17.3462 · Mozione · 2017-06-14
Dipartimento delle Finanze
Liquidato
Wortlaut
Il Consiglio federale è incaricato di consentire, entro i prossimi dieci anni, il rilevamento sistematico di tutti i passaggi del confine mediante l'identificazione digitale.
Begründung
Tra gennaio e maggio 2017 le guardie di confine hanno fermato quasi 12 000 persone che tentavano di entrare illegalmente in Svizzera. Nello stesso periodo del 2016 i migranti illegali erano stati solo 7000. Si tratta soprattutto di migranti economici illegali provenienti dall'Africa occidentale. Le dieci nazionalità maggiormente rappresentate sono: Guinea (1750), Gambia (1188), Nigeria (995), Costa d'Avorio (859), Somalia (644), Marocco (451), Eritrea (373), Senegal (329), Afghanistan (304) e Pakistan (292). Parallelamente al notevole aumento dei migranti illegali scoperti, la Segreteria di Stato della migrazione (SEM) registra cifre record relative a clandestini che soggiornano illegalmente in Svizzera o altrove.
Oggigiorno l'identificazione digitale delle persone rappresenta in molti ambiti la procedura standard, ad esempio negli aeroporti o all'entrata degli edifici. L'argomentazione del Consiglio federale secondo cui l'Accordo di associazione a Schengen ha reso i confini nazionali svizzeri delle frontiere interne allo spazio Schengen, superabili senza controlli, non è sufficientemente esaustiva. Nel frattempo, diversi Stati Schengen hanno introdotto controlli sistematici alle frontiere interne. La possibilità di effettuare in Svizzera un rilevamento sistematico di tutti i passaggi del confine mediante un'identificazione digitale non comporta automaticamente il costante utilizzo di questa possibilità tecnica. È invece possibile attivare tale rilevamento sistematico di tutti i passaggi del confine in periodi in cui si registra una forte migrazione illegale, per poi nuovamente disattivarlo.
Il rilevamento sistematico di tutti i passaggi del confine mediante un'identificazione digitale deve essere introdotta inizialmente sui treni e successivamente nei valichi stradali di confine. Il confine verde continuerà a essere controllato dal Corpo delle guardie di confine (Cgcf).
Antrag des Bundesrates
Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.
Stellungnahme des Bundesrates
Ogni giorno oltre due milioni di persone attraversano i confini del nostro Paese. Le autorità svizzere di controllo ai confini effettuano verifiche in funzione dei rischi e della situazione. A tal fine dispongono di diversi strumenti. Laddove opportuno o necessario a livello strategico, esse impiegano mezzi tecnici ausiliari, in modo da garantire un livello di controllo ottimale, che sia conforme al principio di proporzionalità e che rispetti la protezione dei dati.
Una verifica sistematica dell'identità alle frontiere interne va equiparata a un controllo sistematico ai confini, contrario all'Accordo di associazione a Schengen. Inoltre, una simile verifica non costituirebbe uno strumento efficace di lotta alla migrazione irregolare. Già oggi i migranti irregolari e le persone che soggiornano illegalmente in Svizzera vengono rilevati in maniera sistematica dal Cgcf e dalle polizie cantonali nella banca dati nazionale sulle impronte digitali AFIS. I richiedenti l'asilo sono inoltre registrati nella banca dati europea Eurodac. L'identificazione di tali gruppi di persone è quindi garantita.
La verifica sistematica dell'identità di tutte le persone, richiesta dall'autore della mozione, non fornirebbe alcun aiuto nella lotta alla problematica descritta. Inoltre, questo provvedimento comporterebbe costi notevoli ed enormi ripercussioni negative sul traffico turistico e sull'economia. Anche durante i controlli sistematici ai confini, reintrodotti da determinati Stati Schengen con il consenso dell'UE per una durata limitata e in luoghi ben precisi, non viene necessariamente verificata l'identità di tutte le persone.
Le autorità di controllo ai confini osservano costantemente gli sviluppi nell'ambito della verifica tecnica dell'identità e impiegheranno in maniera mirata, laddove necessario, i mezzi e le tecnologie richiesti. Attualmente anche l'UE sta elaborando nuovi strumenti Schengen volti a migliorare la gestione delle frontiere esterne e a garantire la sicurezza interna.
Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.