Lexipedia

17.3398 · Interpellanza · 2017-06-07

Dipartimento dell'economia, della formazione e della ricerca

Liquidato

Wortlaut

All'incirca 168 milioni di minori sono sfruttati sul lavoro o impiegati in condizioni che comportano gravi rischi per la loro salute, la loro sicurezza, la loro educazione o la loro integrità morale e fisica. Due ONG hanno reso noto che l'impresa LafargeHolcim, che ha sede in Svizzera, ha sfruttato il lavoro minorile acquistando pozzolana in Uganda tramite la sua filiale Hima Cement Limited, almeno fino a gennaio 2017. La partecipazione di gruppi con sede in Svizzera a questo sfruttamento disumano è inaccettabile. Questo caso illustra, per l'ennesima volta, la necessità di estendere in Svizzera il dovere di diligenza delle imprese. Il comitato di esperti dell'ONU sui diritti dell'infanzia esige d'altronde che la Svizzera sottoponga a maggiori controlli le sue multinazionali.

In questo contesto, il Consiglio federale ha pubblicato un rapporto sul lavoro minorile (in risposta al postulato 15.3010). Vista la gravità della questione, come illustra il caso Lafarge Holcim, il rapporto risulta particolarmente lacunoso. Gli obiettivi del Consiglio federale, infatti, non sono espressi in maniera chiara e il rapporto non presenta una valutazione dell'impatto o dell'efficacia delle misure adottate. Non precisa inoltre nemmeno in che modo possa essere ottenuto un maggior rispetto dei diritti dei minori da parte dei gruppi con sede in Svizzera.

1. In che modo il Consiglio federale intende assicurare il rispetto da parte delle multinazionali delle direttive e delle raccomandazioni della sua "strategia Ruggie", in particolare per quanto riguarda il lavoro minorile?

2. In relazione al caso Lafarge Holcim come valuta l'efficacia dei programmi di responsabilità sociale destinati alle multinazionali?

3. In che modo intende assicurarsi che non si impegna in transazioni commerciali, tramite contratti pubblici o imprese (p. es. FFS), con gruppi che sfruttano il lavoro minorile? Ricordiamo che Lafarge Holcim ha svolto un ruolo fondamentale nel cantiere della galleria di base del San Gottardo inaugurata nel 2016 mentre una delle sue filiali ha sfruttato il lavoro minorile in Uganda fino a gennaio 2017.

4. Il Consiglio federale ha manifestato la volontà di estendere il rapporto delle imprese a obblighi non finanziari, una volta applicate nell'UE regolamentazioni specifiche in materia alla fine del 2016. Sarebbe disposto a elaborare un avamprogetto sulla questione?

5. In che modo intende facilitare alle vittime l'accesso a una riparazione a seguito di violazioni dirette dei diritti umani da parte di imprese svizzere?

Stellungnahme des Bundesrates

1. Il piano d'azione nazionale (PAN) per l'attuazione dei principi guida delle Nazioni Unite su imprese e diritti umani, approvato nel dicembre del 2016, prevede 50 strumenti per promuovere il rispetto dei diritti umani da parte delle imprese svizzere nelle loro attività in Svizzera e all'estero. La lotta contro il lavoro minorile rientra tra i principi e i diritti fondamentali del lavoro ed è contemplata dal PAN. L'attuazione del PAN è assicurata da un gruppo di accompagnamento composto da rappresentanti dell'amministrazione federale, del mondo economico e scientifico e della società civile. La creazione di un gruppo incaricato di monitorare e rendere regolarmente conto dei progressi fatti nell'attuazione del PAN corrisponde a quanto previsto dalle direttive delle Nazioni Unite sull'elaborazione dei piani d'azione nazionali.

2. Il Consiglio federale si aspetta che le imprese con sede od operative in Svizzera si attengano in tutte le loro attività, sia in Svizzera che all'estero, alle disposizioni legali, agli accordi conclusi dalle parti sociali e ad altri contratti e applichino le norme e le direttive riconosciute a livello internazionale in materia di responsabilità sociale d'impresa (RSI). Il Consiglio federale promuove la condotta responsabile delle imprese, compresi il rispetto e la tutela dei diritti dell'infanzia, basandosi sul documento programmatico e sul piano d'azione 2015-2019 dedicati alla RSI e sul PAN per l'attuazione dei principi guida delle Nazioni Unite su imprese e diritti umani (v. domanda 1). Il 21 giugno 2017 il Consiglio federale ha approvato il rapporto sull'avanzamento del piano d'azione per la responsabilità sociale delle imprese. Il testo rileva progressi in tutti e quattro gli orientamenti strategici di promozione della condotta responsabile delle imprese. Nel 2017 alcuni progetti specifici della cooperazione svizzera allo sviluppo riguardanti il lavoro minorile e le condizioni di lavoro in generale sono stati inoltre esaminati da esperti indipendenti nel quadro di un rapporto sull'efficacia. Quasi l'85 per cento degli interventi del portafoglio della SECO e della DSC in materia di occupazione e lavoro dignitoso è stato valutato da molto buono a soddisfacente.

3. Nel caso di una gara d'appalto svolta all'estero le imprese partecipanti devono rispettare almeno le otto convenzioni fondamentali dell'Organizzazione internazionale del lavoro, in particolare la convenzione n. 138 concernente l'età minima di ammissione all'impiego e la convenzione n. 182 relativa alla proibizione delle forme peggiori di lavoro minorile. Le imprese summenzionate sono quindi tenute ad adottare immediatamente le misure necessarie per eliminare le forme peggiori di lavoro minorile e devono garantire il rispetto delle convenzioni fondamentali lungo tutta la loro catena di produzione.

Se vengono fornite le prove che un'impresa partecipante ricorre al lavoro minorile, si possono applicare sanzioni di vario tipo, dall'esclusione dalla procedura di aggiudicazione a una pena convenzionale fino all'annullamento del contratto.

4. Nel suo parere del 17 dicembre 2014 riguardo alla mozione 14.3671, "Attuazione del rapporto di diritto comparato del Consiglio federale sulla responsabilità delle imprese in materia di diritti umani e ambiente", l'esecutivo afferma di seguire l'evolversi dell'attuazione della direttiva dell'Unione europea 2014/95/UE da parte degli Stati membri. Questa direttiva obbliga le grandi imprese a pubblicare nel proprio rapporto di gestione informazioni non finanziarie relative tra l'altro ai diritti umani e all'ambiente. Per evitare svantaggi per la piazza economica svizzera, un eventuale progetto di legge svizzero relativo alla redazione di rapporti sulla sostenibilità dovrebbe in effetti tener conto delle prescrizioni degli Stati dell'UE. Di conseguenza, il Consiglio federale aveva proposto di respingere la mozione, in quanto il testo si spingeva oltre la direttiva dell'UE. Si esaminerà l'opportunità di elaborare un avamprogetto da porre in consultazione non appena saranno disponibili sufficienti informazioni sullo stato di attuazione della direttiva da parte degli Stati membri dell'UE.

5. Il PAN per l'attuazione dei principi guida delle Nazioni Unite su imprese e diritti umani riconosce la responsabilità di facilitare, alle persone interessate, l'accesso a meccanismi di ricorso svizzeri nel caso in cui imprese con sede in Svizzera siano implicate attraverso le loro attività in violazioni dei diritti umani all'estero e le vittime nel Paese estero non abbiano accesso a vie di ricorso efficaci.

In adempimento del postulato dalla Commissione della politica estera del Consiglio degli Stati 14.3663, "Accesso al risarcimento", il Consiglio federale sta inoltre stilando un rapporto in cui esamina quali misure giudiziarie ed extragiudiziarie sono attuate in altri Stati per permettere alle persone i cui diritti umani sono stati violati da un'impresa nazionale all'estero un accesso effettivo al risarcimento nel Paese d'origine dell'impresa. Il rapporto è redatto congiuntamente dal Centro svizzero di competenza per i diritti umani e dall'Istituto svizzero di diritto comparato e dovrebbe essere disponibile entro la fine del 2017. Su questa base il Consiglio federale esaminerà, in vista della rielaborazione del PAN su imprese e diritti umani, se siano da adottare eventuali misure nel contesto svizzero.

Risposta del Consiglio federale.