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17.3517 · Interpellanza · 2017-06-15

Dipartimento delle Finanze

Liquidato

Wortlaut

Attualmente il sistema di imposizione del valore locativo è oggetto di dibattito. Alla luce dei bassi tassi d'interesse, un cambiamento generale del sistema di imposizione (che non consideri il valore locativo né contempli deduzioni di sorta) sembra poter ottenere il consenso della maggioranza. Uno degli obiettivi dell'imposizione del valore locativo, quando tale sistema è stato introdotto, era attenuare gli svantaggi fiscali per i locatari. Le deduzioni per il risanamento energetico erano inoltre mosse da riflessioni di politica energetica e climatica.

In questo contesto si pongono le seguenti domande.

1. Dato l'attuale livello dei tassi d'interesse, un cambiamento generale del sistema di imposizione del valore locativo come si ripercuoterebbe sul gettito dei Cantoni e dei Comuni se

a. non venissero concesse deduzioni di sorta?

b. le deduzioni per il risanamento energetico fossero tuttora ammesse?

2. Il Consiglio federale come risponde alla domanda precedente ipotizzando tassi d'interesse del 3 e del 5 per cento?

3. Invece delle deduzioni per il risanamento energetico, a tale scopo si potrebbero concedere contributi più cospicui. Come e in quale misura bisognerebbe adeguare il sistema per conseguire effetti perlomeno equivalenti in entrambe le situazioni?

4.a. Un cambiamento di sistema quali effetti avrebbe sull'obiettivo della parità di trattamento di proprietari e locatari?

b. Quali provvedimenti correttivi potrebbero impedire che un cambiamento generale del sistema vada esclusivamente a beneficio dei proprietari e che le perdite fiscali vengano invece sopportate da tutti i contribuenti?

5. Il Consiglio federale condivide la supposizione della Conferenza svizzera delle imposte, secondo cui un cambiamento generale del sistema permetterebbe anche di ridurre l'onere amministrativo? A quanto sarebbe stimato il risparmio in ambito amministrativo e in quello giuridico?

Stellungnahme des Bundesrates

1.a. Dato l'attuale livello dei tassi d'interesse ipotecari del 2 per cento circa, un cambiamento generale del sistema di imposizione che non conceda deduzioni di sorta comporterebbe una diminuzione delle entrate a titolo di imposta federale diretta pari a circa 400 milioni. Per quanto concerne l'impostazione della futura regolamentazione relativa alla deduzione degli interessi passivi maturati sui debiti privati, il calcolo parte dal presupposto che i debiti passivi siano deducibili nella medesima misura dei redditi patrimoniali imponibili. Se al riguardo si dovesse scegliere un'altra regolamentazione, sarebbe necessario adeguare questa stima. In mancanza di dati, l'Amministrazione federale delle contribuzioni (AFC) non è in grado di fornire indicazioni sulla diminuzione delle entrate fiscali a livello cantonale e comunale.

1.b. Per l'imposta federale diretta, l'AFC è in grado di fornire soltanto indicazioni approssimative sulla diminuzione delle entrate legate al risanamento energetico. Secondo le simulazioni, la concessione di tutte le deduzioni per spese d'investimento destinate al risparmio energetico e alla protezione dell'ambiente (art. 32 cpv. 2 secondo periodo LIFD e art. 9 cpv. 3 lett. a LAID) comporterebbe ogni anno minori entrate pari a 100 a 230 milioni di franchi.

2. Con un livello dei tassi d'interesse ipotecari del 3 per cento, un cambiamento generale del sistema non dovrebbe determinare né un aumento né una diminuzione delle entrate a titolo di imposta federale diretta (senza incidenza sul gettito fiscale). Di conseguenza, un tasso di interesse del 5 per cento dovrebbe generare per la Confederazione un aumento delle entrate.

3. Nell'ambito del Programma Edifici, la Confederazione e i Cantoni versano dal 2010 contributi per promuovere il risanamento energetico. Se le deduzioni fiscali non fossero più concesse, ma sostituite con contributi di promozione, l'effetto di promozione di queste risorse cambierebbe. Con un'aliquota progressiva dell'imposta sul reddito, sono i contribuenti con i redditi più elevati che, in termini di importo, beneficiano maggiormente delle deduzioni. Per contro, una promozione diretta non tiene conto del reddito, dal momento che il contributo di promozione si orienta all'oggetto e non al soggetto da promuovere. L'entità della promozione e quindi gli incentivi sono identici per tutti i contribuenti. In caso di un cambiamento del sistema, il volume dei sussidi di promozione diretti potrebbe corrispondere al volume delle perdite fiscali provenienti dalle deduzioni che erano concesse per il risanamento energetico nel periodo fiscale antecedente al cambiamento del sistema.

4.a. In linea di principio, più un cambiamento del sistema è generale (nessun valore locativo, nessuna deduzione), più le condizioni quadro sono vantaggiose per un'imposizione rispettosa dell'uguaglianza tra i proprietari e i locatari. Secondo il Tribunale federale (DTF 123 II 9), un cambiamento generale del sistema avrebbe tuttavia per conseguenza che i proprietari di un'abitazione autofinanziata sarebbero avvantaggiate rispetto ai proprietari di un'abitazione finanziata con capitale di terzi e ai locatari per i quali i redditi provenienti da beni mobili devono essere interamente tassati.

4.b. Un cambiamento del sistema può essere strutturato in modo da osservare i principi dell'uguaglianza giuridica e dell'imposizione in funzione della capacità economica. Le misure correttive diventano quindi superflue. Se al momento del cambiamento del sistema il tasso d'interesse ipotecario fosse del 3 per cento, per la Confederazione non risulterebbero minori entrate.

5. Un cambiamento generale del sistema determinerebbe una semplificazione amministrativa e quindi costi di esecuzione più bassi. Tuttavia, questo effetto si ridurrebbe se l'abolizione del valore locativo si limitasse alle proprietà d'abitazioni ad uso proprio nel luogo di domicilio ed escludesse di conseguenza le abitazioni secondarie. In mancanza di dati attendibili, non è possibile quantificare i risparmi amministrativi incentivati anche da un'eventuale diminuzione delle procedure di ricorso.

Risposta del Consiglio federale.