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17.3281 · Postulato · 2017-05-02

Dipartimento dell'interno

Liquidato

Wortlaut

Il Consiglio federale è incaricato di elaborare un rapporto in cui vengano sottoposti a una revisione critica il caso Jürg Jegge e altri casi di abuso compiuti da parte di pedocriminali, nonché episodi analoghi accaduti in seno a diverse istituzioni (scuole, chiese, case di cura, associazioni, ecc.) tra gli anni Sessanta e Ottanta nel contesto della pedagogia riformista.

Begründung

Gli abusi sessuali perpetrati da Jürg Jegge a danno di diversi giovani sono venuti alla luce solo grazie a un libro pubblicato da una delle vittime. Jegge, precedentemente celebrato quale pedagogo riformista e "maestro della nazione", pur riconoscendo i fatti, li relativizza senza mostrare alcun rimorso.

Jegge non era il solo pedagogo a pensarla così. Infatti, in un'intervista rilasciata al "Landbote" l'8 aprile 2017, dichiara: "Ritenevamo che i bambini andassero trattati in modo identico agli adulti. E questo a tutti i livelli." Alla domanda se all'epoca avesse l'impressione che le sue "terapie", che includevano contatti sessuali con minorenni, fossero un atto rivoluzionario, risponde che "in un certo senso era così: lo scopo era l'emancipazione individuale e in questo processo l'emancipazione sessuale poteva contribuire a un emancipazione globale. Le discussioni andavano in tal senso e a volte venivano messe in pratica".

Queste dichiarazioni mostrano quanto sia importante esaminare non solo il caso Jegge, bensì tutto ciò che accadde allora e le ripercussioni della pedagogia riformista, così come è stato fatto per esempio in Germania. Jürgen Oelkers, l'esperto in scienze dell'educazione che ha esaminato gli abusi dei pedagoghi tedeschi, va dritto al punto: "Ai giorni nostri ci si chiede come sia mai stato possibile violare impunemente la norma giuridica della protezione dell'infanzia. Anche in Svizzera urge analizzare le premesse e le conseguenze di quanto accaduto" ("Tages-Anzeiger", 22 aprile 2017).

All'epoca la maggior parte delle vittime non aveva alcun sostegno né la possibilità o la forza di difendersi. La revisione critica di questo capitolo buio permetterà di mostrare chiaramente anche a loro che le aggressioni sessuali sui bambini erano sbagliate e ingiustificabili, ieri come oggi, anche se nella maggior parte dei casi gli autori di questi reati non potranno mai essere penalmente perseguiti, poiché i termini di prescrizione sono scaduti. Parlando di sé, Jürg Jegge ha fra l'altro detto che se i casi in questione non fossero prescritti, sarebbe stato penalmente perseguibile ("NZZ", 7 aprile 2017).

http://www.landbote.ch/ueberregional/es-gab-sexuellen-kontakt/story/23894493

http://www.tagesanzeiger.ch/leben/gesellschaft/Der-Fall-Jegge-ist-ein-Fall-Schweiz/story/10634857

https://www.nzz.ch/schweiz/missbrauchs-vorwuerfe-an-juerg-jegge-ja-ich-hatte-sexuellen-kontakt-mit-meinem-schueler-ld.777640

Antrag des Bundesrates

Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.

Stellungnahme des Bundesrates

Il Consiglio federale condanna con la massima fermezza gli abusi sessuali sui minorenni, atti assolutamente ingiustificabili oggi come ieri.

La scuola obbligatoria e il collocamento in istituto sono di competenza dei Cantoni, che esercitano pertanto la vigilanza in quest'ambito. Nemmeno le associazioni e le chiese sottostanno alla vigilanza della Confederazione. La trattazione storica degli abusi sessuali commessi dai pedagoghi (sociali) nel contesto della pedagogia riformista incombe dunque in primo luogo ai Cantoni e non al Consiglio federale.

Il Dipartimento dell'istruzione del Cantone di Zurigo ha già commissionato un rapporto al fine di chiarire i retroscena del caso Jürg Jegge. In un primo momento si tratterà di ricostruire il quadro normativo vigente all'epoca per i provvedimenti di accompagnamento pedagogico specializzato e l'istruzione scolastica speciale. Inoltre si dovrà chiarire se le autorità e le persone coinvolte abbiano rispettato le prescrizioni giuridiche allora in vigore. Secondo un comunicato stampa del Dipartimento dell'istruzione del 16 maggio 2017, oltre al rapporto l'incarico conferito prevede anche il riesame storico della documentazione rilevante nella prospettiva di un'eventuale successiva valutazione dei fatti dal punto di vista della storia dell'educazione.

Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.