17.3192 · Postulato · 2017-03-16
Dipartimento dell'economia, della formazione e della ricerca
Liquidato
Wortlaut
Il Consiglio federale è incaricato di adeguare la strategia di politica economica esterna formulata nel 2004 (e parzialmente riveduta nel 2012) alle condizioni quadro drasticamente mutate. La nuova strategia dovrà soprattutto chiarire come è possibile preservare gli interessi dei settori orientati all'economia nazionale (in particolare l'agricoltura) in modo da poter cogliere le opportunità disponibili per concludere nuovi accordi di libero scambio.
Begründung
L'attuale strategia di politica economica esterna deve essere riformulata, da un lato, perché la liberalizzazione degli scambi commerciali a livello multilaterale e regionale (OMC, TTIP/TiSA, TTP, ecc.) è rallentata, se non addirittura fallita, e si aprono diversi scenari per la futura regolamentazione dell'accesso degli Stati terzi al mercato interno dell'UE (dopo che l'UE e il Regno Unito avranno definito le modalità della Brexit) e, dall'altro, per le ripercussioni strutturali della digitalizzazione sulle catene del valore di molti rami dell'economia svizzera.
Le aziende svizzere che producono merci e forniscono servizi destinati ai mercati internazionali necessitano al più presto di un accesso per quanto possibile non discriminatorio a questi mercati, per resistere alla concorrenza globale e quindi assicurare anche in futuro il benessere della Svizzera quale Paese esportatore per eccellenza.
Per poter sfruttare le opportunità della politica economica esterna a favore dell'intera economia occorre tenere conto anche delle richieste e delle resistenze dei settori orientati in diversa misura all'economia interna, come quello dell'agricoltura. A questo scopo i nuovi accordi di libero scambio non dovranno solamente migliorare l'accesso ai mercati esteri per le esportazioni svizzere - comprese quelle di prodotti agricoli -, ma anche assicurare che i cambiamenti strutturali che risulteranno necessari vengano adeguatamente ammortizzati. Ciò è particolarmente importante perché gli Stati fanno sempre più fatica a escludere singoli rami dell'economia dalle regolamentazioni generali sull'accesso ai mercati.
La nuova strategia di politica economica esterna dovrà anche illustrare come la Svizzera intende reagire a eventuali decisioni (p. es. dazi di importazione) prese da Stati che vogliono isolare i loro mercati e come, in quanto Paese aperto, può trarre benefici per la propria economia grazie a una strategia intelligente.
Antrag des Bundesrates
Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.
Stellungnahme des Bundesrates
La politica economica esterna della Svizzera, definita nel 2004 e rafforzata nel 2011 (www.seco.admin.ch > Servizi e pubblicazioni > Economia esterna > Politica economica esterna > Rapporti sulla politica economica esterna 2004 e 2011), si basa su tre pilastri: primo miglioramento dell'accesso ai mercati esteri e normativa internazionale, secondo politica del mercato interno e terzo contributo allo sviluppo economico dei Paesi partner. Il Consiglio federale è consapevole delle sfide legate ai recenti sviluppi internazionali di cui parla l'autore del postulato e si impegna attivamente nell'ambito dell'OMC e per favorire la conclusione di accordi di libero scambio o di altro tipo volti a migliorare le condizioni di accesso ai mercati per gli esportatori svizzeri. Allo stesso tempo cerca di consolidare e sviluppare le relazioni bilaterali tra la Svizzera e l'UE per poter mantenere e ampliare il nostro accesso al mercato interno dell'UE. Alla luce di tutto questo, il Consiglio federale ritiene che la strategia di politica economica esterna del nostro Paese si sia dimostrata efficace e che risulti tuttora appropriata. Per attuarla il Consiglio federale tiene continuamente conto dei recenti sviluppi. Lo scorso gennaio, per esempio, ha presentato il rapporto sulle principali condizioni quadro per l'economia digitale, con cui intende creare un contesto favorevole per le imprese svizzere affinché possano sfruttare al meglio le opportunità offerte dalla digitalizzazione. Sempre nell'ambito della sua strategia, nei rapporti sulla politica economica esterna 2014 e 2016 il Consiglio federale ha approfondito due tematiche: rafforzare la competitività della Svizzera nelle catene globali del valore e sfruttare il potenziale della globalizzazione e della digitalizzazione. Il Consiglio federale non ritiene quindi necessari cambiamenti sostanziali della sua strategia, dato che i tre pilastri su cui si fonda permettono di adattare le priorità in funzione degli sviluppi sul piano internazionale. Essa offre inoltre una sufficiente flessibilità per poter considerare a medio termine i cambiamenti delle condizioni quadro a livello nazionale.
Nel complesso il Consiglio federale condivide la posizione espressa nel postulato e ritiene che, in periodi di incertezza a livello di politica commerciale internazionale, sia necessario disporre di una strategia a medio termine comprendente apposite linee guida e priorità. Questo è proprio ciò che offre l'attuale strategia di politica economica esterna del Consiglio federale, che permette di reagire in modo appropriato di fronte alle incertezze. Relativamente alle questioni sollevate dall'autore del postulato riguardo all'agricoltura, il Consiglio federale si appresta a rispondervi nell'ambito di un rapporto che presenta una panoramica sull'evoluzione a medio termine della politica agricola, in corso di elaborazione. L'adozione di questo rapporto rientra nel piano di legislatura 2015-2019 del Consiglio federale. Eventuali misure di riforma saranno decise sulla base di tale panoramica, che terrà conto anche degli sviluppi sul piano internazionale.
Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.