legislative federali?
4. Nell'ambito delle sue decisioni e delle sue considerazioni strategiche fino a che punto il Consiglio federale riflette su come prevenire nelle regioni rurali e montane i conflitti tra gli interessi di utilizzazione e quelli di protezione? Pondera in tal ambito anche le priorità da fissare?
5. Se il Consiglio federale si schiera a favore dello sviluppo economico delle regioni rurali e montane secondo la domanda 4, può citare esempi del recente passato, affrontati in questo senso (la domanda non si riferisce a decisioni prese nell'interesse del Paese, ad es. condotte, ecc.)?
6. Nell'ambito delle misure di protezione istituite recentemente o di eventuali misure di protezione supplementari o previste in futuro, si contempla, in compenso, anche di abolire la protezione di determinate superfici o di escluderle dall'inventario?
Stellungnahme des Bundesrates
1.-3. La protezione delle zone pregiate è sancita dall'articolo 78 della Costituzione federale (RS 101) ed è concretizzata in diverse basi giuridiche. Essa è di grande rilevanza per l'economia: nell'UE si stima che i costi annui per il mancato intervento e la conseguente riduzione delle prestazioni della biodiversità a carico dell'economia e della società ammonteranno, entro il 2050, al 4 per cento circa del prodotto interno lordo.
Per questo motivo, nel 2012 il Consiglio federale ha approvato la Strategia Biodiversità Svizzera, includendovi una panoramica delle superfici importanti per la biodiversità. La statiscita delle superfici, basata su dati parzialmente aggiornati, è la seguente:
- le zone protette nazionali coprono 258 000 ettari ovvero il 6,24 per cento del territorio svizzero. Esse comprendono: il Parco nazionale svizzero, biotopi di interesse nazionale, riserve di uccelli acquatici e migratori, le bandite federali di caccia e la zona centrale del Parco naturale periurbano Zürich-Sihlwald;
- i Cantoni hanno delimitato 99 998 ettari a titolo di riserve forestali (stato 2014);
- per le altre categorie di zone protette (biotopi d'importanza regionale e locale ivi incluse le zone cuscinetto, i siti Ramsar e le zone Smeraldo, le riserve naturali di terzi) la Confederazione stima una superficie complessiva di 144 000 ettari. Tuttavia, a causa della mancanza di dati georeferenziati sulle superfici, la Confederazione non dispone di indicazioni precise al riguardo.
Negli ultimi dieci anni la superficie delle zone protette nazionali è aumentata in misura significativa soltanto in seguito all'inventario dei prati e pascoli secchi stilato nel 2010 (21 557 ettari). In generale, emerge che la qualità ecologica delle zone protette sta diminuendo e che va quindi migliorata per mantenerne la funzionalità. Nello stesso periodo, la superficie delle riserve forestali cantonali è quasi raddoppiata. Per le altre categorie di zone protette cantonali la Confederazione non dispone di cifre specifiche.
Le zone protette nazionali sono così ripartite fra i Cantoni:
CantoneSuperficie zone protette nazionali (ha e % del territorio cantonale)Argovia2665 ha 1,9 %Appenzello Esterno960 ha 4 %Appenzello Interno1855 ha 10,8 %Basilea Campagna444 ha 0,9 %Basilea Città29 ha 0,8 %Berna31 645 ha 5,3 %Friburgo7477 ha 4,5 %Ginevra4046 ha 14,3 %Glarona12 982 ha 19 %Grigioni50 738 ha 7,1 %Giura1365 ha 1,6 %Lucerna4370 ha 2,9 %Neuchâtel2657 ha 3,3 %Nidvaldo3178 ha 11,5 %Obvaldo6235 ha 12,7 %Sciaffusa530 ha 1,8 %Svitto11 563 ha 12,7 %Soletta1105 ha 1,4 %San Gallo9 435 ha 4,7 %Turgovia1930 ha 2 %Ticino13 604 ha 4,8 %Uri8767 ha 8,1 %Vallese51 034 ha 9,8 %Vaud24 219 ha 7,5 %Zugo669 ha 2,8 %Zurigo4489 ha 2,6 %
4./5. Nel 2015 il Consiglio federale ha adottato il rapporto "Politica della Confederazione per le aree rurali e le regioni montane", formulandovi il seguente obiettivo: "Tutelare e valorizzare le risorse naturali". La buona qualità dell'ambiente e del paesaggio di queste zone costituisce un notevole vantaggio competitivo e un fattore centrale dell'attrattiva della Svizzera, in particolare per il turismo e il reclutamento di lavoratori altamente qualificati. Spetta alla Confederazione e ai Cantoni conservare e promuovere queste qualità ambientali collegandole con lo sviluppo economico degli spazi rurali e delle regioni montane. La Confederazione sostiene queste aree in diversi modi, per esempio tramite la politica in materia di parchi e la nuova politica regionale come pure attraverso progetti di sviluppo regionale nel settore agricolo, progetti per il turismo o la promozione dei siti del patrimonio dell'umanità dell'Unesco. L'efficacia di questi strumenti federali può essere dimostrata con l'esempio del Parco nazionale svizzero, in Engadina, che con il solo turismo estivo genera un valore aggiunto pari a 19,5 milioni di franchi.
La Confederazione si adopera, affinché i potenziali conflitti d'interesse vengano ridotti al minimo grazie a un'informazione reciproca precoce e una pianificazione attenta. Essa assolve questo compito nel quadro di gruppi di lavoro tematici e della Conferenza sull'assetto del territorio. In particolare sostiene l'elaborazione di strategie regionali che contribuiscono a trovare soluzioni a conflitti d'interesse. Inoltre versa indennizzi ai gestori (p. es. nei settori della selvicoltura e dell'agricoltura) per le maggiori spese legate alla cura di spazi vitali degni di protezione o il loro mancato utilizzo.
6. Negli scorsi anni, alcune bandite federali di caccia e riserve di uccelli acquatici e migratori sono state spostate nel pieno rispetto delle loro caratteristiche quantitative e qualitative, per consentire lo sviluppo economico e ottimizzare in termini spaziali l'utilizzo e la protezione (p. es. sviluppo del turismo nella regione del Titlis, sviluppo dell'agglomerazione nella pianura dell'Orbe). La realizzazione di progetti ad esempio a scopo turistico o industriale, infine, non è vietata neanche nelle zone protette federali, com'è dimostrato dagli esempi dell'Arena Bianca di Flims/GR o delle superfici industriali a Lens/VS.
Risposta del Consiglio federale.