17.3594 · Postulato · 2017-06-16
Dipartimento degli affari esteri
Liquidato
Wortlaut
Il Consiglio federale è invitato a studiare il modo per rendere ottimale la necessaria complementarietà tra l'aiuto umanitario e l'aiuto allo sviluppo, tenendo presente che il primo opera in una logica di aiuto di emergenza e il secondo ha una prospettiva più a lungo termine.
Dove c'è bisogno di aiuto umanitario di emergenza, di solito c'è anche bisogno di un aiuto allo sviluppo. È fondamentale articolare i due tipi di aiuto in modo coerente per garantire la durata e la sostenibilità delle azioni condotte dall'aiuto umanitario nelle situazioni di emergenza. Le popolazioni che escono da una situazione di miseria estrema devono poter avere una prospettiva di vita che l'aiuto allo sviluppo può contribuire a creare.
Il messaggio concernente la cooperazione internazionale 2017-2020 parla del rafforzamento dei legami tra aiuto umanitario e aiuto allo sviluppo al fine di ottimizzare l'uso delle risorse finanziarie messe a disposizione e produrre i risultati attesi.
Un breve studio permetterebbe di precisare le modalità di attuazione.
Begründung
In concreto si potrebbe pensare che l'aiuto umanitario interviene a monte. Se l'azione del CICR o di altre organizzazioni è efficace permette di stabilire legami di fiducia con le autorità locali. Sulla base di questa fiducia l'organismo di aiuto di emergenza situato a monte può identificare le necessità e raccomandare altre organizzazioni che si incaricano di gestire programmi più a lungo termine per ricostruire il Paese (infrastrutture, economia, istituzioni) e rimetterlo in carreggiata.
L'esperienza sul campo mostra tuttavia che l'uscita da situazioni di emergenza (processo di pace, rilancio di un'agricoltura di sussistenza) non è lineare e che i miglioramenti possono essere seguiti da nuove crisi. Ecco perché la flessibilità nell'uso dei due tipi di intervento, umanitario e di sviluppo, è importante per rispondere in modo pertinente ed efficace ai mutamenti del contesto.
Antrag des Bundesrates
Il Consiglio federale propone di accogliere il postulato.
Stellungnahme des Bundesrates
Il Consiglio federale condivide l'opinione espressa nel postulato. Più di 128 milioni di persone vittime di violenze, di conflitti armati o di catastrofi beneficiano attualmente di un aiuto umanitario. L'aiuto di emergenza a breve termine non consente tuttavia da solo di far fronte alle molte sfide poste dalle catastrofi e dai conflitti attuali. Per offrire prospettive a medio e lungo termine alle popolazioni colpite e contribuire a risolvere i problemi strutturali dei Paesi interessati è spesso necessario ricorrere contemporaneamente ai differenti strumenti della cooperazione internazionale. All'aiuto umanitario si affiancano così la cooperazione bilaterale e multilaterale allo sviluppo oltre alle misure per la promozione della sicurezza umana.
La necessità di associare questi strumenti coordinandoli quanto più strettamente possibile è riconosciuta sul piano internazionale e corrisponde alla posizione del Consiglio federale. In occasione del Vertice umanitario mondiale del 2016 a Istanbul, la Svizzera si è così impegnata a operare in favore di una cooperazione efficace tra gli attori dell'aiuto umanitario e quelli della cooperazione allo sviluppo (http://agendaforhumanity.org > Commitments > Changing People's Lives - From Delivering Aid to Ending Need). A livello multilaterale la Svizzera si adopera inoltre affinché i diversi strumenti di cui dispongono l'ONU e le banche di sviluppo in materia di aiuto umanitario, di politica di sviluppo e di politica di pace siano utilizzati tenendo conto della necessità di garantire un intervento complementare.
Con il messaggio concernente la cooperazione internazionale 2017-2020 (FF 2016 2005) la Svizzera si è dotata di un quadro comune che offre un orientamento generale ai principali attori svizzeri che operano in questo ambito. Delle 21 regioni e Paesi prioritari della cooperazione bilaterale promossa dalla Direzione per lo sviluppo e la cooperazione (DSC) del DFAE, 14 sono alle prese con crisi di lunga durata (protracted crises). In questi contesti la Svizzera si sforza già oggi di applicare i diversi strumenti della cooperazione internazionale in maniera coordinata e complementare. Il lavoro svolto nelle ambasciate integrate favorisce una stretta collaborazione tra i diversi attori. Attualmente la Svizzera conta 40 rappresentanze il cui processo di integrazione è terminato o in corso.
Il Consiglio federale intende proseguire i suoi sforzi per rafforzare i legami tra aiuto umanitario e cooperazione allo sviluppo. La DSC ha deciso all'inizio del 2017 di commissionare una valutazione indipendente su questo tema. Nel quadro dello studio saranno formulate raccomandazioni volte a migliorare il coordinamento tra le modalità di attuazione dell'aiuto umanitario e quelle della cooperazione allo sviluppo. I risultati della valutazione e l'esame dell'attuazione delle misure proposte sono attesi per il 2018.
Il Consiglio federale propone di accogliere il postulato.