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17.3399 · Interpellanza · 2017-06-07

Dipartimento di giustizia e polizia

Liquidato

Wortlaut

Come confermato nella risposta ricevuta dal Consiglio federale alla mia interpellanza 17.038, la caserma di Losone, oggi utilizzata dal SEM quale centro federale di registrazione, passerà al Comune alla fine di ottobre 2017.

Quando ciò avverrà, in Ticino verranno a mancare circa 150 posti per richiedenti l'asilo in procedura.

Nel frattempo, la Confederazione ha iniziato le trattative con alcuni Comuni, alla ricerca di posti alternativi in strutture già esistenti che dovrebbero rimanere in funzione sino alla realizzazione del centro federale di asilo per la Svizzera centrale e meridionale, pianificato a Novazzano-Balerna e che però non sarà disponibile prima del 2021-2022 (salvo ricorsi e ritardi non prevedibili).

In questo frangente di tempo - parliamo di almeno 5 anni - e tenuto conto che nei prossimi mesi l'ondata di migranti ai nostri confini sicuramente non tenderà a diminuire, mancheranno posti e strutture.

Considerato che il Canton Ticino sia il Cantone più toccato dalla problematica e che Comuni come quello di Chiasso, al confine sud, si ritrovi sempre per primo a gestire una situazione che d'emergenza diventa ordinaria, chiedo al Consiglio federale:

1. Quali sono i piani della Confederazione per far fronte alla chiusura del centro di Losone?

2. Come verranno ridistribuiti i posti letto per i richiedenti l'asilo disponibili attualmente a Losone?

3. In quali Comuni e in quali strutture?

4. E' in previsione un ampliamento temporaneo del Centro di Registrazione di Chiasso?

5. Sono previste misure di compensazione a favore di quei Comuni che metterebbero a disposizione letti e strutture?

Stellungnahme des Bundesrates

1.-4. La Confederazione gestisce su tutto il territorio nazionale centri federali d'asilo (CFA) con una capacità ricettiva complessiva di circa 4000 posti letto. Al momento della chiusura del centro di Losone i richiedenti l'asilo ivi ospitati saranno ridistribuiti nel quadro del sistema nazionale.

Cosciente del fatto che il confine meridionale della Svizzera è particolarmente sollecitato dai flussi migratori provenienti dall'Italia e con l'obiettivo di garantire ad ogni momento una gestione efficace della situazione migratoria, la Confederazione, in stretta concertazione con le autorità cantonali e comunali, sta vagliando diverse opzioni onde garantire un numero sufficiente di posti letto in Ticino. Per ora, non vi è tuttavia nulla di deciso.

5. Nel rispetto della gerarchia federale, la Confederazione non indennizza direttamente i Comuni che ospitano un CFA.

Secondo l'articolo 27 capoverso 1 della legge sull'asilo (LAsi; RS 142.31) spetta ai Cantoni accordarsi in merito alla ripartizione dei richiedenti l'asilo. Questo principio rimane immutato anche nella nuova legge sull'asilo (nLAsi).

Attualmente, la compensazione è regolata conformemente alla decisione della Conferenza delle direttrici e dei direttori cantonali delle opere sociali (CDOS) del 21 settembre 2012.

Il modello di compensazione elaborato dai Cantoni nel quadro dei lavori di implementazione della nuova legge sull'asilo definisce i parametri per un'attribuzione ridotta di richiedenti l'asilo ai Cantoni che ospitano un CFA secondo la LAsi.

Tuttavia, la Confederazione può versare al Cantone d'ubicazione, per l'intero periodo di operatività del CFA, un contributo forfettario alle spese per la sicurezza, conformemente agli articoli 91 capoverso 2ter LAsi e 41 capoverso 1 dell'ordinanza 2 sull'asilo (OAsi 2; RS 142.312).

Spetta ai Cantoni indennizzare i Comuni per prestazioni particolari.

Risposta del Consiglio federale.