17.3362 · Mozione · 2017-05-19
Dipartimento degli affari esteri
Liquidato
Wortlaut
Il Consiglio federale è incaricato, nel messaggio concernente la cooperazione internazionale e nel budget annuo, di presentare al Parlamento l'importo dei mezzi finanziari accordato alla cooperazione allo sviluppo non più sulla base delle quote dell'RNL, ma in funzione della situazione delle finanze federali.
Una minoranza (Hadorn, Brélaz, Gasche, Gmür Alois, Gschwind, Gysi, Heim, Kiener Nellen, Schneider Schüttel, Weibel, Wermuth) propone di respingere la mozione.
Begründung
Adottando i decreti federali del 28 febbraio 2011 concernenti l'aumento dei mezzi destinati al finanziamento dell'aiuto pubblico allo sviluppo a favore della DSC (cfr. FF 2011 2659) e della SECO (cfr. FF 2011 2661), il Parlamento ha deciso di aumentare i mezzi per il finanziamento dell'aiuto pubblico allo sviluppo (quota APS) allo 0,5 per cento del reddito nazionale lordo (RNL). Da questo momento, il Consiglio federale si è sempre orientato a questa percentuale nei messaggi concernenti la cooperazione internazionale. Inoltre rimanda a questa decisione parlamentare anche nel messaggio del 17 febbraio 2016 concernente la cooperazione internazionale 2017-2020 (cfr. FF 2016 2005).
Questo obiettivo è stato raggiunto e la Svizzera, nel 2016, ha aumentato la quota APS/RNL giungendo addirittura allo 0,54 per cento. Nello stesso anno i mezzi della Svizzera destinati all'aiuto umanitario ammontavano a 3,5 miliardi di franchi, importo che è praticamente raddoppiato in 10 anni.
Nei prossimi anni la Confederazione prevede deficit budgetari in seguito al continuo aumento delle spese. Vista la situazione occorrerebbe sopprimere la quota fissa dello 0,5 per cento dell'RNL per l'aiuto pubblico allo sviluppo. Se le finanze federali si deteriorassero, l'economia ne soffrirebbe: l'RNL diminuirebbe provocando quindi in ogni caso una diminuzione dei pagamenti effettivi destinati all'APS.
Contrariamente ad altri Paesi, la Svizzera ha investito già all'inizio degli anni 1990 lo 0,3 per cento del suo RNL nell'aiuto pubblico allo sviluppo, mantenendo costante nel corso degli anni questo aiuto, il cui importo effettivo è considerevole. La Svizzera si è sempre impegnata molto a favore dell'aiuto umanitario e continuerà a farlo anche in futuro.
Visto che è stato il Parlamento a decidere di aumentare l'aiuto allo sviluppo allo 0,5 percento dell'RNL tramite i menzionati decreti federali, spetta a lui sopprimere questa misura accogliendo la presente mozione. Sarebbe più indicato se il Consiglio federale e il Parlamento si orientassero sulla stessa base, ossia lo stato delle finanze federali, per decidere l'importo da accordare alla cooperazione internazionale (CI). In questo modo il Consiglio federale potrebbe pianificare meglio i progetti e i programmi della CI ed evitare spese supplementari dovute alla gestione (in parte rielaborazione) dei progetti e dei programmi, causata da eventuali tagli decisi dal Parlamento.
Antrag des Bundesrates
Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.
Stellungnahme des Bundesrates
Nel 2011 il Parlamento ha deciso di aumentare l'aiuto pubblico allo sviluppo (APS) della Svizzera portandolo allo 0,5 per cento del reddito nazionale lordo (RNL) entro il 2015. Per l'elaborazione dei disegni del preventivo e dei crediti quadro il Consiglio federale deve tuttavia tenere conto del freno all'indebitamento e, pertanto, già oggi si basa sullo stato delle finanze federali. La mozione risulta quindi già adempiuta.
Sulla base del decreto del 2011 il Consiglio federale ha chiesto al Parlamento di aumentare i mezzi destinati alla cooperazione internazionale (CI). Dal 2006 al 2016 le spese contabilizzate nell'APS della Svizzera sono passate da 2,06 a 3,51 miliardi di franchi, il che corrisponde a un aumento del 70 per cento. Detraendo le spese contabilizzate nell'APS nel settore dell'asilo, nello stesso periodo l'aumento dell'APS è invece stato del 49 per cento. Visto il peggioramento delle previsioni relative alle finanze federali e considerate le decisioni del Parlamento che comportano spese supplementari, negli ultimi anni il Consiglio federale ha adottato misure volte a evitare deficit strutturali, le quali, in proporzione, sono particolarmente gravose per il settore della cooperazione internazionale. Già nel suo messaggio concernente la cooperazione internazionale 2017-2020 (FF 2016 2005) il Consiglio federale ha richiesto meno mezzi di quelli necessari, secondo le previsioni di allora, per il raggiungimento dell'obiettivo dello 0,5 per cento: il messaggio si orienta verso una quota APS più bassa, pari allo 0,48 per cento dell'RNL, poiché nel quadro del programma di stabilizzazione 2017-2019 (FF 2016 4135) il governo ha previsto un taglio pari a circa 587 milioni di franchi dei mezzi per la cooperazione internazionale.
Il Consiglio federale ha quindi adeguato di volta in volta alle possibilità finanziarie i mezzi della Confederazione destinati alla cooperazione internazionale. La stima degli effetti del calcolo dei mezzi finanziari sulla quota APS ha soltanto carattere informativo, ma senza questo valore indicativo il Parlamento perderebbe un importante riferimento per definire a livello politico l'entità dei mezzi da destinare alla cooperazione internazionale. Sia i crediti quadro sia i crediti a preventivo sono tuttavia fissati liberamente dal Parlamento.
In ogni caso, come si evince anche dal parere del Consiglio federale relativo alla mozione Chevalley 16.3476, la quota APS non è un parametro di controllo politico-finanziario. Le previsioni riguardanti tale quota sono soggette a oscillazioni in quanto componenti essenziali come lo sviluppo economico (RNL) e i costi legati all'accoglienza dei richiedenti l'asilo sono difficili da prevedere. Nel 2016, ad esempio, la percentuale dei costi dell'asilo contabilizzati nell'APS è notevolmente aumentata, raggiungendo quasi un quinto dell'aiuto pubblico allo sviluppo, mentre la percentuale dei mezzi destinati alla cooperazione internazionale sulla quota APS (settore di compiti 3.2) è scesa dallo 0,41 (2015) allo 0,39 per cento dell'RNL.
La quota APS è la specifica statistica internazionale che serve a documentare e a confrontare, dopo la chiusura annuale, i contributi che gli Stati dell'OCSE, tra cui la Svizzera, versano per gestire le sfide a cui devono far fronte i Paesi in via di sviluppo. Un'eventuale accettazione della mozione lancerebbe un segnale negativo e ciò potrebbe nuocere alla credibilità della politica estera svizzera e ridurne il margine di manovra.
Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.